Set 20 2007

e-commerce: le 6 pagine fondamentali

Ogni buon negozio on-line dovrebbe avere anche queste 6 pagine:
– Chi Siamo
– Contatti
– Site Map
– Perchè comprare da noi
– Informazioni (recesso, privacy, condizioni di vendita etc)
– Dicono di noi (Testimonials)

Il perché lo spiega bene e semplicemente Gareth Davies (SEO senior inglese) in questo video dedicato all’ottimizzazione del proprio sito di commercio elettronico.

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Ci sono molti altri Seo-Video interessanti!

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Set 18 2007

anno 1967: ecco come si immagina l’e-commerce

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40 anni fa si parlava già di e-commerce e si cercava di immaginare come sarebbe stato fare gli acquisti on-line !!
Ho trovato questo spezzone del cortometraggio dal titolo “1999 A.D.” finanziato nel 1967 dalla Philco-Ford Corporation.
STUPENDO!

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E’ affascinante vedere come nel 1967 si immaginavano gli e-store , le procedure di acquisto e da non trascurare il Personal Computer

In rete non ho trovato l’intero cortometraggio ma altri interessantissimi spezzoni:

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Lug 12 2007

il sommerso nell’e-commerce (e c’entra ancora eBay)

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Lurkando sul forum GT leggo:

esportatore abituale
Salve, sto pensando di aprire una partita IVA per regolarizzare un mio negozio e-bay sul quale vendo già da un po’ di tempo con discreto successo. Dal momento che ho intenzione di importare da paesi extra-UE (Usa , Cina etc.), e di rivendere almeno il 90% della merce complessiva a privati residenti in paesi dell’UE, e il rimanente 10% in Italia, il commercialista mi ha detto che posso avvalermi della seguente situazione… [Leggi il resto…]

Un Coming Out in piena regola!
Spesso mi è capitato di avanzare dubbi su molti venditori ‘occasionali’ di eBay -Non è credibile che esistano venditori occasionali con 300 feedback positivi al mese- e spesso mi sono chiesto perché le autorità e la stessa ebay chiudano gli occhi davanti a queste realtà.

Vero che non compete ad eBay fare i controlli e che esistono le autorità preposte, ma considerato che la nostra GdF non può essere onnipresente, perché non spostare l’onere del controllo su chi lo può fare facilemnte?
Il legislatore dovrebbe provvedere ad emettere dei regolamenti ad hoc per spostare l’onere del controllo (e la responsabilità) al fornitore del servizio.

I consumatori sarebbero più tutelati, lo stato sarebbe più tutelato e noi merchant potremmo lavorare con più tranquillità e senza queste gravi turbative del mercato!

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Lug 10 2007

credito peer-to-peer: nuova opportunità per l’e-business

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Su Economy 4 Luglio 2007 c’è un articolo di Zornitza Kratchmarova che ho trovato molto interessante: “Negli USA il debito è sul web”.
Credito al consumo: e i soldi se ne vannoNell’articolo, dopo aver fatto una rapida panoramica sulla situazione (non rosea) dei nostri cugini americani e sul loro rapporto con il ricorso al credito, si legge che “L’ ultima frontiera del credito al consumo a stelle e strisce è il credito peer to peer che utilizzando un modello di file sharing online sull’esempio dell’ex Napster, consente di ottenere denaro da privati. E senza nemmeno ricorrere ad alcun tipo di intermediazione finanziaria.
Il pioniere in questo campo è stato il portale internet Prosper che, sotto la finestra <<come ottenere un prestito>>, riporta alcuni esempi con la somma richiesta e il tasso d’interesse applicato. Con un click si possono avere i particolari anche sul grado di affidabilità del richiedente e la parte di reddito mensile che dovrebbe servire a ripagare il debito. Lo slogan è: ‘Un metodo facile, veloce e sicuro’. E sono in molti a crederci visto che al momento della chiusura di questo articolo le persone registrate sul sito erano 310 mila per un totale di 68 milioni di dollari prestati” – oggi sono 330 mila con 73 milioni-

Visto che Agli Italiani piace ‘cabrio’ -parliamo dell’assegno-, dato peraltro confermato dal recente Rapporto di Bankitalia, e che sempre più spesso fanno acquisti finanziati, a rate o con altre forme di indebitamento, sono sicuro che a breve ne sentiremo parlare anche da noi.
Le aziende specializzate nel credito al consumo non mancano e ogni giorno nasce una nuova realtà. Per ora hanno aggredito i mercati classici utilizzando i media di massa ma fra poco la bagarre si scatenerà anche on-line.
On-line esiste spazio anche per iniziative come quella di Prosper che preoccupandosi di far incontrare la domanda con l’offerta possono realizzare utili senza particolari rischi.

