Feb 24 2008

piccoli merchant crescono

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Oggi abbiamo festeggiato il compleanno di Sèvero al ristorante La Darsena di Colombare di Sirmione (consigliatissimo)

Nonostante la nebbia che ha caratterizzato l’intera giornata, abbiamo fatto due passi e deciso di scendere a lago.
Ai due piccoli merchant la passeggiata è piaciuta: ecco Francesco e Spartaco avanzare nella nebbia!

Piccoli  Merchant Crescono

E’ stata una piacevolissima giornata trascorsa in compagnia di amici e colleghi merchant: Gea e Sèvero sono infatti titolari di SeGeC che distribuisce prodotti legati ai supporti multimediali sin dal 2001. Dal 2003 esclusivista on-line dei prodotti Neato attraverso il portale www.neatoeuope.com e dallo scorso aprile 2007 distributore italiano di Super Jewel Box

Dimenticavo: A U G U R I S E V E!

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Gen 29 2008

IV Bando 388: proroga delle scadenze

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Importante (e forse utile) notizia per i Merchant che hanno avuto accesso ai finanziamenti della L. 388 IV Bando 2006.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, con Decreto n. 885 del 23 gennaio 2008, ha prorogato di 6 mesi i termini per il completamento dei progetti e-commerce relativi al 4° bando, emanato con la Circolare ministeriale n. 946056 del 10 marzo 2006.

Per i Merchant presenti nella graduatoria è possibile pertanto concludere gli investimenti per lo sviluppo del commercio elettronico fino alla nuova data del 1° Agosto 2008. In sostanza è possibile raccogliere fatture (anche pagare) fino al 1° Agosto 2008.

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Ott 25 2007

falsario a chi?

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I merchant uniti contro la contraffazione. AICEL lancia un appello agli operatori del commercio elettronico ma sopratutto ai consumatori che abitualmente fanno acqusiti on-line

Basta accusare ingiustamente l’intero settore. Colpiamo solo chi non rispetta le regole!

Non sono un falsario, orgoglioso di essere merchant!

Ecco l’appello lanciato da AICEL

**************

Falsario a chi?Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

*********

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Ott 19 2007

AICEL e SMAU

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Appena rientrato da SMAU.
145 persone iscritte al seminario e sala piena. Un successo di pubblico (considerate che ‘altri’ hanno raccolto 17 presenze!) in una giornata importante per AICEL.
Oggi infatti abbiamo reso pubblico il nostro programma ma soprattutto il cambio di filosofia dell’Associazione. AICEL assumerà un ruolo attivo nell’e-commerce informando, formando e sostenendo i merchant.

Riprenderò il discorso presto anche perché nei progetti ri-torna Desenzano! 😀

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Ott 18 2007

SMAU 2007

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SMAU 2007 corsi formazione e-academyDomani (Venerdì 19 Ottobre), salute permettendo, presenzierò all’incontro formativo tenuto da Barbara Bonaventura cofondatrice di AICEL.
L’incontro, sicuramente interessante per quanti già fanno e-commerce o per quanti vogliono iniziare una attività di commercio elettronico, sarà incentrato sulle opportunità di ottenere agevolazioni e aiuti per gestire le proprie iniziative imprenditoriali.
L’esposizione partirà dall’esame delle reali esigenze dei merchant ed evidenzierà le iniziative che maggiormente rispondono alle loro richieste.

Per chi volesse c’è ancora qualche (pochissimi) posto libero: Incentivi, sostegni e iniziative a favore dell’e-commerce.

E’ sempre un piacere per me incontrare gli operatori del commercio elettronico e spero vivamente di non perdermi quest’incontro.
Se qualcuno domani fosse in SMAU.. bhe magari ci si vede là….

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Set 14 2007

eBay: basta che se ne parli, non importa se sono fesserie!

 Ennesimo discutibile ‘comunicato stampa’ di eBay 
Siena è la città più e-commerce d’Italia secondo l’indagine compiuta sugli 5 milioni di utenti che eBay.it ha appena annunciato di aver raggiunto. La città toscana è risultata essere la città italiana con la maggior penetrazione eBay.  Nella città del Palio, quasi un abitante su quattro (il 22.9%) acquista o vende sul primo sito di aste online italiano.

