lug 06 2008

iniziano i saldi? attenti alle truffe nell’e-commerce!

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Come si fa ad ottenere visibilità? Serve una notizia!
E come si trova una notizia? Semplice, basta unire la parola truffa ad e-commerce ed ecco costruita la notizia!
Non importa il contenuto e nemmeno la data. Importante è sparare l’ennesima stronzata contro il commercio elettronico nella speranza di ottenere un minimo di visibilità!

Questa volta è Help Consumatori (Agenzia on line di informazione quotidiana dedicata ai consumatori) che in data primo luglio ha ben pensato di ripescare un vecchio comunicato stampa del Gennaio 2008 dell’associazione Codici e riciclarlo per i saldi d’estate. Un bel titolo ATTENZIONE ALLE TRUFFE ONLINE con tanto di decalogo per un commercio elettronico sicuro ed ecco la notizia!

Leggendo il decalogo mi viene subito da chiedermi se chi lo ha stilato abbia mai fatto realmente un acquisto in un e-commerce.
Secondo di poi mi domando come sia possibile che il Movimento Difesa del Cittadino, fondatore della testata, cada in queste situazioni tragicomiche che non gli rendono certo l’onore che merita per l’attività svolta quotidianamente.

Ma si sa, quando c’è di mezzo l’e-commerce tutto aiuta a far notizia!

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giu 27 2008

liberalizzazione dei domini web

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La notizia è di oggi: dal 2009 sarà possibile registrare qualsiasi nome a dominio ci venga in mente. Ai  ‘vecchi’ domini .com .it .net. ru ,biz .name si aggiungeranno domini come .italia .commercio .carrelli .sesso .amore .quello-che-ti-pare
Chiunque abbia la capacità di gestire un registro Internet potrà farne richiesta e l’appovazione sarà automatica a meno di obiezioni.

Pensate alla comodità per aziende note come Google, Samsung o Nokia. basterà digitare htt://stampanti.samsung http://symbian.nokia o http://maps.google ma anche solo e semplicemente http://samsung Comodo no?

Talmente comodo (e allettante) che, nonostante l’esorbitante prezzo richiesto dall’ICANN che parte da circa 100.000 dollari, assisteremo alla rincorsa per l’accaparramento dei domini come .xxx o .porn (tanto reclamati dal settore) o del semplice .html (vi immaginate una directory web raggiungibile come index.html ?!?).

Da non sottovalutare neanche le dispute sull’assegnazione del nome a dominio e il fenomeno del cybersquatting che tornerà più forte che mai.
L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) deve ancora risolvere risolvere questi aspetti e per farlo si è presa tempo fino al 2009.

Dovranno cambiare anche le strategie di marketing (e di webmarketing in particolare) che dovranno valutare e gestire anche queste nuove variabili. Come bisognerebbe comportarsi se google (re)inserisse il nome del dominio negli algoritmi di posizionamento? E se un competitor registrasse un dominio di primo livello per noi dannoso? o se aderisse prima di noi a un registrant con un dominio molto specifico per noi?

Ci sarà da divertirsi…. voi che ne dite?

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giu 23 2008

Webchising: zero investimenti, zero guadagno

Ho già espresso il mio pensiero su questa forma di (non)e-commerce e quanto la ritenga dannosa per il commercio elettronico .

L’idea di shop.it è eccezionale dal punto di vista aziendale e commerciale: attira nuovi clienti grazie alla moltiplicazione dei punti vendita e attira clienti in cerca di risparmio. Hanno gestito bene la comunicazione, aumentato la link popularity e fatto branding. Davvero bravi!

Ma per gli aspiranti merchant? Ho voluto mettermi nei panni di uno di loro e lo scorso 20 maggio ho aperto 2 negozi grazie al webchising di shop.it
L’ho fatto rincorrendo il sogno dell’ex motto di internet: facile per tutti e a basso costo.

Aprire i negozi e personalizzarli per renderli tematici ha chiesto davvero 2 minuti. (uno è dedicato al mondo wii e l’altro si occupa di vendita libri). La piattaforma drag&drop è intuitiva e davvero ben fatta.
Non ho avuto costi di start-up, non ho magazzino, non ho dovuto accendere contratti con i vettori e sottoscrivere un contratto con un gateway per accettare i pagamenti elettronici; non dovrò nemmeno preoccuparmi delle disposizioni dettate dal Codice del Consumo, di aprire una partita IVA, dei risarcimenti per danni merce, del diritto di recesso e nemmeno dover presentare l’elenco clienti fornitori!
Come nel franchising, ho il brand (shop.it) che mi aiuterà a conquistare la fiducia dei miei clienti e a generare vendite. Con zero investimenti ero pronto a guadagnare il 10% su ogni transazione (o semplicemente risparmiare il 10% sui miei acquisti).

