Ago 06 2008

rubati i numeri di 45 mln di carte di credito: poveri Merchant!

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Notizia di oggi che rimbalza un po’ ovunque

hanno rubato 45 milioni di carte di credito o bancomat, la più grande truffa informatica di cui le interpol internazionali siano a conoscenza. La squadra di hacker aveva venduto per anni le «identità» delle carte di credito di milioni di clienti attivi sul mercato americano semplicemente copiando i numeri delle loro carte ogni volta che le usavano in un grande magazzino, ad un bancomat o in qualsiasi altro megastore.

Possiamo analizzarla in diversi modi. Ne voglio mettere in evidenza 2:

  1. sicurezza: dimostra come non sia l’uso della carta di credito nelle transazioni on-line il problema della clonazione;
  2. e-commerce: dimostra come i Merchant siano il soggetto debole nei pagamenti on-line. Potenzialmente ci sono 45 mln di falsi acquirenti che girano per la rete! Quanti ordini possono piazzare 45 mln di falsi acquirenti?

La stampa invece ha prestato più attenzione al numero di carte clonate e al nickname di uno dei truffatori: DelPiero

Leggi la notizia su
Il Messaggero
Ansa

P.S.
Volutamente non parlo di hacker. Questi non sono hacker ma truffatori, banditi, criminali…

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Lug 31 2008

Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto

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Ecco una notizia che da Merchant leggo con piacere:

(ANSA) – SIENA 31 LUG – La GdF ha scoperto e denunciato nel Senese un uomo che ha evaso al Fisco 130mila euro rivendendo su e-Bay capi firmati comprati negli outlet. L’uomo e’ stato scoperto grazie a un’inchiesta partita proprio dall’osservazione del sito di aste on- line. I militari si sono accorti che un venditore, domiciliato a Castelnuovo Berardenga (Siena), in 5 anni aveva concluso quasi seimila transazioni. Da un successivo controllo e’ emerso che l’uomo esercitava una vera e proprio attivita’ imprenditoriale.

E ancora più piacere mi fa apprendere che la Guardia di Finanza si è mossa grazie alla segnalazione di eBay.
C’è solo da augurarsi che eBay prosegue su questa strada e attui dei meccanismi automatici di ‘osservazione’ per tutti quei privati che hanno un numero di transazioni elevate. Anche svuotando la cantina, è oggettivamente difficile pensare che un ‘privato’ possa effettuare più di 10/20 vendite al mese!

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Lug 21 2008

I 5 errori più comuni dei negozi on-line

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Fabio, uno dei curatori della Directory Merchant AICEL, ha redatto una classifica dei 5 errori più comuni fatti dai negozi on-line.

  • P.Iva non indicata in Home Page
  • Legge Privacy con riferimento errato (675/96 anziché 196/2003)
  • Informativa sul Diritto di recesso incompleta o assente
  • Metodi di pagamento e spedizione non elencati nelle condizioni di vendita
  • Indirizzi di contatto non esposti

Lo staff AICEL ha esaminato oltre 460 e-shop e ad oggi ‘solo’ 304 sono stati ammessi nella directory.
Aicel ha redatto un severo codice di autodisciplina e solo i negozi trovati conformi vengono ammessi all’interno della direcotry. A tutti gli altri vengono forniti indicazioni sugli interventi necessari per la messa a norma del sito.

Il consumatore che entra nella directory AICEL ha la sicurezza di trovare negozi verificati che garantiscono le tutele minime di legge previste per il consumatore e che fanno e-commerce sicuro.

Leggi: Come far parte della Directory Aicel

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Lug 20 2008

e-commerce per combattere il caro benzina

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La benzina aumenta? Non mi interessa, compro on-line!

L'ecommerce contro il caro benzina

Una notizia che finalmente fa capire molto bene uno dei principali vantaggi dello shopping on-line: la spesa via web fa risparmiare tempo e denaro!

La notizia arriva dagli Usa ma basta fare un’indagine fra i merchant Italiani per trovare conferma anche da noi.
Con il prezzo dei carburanti che sale costantemente (+ 20% da inizio anno) la convenienza dell’e-commerce diventa più evidente.
Tutti gli acquisti si fanno seduti da casa, senza doversi spostare con la propria macchina così lo shopping on-line dilaga.
Il dato viene da molti ‘retailer’ che stanno sperimentando una forte accelerazione delle proprie vendite sul web che si contrappongono a vendite dirette al negozio sempre più deboli.