In Italia la per ora è sbarcata New College Capital Ltd, società di asset management londinese, che assieme a Nova Partners, una boutique di corporate finance di Milano, hanno già attivato Zopa e sono in attesa delle autorizzazioni da parte di Bankitalia

A ben guardare in Italia però una piattaforma in grado di far incontrare domanda e offerta esiste già, una società con alta liquidità, con un banca appartenente al gruppo e (forse) già autorizzata da bankitalia: Si chiama eBay…. e se eBay si lanciasse nel business?
In fondo un italiano finanziato da eBay compra con buon senso! 😉

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Lug 08 2007

il prezzo e lo ’stress’ dell’IVA

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Capita spesso che fra merchant si discuta sul ‘come’ esporre i prezzi all’interno dell’e-shop: IVA inclusa o ‘+ IVA’?

Sono molti i fattori che fanno propendere per una scelta piuttosto che per l’altra. In ordine di importanza ricorderei almeno quattro: il mercato geografico di riferimento, l’utenza finale, le consuetudini del mercato dell’utenza, il tipo di bene, il settore merceologico di appartenenza.

carrello-ecommerceSeppur a prima vista l’indicazione del prezzo con o senza IVA può essere considerato banale, è bene non dimenticare che il prezzo è una variabile fondamentale nel processo di acquisto, talmente decisiva da meritare studi specifici oltre ad essere una variabile del marketing mix (una dell 4 P del marketing tradizionale -o una delle 4 C secondo Kotler-)

Anche se analizzato in termini di ‘percezione’, ‘autorità’ e ‘stress’, il prezzo assume un ruolo rilevante e assolutamente non trascurabile.

Un consumatore online tenderà a comparare caratteristiche e funzionalità offerte dal prodotto con altri della stessa categoria anche sulla base del prezzo. Per beni commodity o comunque ritenuti ‘conosciuti’ dal consumatore, il prezzo non dovrà essere percepito come ‘più alto’ rispetto ad altri.
Nel caso in cui il bene sia ‘problematico’ o comunque il consumatore non ha sufficienti conoscenze, è probabile che l’acquisto sia influenzato dal principio di autorità: avendo scarsa conoscenze, automaticamente si attribuisce maggiore autorità al prodotto più costoso. 

Per quanto riguarda lo stress, ovvero gli stimoli fisici, chimici ed emozionali che superando una certa soglia critica  interrompono l’equilibrio interno, è interessante il dato rilevato dalla ricerca sulle difficoltà di chi acquista on-line.
Nel report si legge che a creare forti disagi e quindi situazione di stress “è l’esclusione dell’IVA dal prezzo del prodotto <<omissis>> un privato si aspetta, per consuetudine, di trovare un prezzo già ivato, e quindi tende a escludere mentalmente la possibilità che l’IVA sia esclusa <<omissis>> rivolgendosi anche ai consumatori finali, questi ultimi non si aspettano che i prezzi siano IVA esclusa, come invece accade a chi normalmente compra o acquista beni e servizi aziendali. Non evidenziare in ogni pagina del sito che si è deciso di fare questa scelta -indicare i prezzi al netto IVA n.d.a-, fa sì che il navigatore si accorga di ciò solo nella pagina finale, trovando le spese eccessive. L’utente perde, così, fiducia nel sito e decide di abbandonare l’acquisto.

Quanto rilevato e affermato è sicuramente ineccepibile se riferito al mercato italiano per l’utenza consumer. Esistono addirittura provvedimenti dell’autorità garante della concorrenza e del mercato che  rafforzano questa tesi. Il consumatore Italiano è abituato a vedere i prezzi IVA inclusa.