Ma dopo un mese come è andata?

Riassunto fatturato di wii.shop.it

La merce consegnata del tuo negozio
Incasso Lordo (IVA inclusa): € 0,00
Fatturato (al netto dell’IVA): € 0,00
Calcolo delle tue commissioni lorde (10%): € 0,00
Trattenute fiscali sulle tue commissioni (11,5%): € 0,00
Le tue commissioni nette : € 0,00
Le vendite dei tuoi affiliati
Attualmente hai 0 affiliati attivi
Il Totale delle tue commissioni: € 0,0000
(ricorda che per ricevere l’accredito delle tue commissioni devi avere accumulato almeno 100 €)

    Riassunto fatturato di amazon.shop.it

    La merce consegnata del tuo negozio
    Incasso Lordo (IVA inclusa): € 0,00
    Fatturato (al netto dell’IVA): € 0,00
    Calcolo delle tue commissioni lorde (10%): € 0,00
    Trattenute fiscali sulle tue commissioni (11,5%): € 0,00
    Le tue commissioni nette : € 0,00
    Le vendite dei tuoi affiliati
    Attualmente hai 0 affiliati attivi
    Il Totale delle tue commissioni: € 0,0000
    (ricorda che per ricevere l’accredito delle tue commissioni devi avere accumulato almeno 100 €)

      Non ho fatto acquisti personali e quindi non ho ‘risparmiato’ nulla.  Anche se avessi fatto qualche acquisto, probabilmente non avrei potuto comunque beneficiare del risparmio del 10%.
      Infatti l’accredito delle commissioni avviene superata la soglia di 100 Euro che equivale a dire , scorporata l’IVA e dedotte le trattenute fiscali, ad un Incasso Lordo del singolo negozio superiore ai 1.350,00 Euro.
      Non ho generato nessun ordine e quindi non ho guadagnato nulla
      .
      Di contro non ho fatto investimenti economici e ho dedicato ‘solo’ del mio tempo.

      Quindi come è andata? Bhe.. escludendo il ‘tempo uomo’, posso dire che non c’ho rimesso nulla! ;)

      Domanda: webchising cui prodest?
      Risposta: trovatela voi ma non dite che questa iniziativa aiuta l’e-commerce.

      L’e-commerce non è un gioco e per provare a farlo funzionare richiede un’idea imprenditoriale alla base, il prodotto, un’analisi, degli investimenti (a volte ingenti) e molto MOLTO altro

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      dic 17 2007

      Abbonamento a Topolino: ecco il regalo per il nipotino!

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      Ormai è Natale e come ogni anno sono tremendissimamente in ritardo con i regali.

      La sola idea di dover girovagare per negozi straripanti di persone che in preda alla frenesia del Natale, ‘spengono’ il cervello e camminano come automi, è sufficiente a farmi passare ogni voglia e a trovare una scusa valida per rimandare gli acquisti.

      Da qualche anno ho risolto parzialmente ricorrendo agli acquisti on-line fra i numerosi e-store (non solo quelli associati ad AICEL..). On line si trova ormai tutto: vinoprodotti tipici, dolci, elettronicageek-gadget, libri, giocattoli per bambini, t-shirt stampate, carrelli manuali (:P) etc etc. (ecco una elenco di negozi on-line)

      Abbonamento a Topolino Chiacchierando fra colleghi e parlando del mio ‘problema’, mi è stato segnalato miabbono.com da dove è possibile acquistare abbonamenti ad alcune riviste.

      Il sito è ben fatto e risulta anche molto gradevole  e di facile consultazione.
      E’ un po’ come essere in edicola ma col vantaggio che è molto meno caotica e soprattutto non c’è il solito ‘brain-off man’ che ti si mette davanti e ti impedisce di vedere.
      C’è un elenco interminabile di riviste a cui abbonarsi ed è possibile fare selezioni per categoria. Per chi vuole c’è anche la sezione ‘offerte’ oltre ovviamente quella delle novità.
      Selezioni l’abbonamento che più ti piace e procedi all’acquisto (puoi anche scegliere l’opzione ‘regala questo articolo’). Il pagamento lo fai con la comodissima e sicurissima carta di credito.

      Ho deciso di seguire il consiglio e per il mio nipotino Lorenzo chiederò a Babbo Natale di regalare un abbonamento a Topolino.   

      Mi piace fare regali comprando on-line e quando posso sono ben felice di fare pubblicità a questo o quel negozio. In fondo fra ‘colleghi’ è d’obbligo darsi una mano no?