Ma che razza di notizia è?? Che cosa vuol dire? Che valore ha? Ha valore per eBay ma nessun valore fuori da quelle mura o da quel sito.
E come se dicessi: “secondo l’indagine compiuta su tutti gli acquirenti di carrelli.it è risultato che Roma è la città che sposta più pacchi in Italia! La capitale d’Italia è risultata la città italiana con la maggior penetrazione carrelli.it. Nella città del capitello, quasi un abitante su cinque (20,2%) sposta i pacchi con un carrello manuale di carrelli.it”

Complimenti all’uffico marketing di eBay che ancora una volta ci dimostra l’abilità nel far passare le informazioni ad uso e consumo del primo sito di aste (non è un e-commerce, anzi ci tengono a dire: eBay è un Iternet Service Provider )
 Che dire? Merchant… Svegliatevi!

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Lug 12 2007

il sommerso nell’e-commerce (e c’entra ancora eBay)

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Lurkando sul forum GT leggo:

esportatore abituale
Salve, sto pensando di aprire una partita IVA per regolarizzare un mio negozio e-bay sul quale vendo già da un po’ di tempo con discreto successo. Dal momento che ho intenzione di importare da paesi extra-UE (Usa , Cina etc.), e di rivendere almeno il 90% della merce complessiva a privati residenti in paesi dell’UE, e il rimanente 10% in Italia, il commercialista mi ha detto che posso avvalermi della seguente situazione… [Leggi il resto…]

Un Coming Out in piena regola!
Spesso mi è capitato di avanzare dubbi su molti venditori ‘occasionali’ di eBay -Non è credibile che esistano venditori occasionali con 300 feedback positivi al mese- e spesso mi sono chiesto perché le autorità e la stessa ebay chiudano gli occhi davanti a queste realtà.

Vero che non compete ad eBay fare i controlli e che esistono le autorità preposte, ma considerato che la nostra GdF non può essere onnipresente, perché non spostare l’onere del controllo su chi lo può fare facilemnte?
Il legislatore dovrebbe provvedere ad emettere dei regolamenti ad hoc per spostare l’onere del controllo (e la responsabilità) al fornitore del servizio.

I consumatori sarebbero più tutelati, lo stato sarebbe più tutelato e noi merchant potremmo lavorare con più tranquillità e senza queste gravi turbative del mercato!

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Lug 08 2007

il prezzo e lo ’stress’ dell’IVA

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Capita spesso che fra merchant si discuta sul ‘come’ esporre i prezzi all’interno dell’e-shop: IVA inclusa o ‘+ IVA’?

Sono molti i fattori che fanno propendere per una scelta piuttosto che per l’altra. In ordine di importanza ricorderei almeno quattro: il mercato geografico di riferimento, l’utenza finale, le consuetudini del mercato dell’utenza, il tipo di bene, il settore merceologico di appartenenza.

carrello-ecommerceSeppur a prima vista l’indicazione del prezzo con o senza IVA può essere considerato banale, è bene non dimenticare che il prezzo è una variabile fondamentale nel processo di acquisto, talmente decisiva da meritare studi specifici oltre ad essere una variabile del marketing mix (una dell 4 P del marketing tradizionale -o una delle 4 C secondo Kotler-)

Anche se analizzato in termini di ‘percezione’, ‘autorità’ e ‘stress’, il prezzo assume un ruolo rilevante e assolutamente non trascurabile.

Un consumatore online tenderà a comparare caratteristiche e funzionalità offerte dal prodotto con altri della stessa categoria anche sulla base del prezzo. Per beni commodity o comunque ritenuti ‘conosciuti’ dal consumatore, il prezzo non dovrà essere percepito come ‘più alto’ rispetto ad altri.
Nel caso in cui il bene sia ‘problematico’ o comunque il consumatore non ha sufficienti conoscenze, è probabile che l’acquisto sia influenzato dal principio di autorità: avendo scarsa conoscenze, automaticamente si attribuisce maggiore autorità al prodotto più costoso. 

Per quanto riguarda lo stress, ovvero gli stimoli fisici, chimici ed emozionali che superando una certa soglia critica  interrompono l’equilibrio interno, è interessante il dato rilevato dalla ricerca sulle difficoltà di chi acquista on-line.
Nel report si legge che a creare forti disagi e quindi situazione di stress “è l’esclusione dell’IVA dal prezzo del prodotto <<omissis>> un privato si aspetta, per consuetudine, di trovare un prezzo già ivato, e quindi tende a escludere mentalmente la possibilità che l’IVA sia esclusa <<omissis>> rivolgendosi anche ai consumatori finali, questi ultimi non si aspettano che i prezzi siano IVA esclusa, come invece accade a chi normalmente compra o acquista beni e servizi aziendali. Non evidenziare in ogni pagina del sito che si è deciso di fare questa scelta -indicare i prezzi al netto IVA n.d.a-, fa sì che il navigatore si accorga di ciò solo nella pagina finale, trovando le spese eccessive. L’utente perde, così, fiducia nel sito e decide di abbandonare l’acquisto.