L’e-commerce però è un mercato atipico dove diverse utenze si incontrano su diversi mercati  (speriamo che prima o poi il legislatore europeo prima e quello italiano poi capiscano che c’è bisogno di una normativa specifica per l’e-commerce e non per assimilazione).
Chi vende on-line potenzialmente si rivolge al mercato mondiale dove esistono culture e abitudini profondamente diverse dalla nostra. Nell definizione del prezzo e della sua pubblicizzazione in particolare i merchant devono quindi giocoforza considerare le ‘variabili ambientali’ citate in apertura: il mercato geografico di riferimento, l’utenza finale, le consuetudini del mercato dell’utenza. (volutamente escludo i problemi tecnici legati al carrello)

Se vendiamo in mercati extra-ue, a prescindere dall’acquirente, per ‘legge’ il merchant dovrà esprimere i prezzi al netto IVA.  Anche nel caso in cui l’e-store sia un B2B e quindi orientato al mercato business, i prezzi saranno esposti solo come imponibile (in questo caso però è una ‘consuetudine’ e non un obbligo).

Se le vendite sono effettuate da soggetto IVA Italiano a privati  in paesi UE (ecommerce B2C), l’addebito dell’IVA varia a seconda di diverse condizioni, come per esempio dal volume di affari fatto dall’operatore nel paese di residenza del consumatore.
In questo caso, il ricorso all’indicazione del prezzo comprensivo dell’esatta imposta sul valore aggiunto può essere la migliore soluzione.

Ma come comportarsi quando ci si rivolge ad un mercato consumer con abitudini diverse dalle nostre?
In Spagna ad esempio è consuetudine che i prezzi degli alberghi o dei ristoranti siano indicati ‘iva esclusa’.
Un privato si aspetta, per consuetudine, che il prezzo esposto sia iva esclusa, e quindi tende a escludere mentalmente la possibilità che l’IVA sia inclusa…..

(Le casistitche sul regime IVA sono disponibili nel documento IVA nell’E-COMMERCE pubblicato sul sito dell’Associazione Commercio Elettronico)

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Giu 26 2007

un vero affare…

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… solo se il Sig. Rossi compra con buon senso

acquistare e vedere oggetti contraffati è reatoLa Polizia delle Comunicazioni, Polizia di Stato ed eBay ci hanno ‘insegnato’ come fare acqusiti on-line utilizzando il buon senso.

Controllate un po’ questo vero affare.

Come potrebbe il Sig. Rossi non acqusitare subito DiRT, l’ultimo simulatore di Rally della next generation per XBOX, se offerto a “A SOLI 9,90€!! SI AVETE CAPITO BENE! “.

Il venditore eBay ha il 100% dei FEEDBACK positivi e quindi secondo le regole eBay è altamente affidabile (senso ASCOLTA),  può pagare con PayPal è quindi con uno strumento di pagamento sicuro (senso TOCCA), è un compralo subito ed è sicuro del prezzo…. e poi se lo comprasse da un e-shop serio e affidabile secondo AICEL ma senza alcun feedback su eBay lo pagherebbe quasi 65,00 Euro!!!!

E poi questo venditore è bravo. Gli fornisce tutte le informazioni sul gioco e lo stordisce con l’offerta. Arriva anche a fargli fare una verifica per accertare la compatibilità del gioco con la suya console: “MI RACCOMANDO RICORDATE CHE DOVETE AVERE UNA XBOX360 MODIFICATA”.

Lo compra su eBay!!  Gli hanno insegnato a comprare con buon senso e poi gli hanno fatto credere anche che eBay è il primo e-commerce d’Italia!!!

Mmmmhhh.. ma che ha scritto il venditore?? “MI RACCOMANDO RICORDATE CHE DOVETE AVERE UNA XBOX360 MODIFICATA”…..Ma come??!?? eBay permette di fare una raccomandazione del genere? La xBox la si modifica per fargli leggere i dichi non originali… che vuol dire quindi?

eBay & C., oltre ad insegnarci quali ‘sensi’ usare per fare gli acquisti on-line e ricordaci che “acquistare e vendere oggetti contraffati è reato“, farebbero bene ad impedire preventivamente inserzioni di questo tipo….. altro che comprare con buon senso!

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Giu 20 2007

ma l’e-commerce è in crisi o no?

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E-commerce italiano: avanti adagio con brio – Il Sole 24ORE il 19/06/2007

Editoria, Musica, Audiovisivi: l’e-commerce funziona – I-DOME il 18/06/2007

Sedotto e abbandonato, declino e-commerce – CORRIERE DELLA SERA il 17/06/2007

Secondo voi CHI dobbiamo ascoltare?