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      nov 05 2007

      e adesso tocca all’IBAN

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      Dopo aver ricevuto (e spedito) migliaia di fax e di mail per adempiere a quanto previsto dalla legge Bersani (trasmissione dell’elenco clienti fornitori ) ecco una nuova ondata: la richiesta del codice IBAN

      Il codice IBAN - nuovo e vecchio codice per i bonificiChiunque eserciti una attività commerciale inizierà a ricevere richieste più o meno come questa:
      Dal 1 Gennaio 2008, nell’ambito del progetto SEPA, diverrà obbligatorio utilizzare il codice IBAN per l’invio e la ricezione di disposizioni e pagamenti. Vi preghiamo pertanto volerci comunicare etc etc etc

      Prepariamoci quindi all’ennesimo spreco di carta, di tempo e denaro…. giusto adesso che sono un ecologista e volevo rispettare l’ambiente! :D

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      ott 31 2007

      Rispetta l’ambiente. Hai davvero bisogno di stampare questa mail?

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      Da oggi  inizierò ad inserire in tutte le firme dei miei account di posta elettronica questo Eco-Richiamo:

      P Rispetta l’ambiente. Hai davvero bisogno di stampare questa mail?
      P Please consider the environment – Do you really need to print this email?

      E tu?

       

      Questo è il sorgente:

      ————————–

      <p>
      <font face=Webdings color=#008000 size=5>P</font>
      <font face=Verdana color=#008000 size=1>Rispetta l’ambiente. Hai davvero bisogno di stampare questa mail?
      </p>
      <p>
      <font face=Webdings color=#008000 size=5>P</font>
      <font face=Verdana color=#008000 size=1>Please consider the environment – Do you really need to print this email?
      </p>

      —————————

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      ott 26 2007

      il negoziante sotto casa ti rifila merce contraffata!

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      ….ovvero quanto sono ‘strani’ i dati di Confcommercio-Istituto Piepoli se comparati con quelli dell’Osservatori del Politecnico di Milano

      In Italia la merce falsa ha un giro d’affari di circa 7,2 miliardi di euro. Lo rileva un rapporto Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli
      Della torta, una fetta di 3,3 miliardi riguarda oggetti d’abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici, cosi’ suddiviso:
      abbigliamento/moda, 2 miliardi di euro;
      accessori, 1,2 miliardi di euro;
      prodotti multimediali/informatici, 130 milioni di euro

      Almeno il 30% della merce venduta via Internet e’ contraffatta. ….. le previsioni suggeriscono che la quota del 30%, secondo una prima analisi dei dati, incrementera’ ancora

      Il giro di affari dell’e-commerce per il 2007 è stimato in 5,3 miliardi di Euro

      5,3 miliardi di euro il valore dell’e-commerce b2c in Italia (valore stimato nel 2007)
      – 156 milioni di Euro il valore totale delle vendite di abbigliamento on-line (per 2 terzi fatturata da Yoox.it)
      – 644 milioni di Euro il valore totale delle vendite di prodotti multimediali/informatici on-line (dove 5 operatori rappresentano il 40% del valore totale)
      – 1.4 miliardi di Euro il valore totale delle vendite c2c (su eBay per la quasi totalità)
      – 2.6 miliardi di euro il valore delle vendite di servizi/prodotti turistici

      Quindi se la matematica non è un’opinione ma soprattutto se quanto affermato da Confcommercio, Istituto Piepoli e Politecnico di Milano corrispondesse al vero, possiamo affermare senza ombra di dubbio che:
      – togliendo dal totale vendite on-line quanto difficilmente può essere contraffatto (assicurazioni, biglietti aerei, pacchetti viaggio, prenotazioni alberghiere, grocery etc) e non considerando tutto quello che non è e-commerce (ovvero eBay con le sue aste) il valore totale delle vendite on-line non arriva a 1 miliardo di euro
      – a meno che Yoxx non venda merce contraffatta, il mercato dell’abbigliamento on-line vale 50 milioni di Euro
      – a meno che mediaworld, monclick etc non rifilino merce contraffatta, il mercato dei prodotti multimediali/informatici vale poco più di 300 milioni di euro

      Con questi dati, anziché titolare “Il 30% della merce venduta on-line è contraffatta” i lanci di agenzia poi ripresi da giornali & c, danneggiando l’e-commerce italiano, gli strateghi in comunicazione avrebbero dovuto fatto meglio a rassegnarsi all’anonimato oppure ricorrere a titoli più ‘reali’. Non sono un esperto di comunicazione ma qualche idea mi è venuta:

      il negoziante sotto casa ti rifila merce contraffatta! lo rivela lo studio Confcommercio-Istituto Piepoli”
      eBay: le aste contraffatte! secondo lo studio Confcommercio-Piepoli attraverso il sistema di aste on-line si smercia on-line la maggior parte della merce contraffatta”
      I vucumprà: un mercato da 7,2 miliardi di Euro. Confcommercio-Istituto Piepoli fotografano la situazione Italiana sulla contraffazione”

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      ott 25 2007

      falsario a chi?

