

Al momento regna l’incertezza – afferma Andrea Spedale, Presidente di Aicel -. Mentre siamo in attesa di una norma tecnica armonizzata a livello europeo, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che ha la responsabilità della vigilanza del settore servizi dell’EAA, ha pubblicato una bozza di linee guida in cui però fornisce indicazioni generiche, con riferimenti a specifiche in fase di sostituzione, o poco chiare su come implementare e verificare i servizi rispetto al nuovo regolamento”.
I riferimenti obsoleti sono quelli relativi alle linee guida WCAG 2.1, in fase di superamento rispetto alle future WCAG 2.2 che saranno contenute nella norma tecnica armonizzata.
Prosegue Spedale: «In questo modo, le piccole e medie imprese sono lasciate sole davanti a un quadro normativo incompleto e contraddittorio e ad un adeguamento che richiede un significativo impegno economico. Parliamo di interventi da un minimo del migliaio di euro per le soluzioni più semplici. I documenti pubblicati in Italia affinché le imprese rispettino il nuovo Regolamento, si limitano a un generico richiamo all’applicazione degli standard di accessibilità, ma non forniscono strumenti operativi né chiariscono le modalità operative per garantire la conformità agli obblighi effettivi per gli e-commerce. È necessario semplificare e chiarire molteplici aspetti, tra questi anche il ruolo del referente per l’accessibilità, e portare esempi utili che agevolino l’applicazione pratica delle regole