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Giu 07 2007

eBay: collaborazioni di convenienza!

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Da SPOT&Web
Crediamo che la sicurezza online sia un tema fondamentale e per questo e-Bay.it da sempre collabora attivamente con le forze dell’ordine per la sicurezza del commercio elettronico, contro truffe, frodi e contraffazione – afferma Alessandro Coppo, Direttore  Generale eBay Italia – ma è la prima volta che uniamo le nostre esperienze con un’iniziativa così mirata ed un sito internet dedicato. Ci auguriamo che tale campagna possa sensibilizzare gli utenti Internet alle poche regole da seguire per fare ecommerce in totale sicurezza

Dal Convegno Il commercio elettronico e le aste online: profili giuridici e prassi operative (i video sono on-line)
Non è compito di eBay accertare se gli utenti siano degli evasori fiscali. Per questo esistono le autorità preposte. eBay è un Iternet Service Provider e non è responsabile delle attività dei propri inserzionisti

Ma come?
Per la ‘sicurezza secondo eBay’  e l’identificazione delle truffe on-line ‘collaborano attivamente’ mentre per l’identificazione di chi fa ecommerce senza garantire il consumatore, senza dare le garanzie minime imposte dalla legge, evadendo il fisco e danneggiando l’intero comparto ecommerce si nascondono dietro le autorità preposte?!?

Eppure ad ebay basterebbe davvero poco. Anzi.. non dovrebbero nemmeno collaborare con nessuno, potrebbero fare tutto da soli.
Basterebbe bandire dalla piattaforma tutti quei venditori ‘non professionali’ che hanno accumulato un tale numero di feedback impossibili da giustificare a meno di non avere una attività commerciale o una cantina da fare invidia a Buckingham Palace (eddai.. non esistono cantine cosi capienti ma sopratutto nelle cantine ci mettiamo il ciarpame e non le cose nuove sigillate)
Ma perché non lo fanno ? Forse perché ebay, oltre ad essere presente in tutti i consorzi, patrocinare tutte le iniziative, le associazioni (aicel esclusa) vicine all’ecommerce, oltre a dichiararsi ‘primo ecommerce in Italia’  è anche membro del Consorzio Svuotiamo le Cantine d’Italia ?
O forse, più semplicemente, perché a loro poco importa CHI, COME e COSA si vende, l’importante è che a transazione conclusa il venditore versi la  percentuale ad eBay (e se la transazione si è conclusa utilizzando PayPal tanto meglio!)

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Giu 06 2007

compraconbuonsenso.it: buon senso sarebbe stato non pubblicarlo!

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I merchant iniziano a scaldarsi e la ‘colpa’ e l’ennesima campagna pubblicitario fatta da eBay.Il buyon senso che manca ad eBay
In passato avevo già toccato questo argomento ma ero l’unico ad aver lanciato un allarme. Oggi le cose iniziano ad essere diverse anche perché si va oltre ogni ‘buon senso’!

La causa è il  lancio da parte di eBay del portale informativo http://www.compraconbuonsenso.it ovvero come comprare su internet in sicurezza (ovviamente secondo eBay) 

Da Merchant, sono un po’ indignato per almeno 3 motivi:
1) se eBay vuole dettare le  SUE regole di sicurezza, lo faccia ma senza gettare discredito sugli altri;
2) la Polizia di Stato non dovrebbe appoggiare una Azienda privata (per quanto possa essere meritoria una azione del genere);
3) eBay sarà pure il primo ‘Internet Services Provider’ ma proprio perché ‘Internet Services Provider’ (quindi non merchant, non banditore d’asta, non agente, non procacciatore di affari etc etc) non può e non deve definirsi ” il primo sito di commercio elettronico in Italia eBay.it”

eBay, che si professa fornitore dell’infrastruttura, non ha titolo per spiegare al consumatore come acquistare con sicurezza on-line. Forse ha titolo per dire che PAYPAL è uno strumento di pagamento sicuro almeno al pari degli altri wallet ma lo può dire giusto in un’ottica di marketing per imporre i suoi sistemi di pagamento illudendo l’utente che siano sicuri….