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      I merchant uniti contro la contraffazione. AICEL lancia un appello agli operatori del commercio elettronico ma sopratutto ai consumatori che abitualmente fanno acqusiti on-line

      Basta accusare ingiustamente l’intero settore. Colpiamo solo chi non rispetta le regole!

      Non sono un falsario, orgoglioso di essere merchant!

      Ecco l’appello lanciato da AICEL

      **************

      Falsario a chi?Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
      Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

      E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

      Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
      Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

      Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

      AICEL richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
      Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

      La legalità è la norma, non l’eccezione.

      *********

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      ott 24 2007

      e-commerce: i soliti falsi allarmi!

      La recentissima RICERCA CONFCOMMERCIO-ISTITUTO PIEPOLI  ha evidenziato come la contraffazione sia un mercato che vale 7 Miliardi di Euro.  Si legge infatti che “In Italia la merce falsa ha un giro d’affari di circa 7,2 miliardi di euro. Acquisti per oltre 108 milioni nel settore dell’abbigliamento, prodotti multimediali e informatici”

      La contraffazione è un fenomeno noto da anni che ha smesso di colpire e di fare notizia.  Ed ecco allora che gli strateghi della comunicazione  hanno ben pensato di buttare l’amo al quale moltissimi pesci hanno subito abboccato facendo rimbalzare la notizia: “Almeno il 30% della merce venduta via Internet è contraffatta. <omissis> In merito alla merce contraffatta venduta via Internet, le previsioni suggeriscono che la quota del 30%, secondo una prima analisi dei dati, incrementerà ancora.

      Questa è l’ennesimo attacco al ‘mio’ mondo: l’e-commerce fa paura e bisogna boicottarlo sempre e comunque! Seminare terrore fra quanti vorrebbero avvicinarsi agli acquisti online e demolire le certezze di chi già pratica questa  rischiosissima attività.

      Sono sicuro: prima o poi qualche genio arriverà a parlare di ‘dose ad uso personale’ oltre la quale fare acquisti on-line sarà un reato!

      Leggi: CONTRAFFAZIONE: UN “MERCATO” DA 7 MILIARDI DI EURO

      Modifica del 29/10/2007
      La Segreteria Generale FENAPRO comunica che il link è stato cambiato e che http://www.confcommercio.it/home/contraffazione.doc_cvt.htm non è più attivo.

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      set 17 2007

      Beppe Grillo: prove tecniche di candidatura

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      Il progetto ‘politico’ di Beppe Grillo viene a  galla.
      Mi spiace per quanti abbiano realmente creduto nelle iniziative del comic-blogger più seguito d’Italia, ma questa volta vi ha fregato davvero!

      Già in passato ci ha abituato a cambi di pensiero (lo ricordate quando sfasciava il Computer in TV e andava contro il progresso tecnologico.. dove sarebbe oggi senza la rete?) e probabilmente anche questa volta non manterrà la promessa di non candidarsi.

      Nel Suo blog (e nei rimbalzi presi dalla stampa) si legge:

      Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati.
      Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città.
      Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog.
      Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.”

      Grillo come ‘padre’ di un progetto politico organizzato territorialmente e con una sede centrale di coordinamento.  Un partito politico parcellizzato in tante Liste Civiche locali accomunate dalla stesse idee. 
      Ma a questo punto un Lista Civica alla Grillo cosa è? Non è una organizzazione assimilabile in tutto e per tutto ad un partito?
      “Un partito politico è un’organizzazione di cittadini dello stesso Stato o di Stati diversi, accomunati da una comune visione della politica per ciò che riguarda i principi fondamentali sulla gestione dello Stato e della società civile o su temi specifici, nonché da comuni interessi di natura anche economica riconducibili alla classe sociale di appartenenza dalla maggioranza dei loro sostenitori.” (Da Wikipedia)

      Se la Sua iniziativa dovesse raggiungere i risultati stimati dai principali istituti di ricerca (dal 1 al 5% di preferenze) sarà difficile che non Grillo non si candidi alle prossime elezioni.

      C’è comunque un aspetto positivo in tutto questo e Daniele Luttazzi dal suo blog lo ha ben evidenziato:

      Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d’ingresso. Oooops!

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