E tu che fai? Hai gia fatto acquisti on-line?

UPDATE DEL 25 LUGLIO

Nuovo articolo che analizza il fenomeno:Gas Prices Boost E-Commerce

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Lug 03 2008

buone notizie per l’e-commerce: cancellato l’elenco clienti/fornitori

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Ogni tanto una buona notizia per i Merchant: la manovra d’estate spazza via l’inutile elenco clienti/fornitori

Con il Decreto Legge 112 del 2008, il governo ha cancellato la norma reintrodotta nell’estate del 2006 (il c.d. Decreto Bersani)

La manovra d’estate non si è limitata a cancellare l’obbligo di invio dell’elenco clienti/fornitori ma cancella in un solo colpo oltre 3.500 leggi (alcune sono ancora Regi Decreti del 1864)

Il Sole 24  Ore ha publicato l’utile guida commentata alla manovra oltre all’elenco leggi abrogate

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Giu 30 2008

eBay condannata: 40 milioni di euro di risarcimento per non aver impedito la vendita di articoli falsi

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EBay e’ stata condannata da un tribunale parigino a versare 38,6 milioni di euro di danni e interessi al leader mondiale del lusso LVMH proprietario dei marchi Louis Vuitton, Christian Dior, Kenzo e Givenchy .

Nel settembre 2006 eBay era stata denunciata dalla Holding, perché a loro dire, non era intervenuta bloccando le aste  di prodotti chiaramente contraffatti. Per il colosso francese, ebay non poteva non sapere e il mancato intervento sarebbe stata una negligenza grave che avrebbe agevolato l’illegalità. LVMH aveva chiesto 47 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Mi è capitato più volte di affrontare questo ‘problema’ eBay. Nel mio piccolo mi sono sempre domandato come eBay potesse dichiararsi non responsabile di quanto venduto attraverso il loro portale.  Mi capitò anche, durante il  convegno IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE, di fare la stessa domanda direttamente all’Avv Pacini (allora Responsabile Ufficio Legale eBay Italia). La risposta fu ovviamente:’Non è compito di eBay…. Per questo esistono le autorità preposte’.

La sentenza di condanna, che ha accolto totalmente la richiesta di risarcimento, sembrerebbe affermare il contrario. Secondo alcuni analisti questa sentenza potrebbe rimettere in discussione l’intero modello di business di eBay. Il colosso statunitense potrebbe infatti essere obbligato ad una maggiore supervisione e ingerenza nelle transazioni commerciali.

Speriamo.. non può che essere un bene per i merchant e soprattutto per i consumatori

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Giu 23 2008

Webchising: zero investimenti, zero guadagno

Ho già espresso il mio pensiero su questa forma di (non)e-commerce e quanto la ritenga dannosa per il commercio elettronico .

L’idea di shop.it è eccezionale dal punto di vista aziendale e commerciale: attira nuovi clienti grazie alla moltiplicazione dei punti vendita e attira clienti in cerca di risparmio. Hanno gestito bene la comunicazione, aumentato la link popularity e fatto branding. Davvero bravi!

Ma per gli aspiranti merchant? Ho voluto mettermi nei panni di uno di loro e lo scorso 20 maggio ho aperto 2 negozi grazie al webchising di shop.it
L’ho fatto rincorrendo il sogno dell’ex motto di internet: facile per tutti e a basso costo.

Aprire i negozi e personalizzarli per renderli tematici ha chiesto davvero 2 minuti. (uno è dedicato al mondo wii e l’altro si occupa di vendita libri). La piattaforma drag&drop è intuitiva e davvero ben fatta.
Non ho avuto costi di start-up, non ho magazzino, non ho dovuto accendere contratti con i vettori e sottoscrivere un contratto con un gateway per accettare i pagamenti elettronici; non dovrò nemmeno preoccuparmi delle disposizioni dettate dal Codice del Consumo, di aprire una partita IVA, dei risarcimenti per danni merce, del diritto di recesso e nemmeno dover presentare l’elenco clienti fornitori!
Come nel franchising, ho il brand (shop.it) che mi aiuterà a conquistare la fiducia dei miei clienti e a generare vendite. Con zero investimenti ero pronto a guadagnare il 10% su ogni transazione (o semplicemente risparmiare il 10% sui miei acquisti).