eBay vende visibilità, ospita privati e merchant e guadagna su ogni singola transazione. Fra i suoi milioni di utenti esistono migliaia (se non milioni) di utenti  ‘privati’ con cantine enormi, piene zeppe di materiale da mettere all’asta (non si spiegherebbero altrimenti utenti con oltre 5.000 feedback positivi). Poco importa a eBay che questi utenti ‘sicuri’ con centinaia di feedback positivi e che ricevono i pagamenti attraverso il gateway di paypal, siano evasori fiscali, turbino la normale attività del mercato, smercino materiale contraffatto o altro… eBay guadagna comunque sulla transazione.
In occasione del Convegno Il commercio Elettronico e le Aste on-line ho chiesto espressamente ai responsabili eBay quali azioni intendesse compiere eBay per allontanare questi ‘personaggi’ dalla loro piattaforma. La risposta? “Noi siamo un Internet Service Provider, non siamo noi a doverci preoccupare se un utente evade il fisco.. per queste cose esistono le autorità preposte”

Una cosa eBay ‘dimentica’ sempre di ricordare nelle sue comunicazioni: il CODICE DEL CONSUMO
Vuoi comprare on-line? Accertati che il tuo venditore sia una azienda, che sia iscritta alla camera di commercio, che abbia una regolare P.IVA e che pubblichi le informazioni minime richieste dalla legge…
Compri dalla nonnine che ‘ha più clienti di te” o dal tizio losco che ‘è più affidabile di te’ che tutto sono tranne che aziende? Il codice del consumo non ti tutela!!!!

Altro aspetto MOLTO importante: quanto è eticamente corretto da parte di un’istituzione dello stato, patrocinare un’iniziativa di un’azienda privata, che esplicitamente definisce la propria piattaforma e i propri sistemi di pagamento come i più sicuri?!?

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Mag 10 2007

IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE

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Domani andrò a all’Università degli Studi Milano Bicocca per parlare di e-commerce durante la giornata di formazione e studio ‘Il commercio elettronico e le aste online: profili giuridici e prassi operative‘.

Sarà una giornata interessante  perché il convegno sarà un’occasione di incontro tra gli operatori del settore e i giuristi per analizzare sulla base di esperienze concrete l’effettivo quadro normativo di riferimento in materia.

Il programma della giornata (di seguito riportato) prevede interventi autorevoli e sono sicuro che contribuirà a fare chiarezza nel ‘caos normativo’  oltre a fornire spunti per azioni future dall’associazione

———————————————-

IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE: PROFILI GIURIDICI E PRASSI OPERATIVE

Università degli Studi Milano – Bicocca 11 maggio 2007

PROGRAMMA

Ore 9.00 – 9,30
Introduzione e saluti

(Prof. Giovanni Chiodi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza – Università Milano – Bicocca)

Ore 9.30 – 10.15
Il mercato e-commerce in Italia

(Avv. Fabrizio Bianchi – Responsabile del Progetto Fiducia – Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici
e Dott. Andrea Spedale – Presidente dell’Associazione Italiana del Commercio Elettronico )

Ore 10.15 – 11.00
Case history: la storia di eBay Italia

(Avv. Marco Pancini – Responsabile Ufficio Legale Ebay Italia)

Ore 11.00 – 11.30: Coffee break

Ore 11.30 – 12.15
Il quadro normativo del commercio elettronico e delle aste on-line

(Prof. Paolo Casella – Università Milano – Bicocca)

Ore 12.15 – 13.00
La tutela del consumatore nel commercio elettronico

(Avv. Marco Pierani – Responsabile Relazioni esterne Altroconsumo)

Ore 13.00 – 14.30: Pausa

Ore 14.30 – 15.15
Privacy e anonimato in Rete

(Avv. Andrea Maggipinto – Direttore Osservatorio CSIG di Milano)

Ore 15.15 – 16.00
Profili fiscali delle aste on line

(Dott. Paolo Stizza – Studio Uckmar e Avv. Mario Ippolito – Studio Carnelutti)

Ore 16.00 – 16.45
Profili penali del commercio eletttronico

(Prof. Claudia Pecorella e Dott. Riccardo De Ponti – Università Milano – Bicocca)

Ore 16.45 – 17.00
Conclusioni e dibattito a cura del Prof. Andrea Rossetti e dell’Avv. Fabrizio Bianchi

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