Quanto rilevato e affermato è sicuramente ineccepibile se riferito al mercato italiano per l’utenza consumer. Esistono addirittura provvedimenti dell’autorità garante della concorrenza e del mercato che  rafforzano questa tesi. Il consumatore Italiano è abituato a vedere i prezzi IVA inclusa.

L’e-commerce però è un mercato atipico dove diverse utenze si incontrano su diversi mercati  (speriamo che prima o poi il legislatore europeo prima e quello italiano poi capiscano che c’è bisogno di una normativa specifica per l’e-commerce e non per assimilazione).
Chi vende on-line potenzialmente si rivolge al mercato mondiale dove esistono culture e abitudini profondamente diverse dalla nostra. Nell definizione del prezzo e della sua pubblicizzazione in particolare i merchant devono quindi giocoforza considerare le ‘variabili ambientali’ citate in apertura: il mercato geografico di riferimento, l’utenza finale, le consuetudini del mercato dell’utenza. (volutamente escludo i problemi tecnici legati al carrello)

Se vendiamo in mercati extra-ue, a prescindere dall’acquirente, per ‘legge’ il merchant dovrà esprimere i prezzi al netto IVA.  Anche nel caso in cui l’e-store sia un B2B e quindi orientato al mercato business, i prezzi saranno esposti solo come imponibile (in questo caso però è una ‘consuetudine’ e non un obbligo).

Se le vendite sono effettuate da soggetto IVA Italiano a privati  in paesi UE (ecommerce B2C), l’addebito dell’IVA varia a seconda di diverse condizioni, come per esempio dal volume di affari fatto dall’operatore nel paese di residenza del consumatore.
In questo caso, il ricorso all’indicazione del prezzo comprensivo dell’esatta imposta sul valore aggiunto può essere la migliore soluzione.

Ma come comportarsi quando ci si rivolge ad un mercato consumer con abitudini diverse dalle nostre?
In Spagna ad esempio è consuetudine che i prezzi degli alberghi o dei ristoranti siano indicati ‘iva esclusa’.
Un privato si aspetta, per consuetudine, che il prezzo esposto sia iva esclusa, e quindi tende a escludere mentalmente la possibilità che l’IVA sia inclusa…..

(Le casistitche sul regime IVA sono disponibili nel documento IVA nell’E-COMMERCE pubblicato sul sito dell’Associazione Commercio Elettronico)

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Giu 27 2007

la registrazione obbligatoria (o silente) negli e-shop

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Tempoe-commerce - il carrello on-line fa ne avevo parlato nel mio post è giusto doversi registrare per fare un acquisto?  oltre ad aver scambiato qualche parere sul blog di Alessio.

Come spesso accade in questi contesti, ci siamo trovati divisi fra favorevoli e contrari nel giudicare vera l’affermazione “richiedere una registrazione equivale a perdere le vendite” (magari senza accorgersene).  

Lo scorso 12 Giugno ho partecipato alla presentazione dei Risultati della ricerca sulle difficoltà di chi acquista on-line. Anche se la ricerca è stata condotta nel solo settore enogastronomico e alcuni risultati sono tipici di quel settore, è stato piacevole trovare un riscontro reale alle mie teorie/supposizioni. 

Dalla ricerca è emerso infatti che “L’obbligo della registrazione non è gradito a molti partecipanti” e che il 42% ha dichiarato che “preferirebbe non doverlo fare”.
C’è dell’altro ancora più interessante: dei siti oggetto di indagine solo uno permetteva di non registrarsi.
Il negozio on-line di Vendita Vino dell’amico Angelo ha ricevuto solo il 20% di registrazioni: significa che l’80% NON HA VOLUTO REGISTRARSI!