Ma dopo un mese come è andata?

Riassunto fatturato di wii.shop.it

La merce consegnata del tuo negozio
Incasso Lordo (IVA inclusa): € 0,00
Fatturato (al netto dell’IVA): € 0,00
Calcolo delle tue commissioni lorde (10%): € 0,00
Trattenute fiscali sulle tue commissioni (11,5%): € 0,00
Le tue commissioni nette : € 0,00
Le vendite dei tuoi affiliati
Attualmente hai 0 affiliati attivi
Il Totale delle tue commissioni: € 0,0000
(ricorda che per ricevere l’accredito delle tue commissioni devi avere accumulato almeno 100 €)

    Riassunto fatturato di amazon.shop.it

    La merce consegnata del tuo negozio
    Incasso Lordo (IVA inclusa): € 0,00
    Fatturato (al netto dell’IVA): € 0,00
    Calcolo delle tue commissioni lorde (10%): € 0,00
    Trattenute fiscali sulle tue commissioni (11,5%): € 0,00
    Le tue commissioni nette : € 0,00
    Le vendite dei tuoi affiliati
    Attualmente hai 0 affiliati attivi
    Il Totale delle tue commissioni: € 0,0000
    (ricorda che per ricevere l’accredito delle tue commissioni devi avere accumulato almeno 100 €)

      Non ho fatto acquisti personali e quindi non ho ‘risparmiato’ nulla.  Anche se avessi fatto qualche acquisto, probabilmente non avrei potuto comunque beneficiare del risparmio del 10%.
      Infatti l’accredito delle commissioni avviene superata la soglia di 100 Euro che equivale a dire , scorporata l’IVA e dedotte le trattenute fiscali, ad un Incasso Lordo del singolo negozio superiore ai 1.350,00 Euro.
      Non ho generato nessun ordine e quindi non ho guadagnato nulla
      .
      Di contro non ho fatto investimenti economici e ho dedicato ‘solo’ del mio tempo.

      Quindi come è andata? Bhe.. escludendo il ‘tempo uomo’, posso dire che non c’ho rimesso nulla! 😉

      Domanda: webchising cui prodest?
      Risposta: trovatela voi ma non dite che questa iniziativa aiuta l’e-commerce.

      L’e-commerce non è un gioco e per provare a farlo funzionare richiede un’idea imprenditoriale alla base, il prodotto, un’analisi, degli investimenti (a volte ingenti) e molto MOLTO altro

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      Mag 20 2008

      Webchising: come ti ammazzo l’e-commerce

      Parte oggi la nuova iniziativa di shop.it: il webchising

      Il webchising, nelle intenzioni di shop.it, dovrebbe essere una via di mezzo fra il classico Franchising e il più moderno Drop Shipping. Il webchising permetterebbe di “aprire gratuitamente un negozio online professionale in pochi secondi” e di guadagnare “il 10% su ogni vendita effettuata”. In soldoni shop.it mette a disposizione di chiunque la propria tecnologia e il proprio servizio logistico riconoscendo un margine del 10% sul venduto.
      Una piccola evoluzione di quanto già da tempo offerto da grandi gruppi (Esprinet o CDC ad esempio).

      Ho provato a creare un account. L’intenzione era quella di avere un portale dedicato alla vendita libri. Fantastico! Non c’è che dire. Ho scelto pure un nome che mi farà fare un mare di vendite!
      Ci vogliono davvero pochi secondi per attivare il negozio. Tutto è semplice e studiato a prova di utonto. Personalizzi quasi tutto. Fare e-commerce è davvero un gioco da regazzi….sono un merchant!
      Ma siamo sicuri che sia tutto così facile?

