ott 20 2008

Recesso: 14 giorni e senza raccomandata

Scritto da il 16:00 in e-commerce Stampa Articolo Stampa Articolo

La CE ha presentato un nuova proposta di legge per armonizzare le norme sull’e-commerce in amibito europeo.  Ad oggi ci sono 4 Direttive Comunitarie che, recepite dai singoli stati, hanno generato 27 norme nazionali.

Lo scopo della nuova direttiva è quello di mettere ordine e di eliminare le barriere allo shopping online dentro Unione Europea

CI sono diversi punti interessanti e nei prossimi giorni vedrò di trovare il tempo per esaminarli uno ad uno (qui o sul blog di AICEL.. vedremo)

Visto il recente lancio di SonoSicuro dove la fiducia è fondamentale, non posso che partire dal Diritto di Recesso (la possibilità da parte dall’acquisto on-line senza alcuna motivazione e senza alcuna penalità) che rappresenta senz’altro una garanzia ampia per il compratore.

Il Codice del Consumo ha recepito le direttive comunitarie e fissato il termine per far valere il diritto in 10 giorni (la norma comunitaria indicava un tempo non inferiore a 7 giorni). Il codice del Consumo disciplina anche la modalità per l’esercizio del diritto e richiede che il consumatore effettui una comunicazione scritta mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. (Il potrebbe anche non volere la raccomandata e accontentarsi di una mail o un fax).

Questo sistema, a tutela completa del consumatore, è macchinoso e molti negozi on-line, per ignoranza più che altro, riportano interamente la legge pretendendo così l’invio della raccomandata.

La nuova direttiva sui diritti dei consumatori, che dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dai governi dell’UE in sede di Consiglio dei ministri prima di entrare in vigore, modificherà sostanzialmente l’impianto normativo italiano: il termine per l’esercizio del diritto di recesso è uniformato in 14 giorni di calendario in tutti gli stati Europei ma sopratutto non sarà più richiesta alcuna comunicazione scritta mediante lettera raccomandata.

La norma introduce un modello standard di recesso di facile uso che potrà essere implementato negli e-store anche come semplice form da compilare. Un esempio:

———–

(da completare e spedire solo se desideri recedere dal contratto)

Destinatario: * Ragione Sociale e indirizzo del merchant *

Io sottoscritto vi informo che intendo recedere dal contratto di acquisto dei seguenti beni* / dalla fornitura dei seguenti servizi*: _____________

ordinati il* _______  / ricevuti il*  ________

Nome e Cognome consumatore: _________________

Indirizzo: _____________________________________

Data ______

Firma (solo se inviato in forma scritta): ___________________

* Cancellare la parte che non interessa

______________

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3 commenti

3 Risposte a “Recesso: 14 giorni e senza raccomandata”

  1. Cristinaon 29 ott 2008 at 11:34

    Ciao Andrea e grazie per il post molto interessante. Sto per entrare nel mondo e-commerce e vorrei un’informazione riguardo il diritto di recesso. Non ho trovato niente sul sito Aicel al riguardo. Io vendero’ un servizio, nessun bene fisico quindi non ci sara’ nessuna spedizione. Prima di acquistare il servizio l’utente avra’ la possibilita’ di provarlo (con tutte le funzionalita’) per 1 settimana (potrei anche arrivare a 10 giorni se sufficiente). Anche in questo caso devo dare il diritto di recesso?

    Grazie

  2. Andreaon 29 ott 2008 at 12:23

    Su AICEL c’è tutto! 😉

    Il Recesso è un argomento molto ‘sentito’ dai merchant: fai una ricerca in AICEL con la key recesso

    In particolare leggi il Codice del Consumo

    Troverai tutte le esclusioni previste per legge

  3. claudioon 20 dic 2010 at 21:57

    Bella cacchiata. La raccomandata era un ottimo modo per
    disincentivare le restituzioni per capriccio, ovvero quei clienti
    che ordinano tanto per provarsi le cose, tanto le possono rimandare
    indietro. E intanto chi vende ci smena le spedizioni, le
    commissioni sulle carte di credito eccetera. Io che vendo un
    notebook da 1600 euro ci posso perdere anche più di 60 euro, vi
    sembra giusto? Bah… Come al solito chi fa le leggi non ha idea di
    cosa voglia dire lavorare…

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