Questo dato conferma la mia convinzione che la registrazione debba essere una opzione concessa (possibilmente ripagata con un vantaggio.. anche un semplice sorriso in più o una newsletter di contenuti) ma mai obbligatoria. 
Alla luce dei dati evidenziati della ricerca, credo senza ombra di dubbio che si possa affermare che la registrazione non è gradita dal consumatore.

Rimane da capire come il consumatore valuta la prassi di registrazione silente attuata da alcuni e-shop.
Non è invasiva e probabilmente il consumatore neanche si rende conto di essere stato ‘schedato’, innegabilmente per il merchant porta vantaggi sia in termini di gestione dell’ordine che di handling dell’ordine oltre a permettere anche una analisi e profilazione dell’utenza del negozio.
Dall’altra parte però potrebbe non rispecchiare la volontà del cliente che accorgendosene potrebbe associare una esperienza negativa all’acquisto e quindi non tornare più nel negozio.

Considerato che i dati dimostrano che l’80% non si è registrato dove era permesso e non obbligatorio e che la metà dei nostri clienti preferirebbe non farlo, perché rischiare?

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Giu 06 2007

compraconbuonsenso.it: buon senso sarebbe stato non pubblicarlo!

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I merchant iniziano a scaldarsi e la ‘colpa’ e l’ennesima campagna pubblicitario fatta da eBay.Il buyon senso che manca ad eBay
In passato avevo già toccato questo argomento ma ero l’unico ad aver lanciato un allarme. Oggi le cose iniziano ad essere diverse anche perché si va oltre ogni ‘buon senso’!

La causa è il  lancio da parte di eBay del portale informativo http://www.compraconbuonsenso.it ovvero come comprare su internet in sicurezza (ovviamente secondo eBay) 

Da Merchant, sono un po’ indignato per almeno 3 motivi:
1) se eBay vuole dettare le  SUE regole di sicurezza, lo faccia ma senza gettare discredito sugli altri;
2) la Polizia di Stato non dovrebbe appoggiare una Azienda privata (per quanto possa essere meritoria una azione del genere);
3) eBay sarà pure il primo ‘Internet Services Provider’ ma proprio perché ‘Internet Services Provider’ (quindi non merchant, non banditore d’asta, non agente, non procacciatore di affari etc etc) non può e non deve definirsi ” il primo sito di commercio elettronico in Italia eBay.it”

eBay, che si professa fornitore dell’infrastruttura, non ha titolo per spiegare al consumatore come acquistare con sicurezza on-line. Forse ha titolo per dire che PAYPAL è uno strumento di pagamento sicuro almeno al pari degli altri wallet ma lo può dire giusto in un’ottica di marketing per imporre i suoi sistemi di pagamento illudendo l’utente che siano sicuri….

eBay vende visibilità, ospita privati e merchant e guadagna su ogni singola transazione. Fra i suoi milioni di utenti esistono migliaia (se non milioni) di utenti  ‘privati’ con cantine enormi, piene zeppe di materiale da mettere all’asta (non si spiegherebbero altrimenti utenti con oltre 5.000 feedback positivi). Poco importa a eBay che questi utenti ‘sicuri’ con centinaia di feedback positivi e che ricevono i pagamenti attraverso il gateway di paypal, siano evasori fiscali, turbino la normale attività del mercato, smercino materiale contraffatto o altro… eBay guadagna comunque sulla transazione.
In occasione del Convegno Il commercio Elettronico e le Aste on-line ho chiesto espressamente ai responsabili eBay quali azioni intendesse compiere eBay per allontanare questi ‘personaggi’ dalla loro piattaforma. La risposta? “Noi siamo un Internet Service Provider, non siamo noi a doverci preoccupare se un utente evade il fisco.. per queste cose esistono le autorità preposte”

Una cosa eBay ‘dimentica’ sempre di ricordare nelle sue comunicazioni: il CODICE DEL CONSUMO
Vuoi comprare on-line? Accertati che il tuo venditore sia una azienda, che sia iscritta alla camera di commercio, che abbia una regolare P.IVA e che pubblichi le informazioni minime richieste dalla legge…
Compri dalla nonnine che ‘ha più clienti di te” o dal tizio losco che ‘è più affidabile di te’ che tutto sono tranne che aziende? Il codice del consumo non ti tutela!!!!

Altro aspetto MOLTO importante: quanto è eticamente corretto da parte di un’istituzione dello stato, patrocinare un’iniziativa di un’azienda privata, che esplicitamente definisce la propria piattaforma e i propri sistemi di pagamento come i più sicuri?!?

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