      Ritengo che l‘iniziativa di shop.it sia l’ennesimo attacco all’e-commerce. Il commercio elettronico non è un gioco: non basta avere un ‘portale’, non basta virtualizzare il magazzino, non basta fare SEO, non basta smanettare col PC…
      Il ‘Basta poco, che ce vo‘ è la prima causa di insuccesso delle iniziative imprenditoriali nella vendita on-line.

      Nessuno si sognerebbe di operare una appendicite solo perché da bambino ha giocato col l’Allegro Chirurgo . Moltissimi si sentono imprenditori di successo perché con eBay hanno fatto affari……

      Certo, questa soluzione è più semplice di altre, con degli indubbi vantaggi (almeno per i propri acquisti) e quasi priva di rischi per il pseudo-merchant.
      Di contro tutti gli sforzi che si faranno per ‘fare vendite’, per avere contatti e visibilità e tutti i clienti che si serviranno saranno di shop.it. Il venditore è sempre e comunque shop.it.
      Il webchising è sicuramente una iniziativa vantaggiosa.. ma per chi?

      A quanti aderiranno all’iniziativa, chiedo solo una cortesia: evitate di pubblicizzare il vostro nuovo status con frasi del tipo “Sono un Merchant: vendo on-line”.

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      Apr 15 2008

      newsletter: con immagini o solo testo?

      Su AICEL ho lanciato un piccolo sondaggio aperto a tutti gli e-consumatori (e non solo).
      Spesso fra merchant ci chiediamo se sia meglio inviare le nostre newsletter utilizzando solo testo (plain/text) o ricorrendo all’HTML  e quindi con formattazione e immagini.
      Non riuscendo a trovare una risposta definitiva fra di noi e visto che siamo ancora caldi di votazioni, ho pensato di chiederlo ai visitatori del Forum dell’e-commerce.  CHi meglio dei destinatari può dircelo?

      Il sondaggio è libero e chiunque può partecipare… passa parola!

      Sondaggio: MAIL:con IMMAGINI o solo TESTO?

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      Apr 04 2008

      E-commerce Partito Democratico

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      Ovvero la politica non conosce le regole dell’e-commerce !

      Quando entro in un negozio on-line controllo ‘come‘ i colleghi gestiscono l’informativa obbligatoria per l’e-commerce.
      La norma prevede che <<In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti informazioni:
      a) identità del professionista e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l’indirizzo del professionista;
      b) caratteristiche essenziali del bene o del servizio;
      c) prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse e le imposte;
      d) spese di consegna;
      e) modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;
      f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso, ai sensi dell’articolo 55, comma 2;
      g) modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso;
      h) ……..
      i) ……..
      l) ……..>>

      Stasera cercavo un articolo letto tempo fa sull’uso del colore verde nell’e-commerce (aumenterebbe le conversioni) e al terzo posto ho trovato E-commerce Partito Democratico.
      Iniziativa cool e molto da “we can” ma soprattutto occasione ghiotta per vedere come i professionisti della politica, nonché co-autori dell’ultimo aggiornamento del 28-12-2007 del Codice del Consumo, adempiono ai doveri previsti dalla normativa.

      Entro, è un B2C.. bene.. mi aspetto di trovare la perfezione assoluta, la piena padronanza delle leggi avrà creato la miglior informativa possibile e tutte le leggi saranno rispettate…. D I S A S T R O !

      C’è l’identità del venditore, ci sono le caratteristiche del bene, il prezzo e …. null’altro!
      Nessuna informazione sulle spese di consegna (presente solo nel carrello), sui pagamenti accettati (dal test solo Carta di Credito), sulle modalità di consegna ma soprattutto nessuna menzione del diritto di recesso e tanto meno delle modalità e tempi di restituzione….

      Meditate merchant, meditate!

      P.S.
      Chissà se hanno compilato il COM6BIS e se hanno aspettato i 30 gg per iniziare l’attività……

      P.P.S.S.
      Volevo fare un ordine de Il segnalibro “Vota Pd” ma in fase di checkout il gw di MonetaOnLine non era operativo, Peccato, mi sarebbe piaciuto chiedere il recesso dopo 29 gg!!

      Aggiornamento del 8 Aprile 2008
      Qualcosa si è mosso: leggi e-comm Partito Democratico => potenza dei blog

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