giu 30 2010

6.186 i merchant in italia

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La camera di Commercio di Milano ha reso pubblica la rielaborazione dei dati di registro imprese 2009 e primo trimestre 2010 (qui la notizia)

Dai primi dati parziali si può affermare:

– che l’e-commerce gode di buona salute e che le aziende lo vedono sempre più come canale di vendita da utilizzare;
– che l’offerta è comunque ancora molto limitata;
– che l’e-commerce diretto fa ancora (purtroppo) la parte del leone;
– che assisteremo ad una forte crescita dell’offerta nei prossimi 1/2 anni;

Ma quello che più di tutto si può dire è che AICEL rappresenta davvero l’e-commerce Italiano!

Grazie a tutti i merchant che hanno creduto e credono in AICEL e grazie a quanti stanno collaborando alla crescita dell’Associazione Italiana Commercio Elettronico

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dic 31 2008

e per chiudere l’anno, spariamo all’e-commerce

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Pare che l’algoritmo di sicurezza MD5 non sia tanto sicuro. I ricercatori hanno evidenziato che un ‘buco’ di questo algoritmo consentirebbe di condurre attacchi di phishing senza che i navigatori abbiano alcuna possibilità di difesa.

Questo algoritmo è usato per la per certificazione digitale della posta elettronica, delle transazioni on-line nel commercio elettronico ma sopratutto nel banking online.
Ma per fare ‘notizia’ come potevano lanciare la notizia?

FALLA IN ALCUNI SITI DI E- COMMERCE

Ricercatori, algoritmo Md5 ha un ‘buco’ pericoloso

 

Buon Anno a tutti!

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dic 09 2008

l’e-commerce visto dall’Istat

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Interessanti i dati pubblicati dall’istat su sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese.

Viene fatto un quadro chiaro della sitauzione delle imprese italiane (con almeno 10 addetti) circa l’uso delle tecnologie e delle reti. 
La quasi totalità delle aziende ha una connessione internet e accede a servizi bancari o finanziari on-line e 
il 65% usa la rete per acquisire informazioni sui mercati.

Il 60% delle imprese ha un sito web ma solo la metà di questi lo utilizza come canale di comunicazione  verso la clientela. 

Oltre ai dati sull’uso dell’ICT (riferiti a gennaio 2008) l’Istat ha diffuso anche quelli relativi al commercio elettronico e all’utilizzazione on-line dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione (riferiti però all’anno 2007)

Dei dati dell’e-commerce diffusi dall’Istat ne parlo nel post Una azienda su tre compra on-line nel blog di AICEL

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dic 04 2008

Regolamentare Internet per renderla libera ?

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Invito a leggere il post di Quintarelli : Regolamentare internet? 

Fra gli altri, ho trovato interessante questo passaggio:

Questa idea che “ciò che accade in internet non sia regolamentato” è sbagliata, e quindi l’idea che “internet è libera perchè non è regolamentata” è doppiamente sbagliata. La libertà si basa sulle regole e per me la politica è il diritto-dovere di darsi democraticamente delle regole.

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dic 01 2008

Quando non riesci a mantenere il passo…

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Io sono per la lentezza, ma quello schifo di Internet ci fa correre. Spero proprio che nel giro di dieci anni lo buttino nel cesso
Ornella Vanoni, Vanity Fair n. 42 del 22 ottobre 2008

 

 E perchè non tornare al carretto con l’asino? Quello schifo di automobile ci fa correre!

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nov 16 2008

Nasce l’Osservatorio sulle Tecnocazzate

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Luca Conti, ormai anche lui esausto dalla continua informazione tecnofoba, lancia il primo osservatorio sulle tecnocazzate.

In un suo articolo odierno, Luca invita i lettori a segnalare  le affermazioni non documentate su Internet, servizi web, social network, blog e Web 2.0 utilizzando il TAG tecnocazzate su del.icio.us. 

E’ giunto il momento di tracciarle, per non dimenticarle, non dimenticare chi le ha scritte e chi le ha pubblicate, per riprenderle poi e ribattere documentati in incontri pubblici e conversazioni private.

Concordando con quanto scritto da Luca, invitandolo ad allargare l’osservatorio anche alle cazzate sparate sull’e-commerce, provvederò ad usare il tag tecnocazzate su del.icio.us (e non solo) ogniqualvolta sarà necessario.

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ott 30 2008

Truffe on-line: molto rumore per nulla

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Davvero non capisco l’accanimento contro il Commercio Elettronico.
“E’ una cosa che mi manda ai pazzi” esclamerebbe mia moglie! A me fa ribollire il sangue.. altro che diventare pazzo.

I giornali (ma non solo) non mancano l’occasione per infangare il buon nome del Commercio Elettronico: Truffe on-line, la truffa corre su internet, stop alle truffe on-line, e-commerce e truffe, attenti alle truffe on-line, e-commerce truffa, saldi? la truffa è on-line… e l’elenco dei titoli potrebbe andare avanti all’infinito. 

Ma alla fine questi titoli corrispondono alla verità? E’ giustificato questo clamore? 

Direi proprio di no. Anzi.. non sono io a dirlo ma sono i numeri che la stampa conosce benissimo e che usa per lanciare anatemi all’e-commerce. Li conosce così bene al punto di evitare di presentarli in forma elaborata. 

Vediamone alcuni qui allora.
Nel 2007 in Italia ci sono stati 23Milioni di ordini per un valore di circa 5Miliardi di Euro. Nello stesso periodo sono state denunciate 14.369 truffe per un danno complessivo agli utenti di 6Milioni di euro.
(da notare che 6.441 truffe sono relative a manipolazioni di aste on-line).

Certo così sono numeri importanti ma se li mettessimo in relazione fra loro?
Le truffe nelle vendite on-line, in termini di quantità non raggiungono nemmeno lo 0,1%  mentre in termini di valore rappresentano solo lo 0,12%

Ma allora perchè così tanto rumore per nulla?

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ott 13 2008

I love Internet, e tu?

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Autunno, tempo di memes!

Questa è la volta di I Love Internet: ci si scatta una foto o un video con un cartello con su scritto “I love Internet” (se volete lo scaricate qui) e la si carica online. Il tag da usare è iloveinternet.

L’obbiettivo è raccogliere 100.000 foto entro fine 2009. 

Io ho la fortuna di aver fatto la foto con il ‘cartello originale’ in occasione del mio intervento a codice internet:

 

I love internet, e tu?

Alessio?  Sèvero? Andrea? Luca? Daniel? David? Stefano? Luigina? Roberto?

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ott 09 2008

Facebook fra Progressisti e Conservatori

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Daniel mi ha segnalato un interessante post pubblicato da Mushin sul suo blog WebGarden: Sull’Utilizzo dei Social Network: Conservatori vs. Progressisti

esiste una scuola conservatrice ed uno progressista.
I conservatori sono coloro che tendono ad usare i Social Network in modo da replicare online i legami che si creano offline.
I progressisti invece tendono a costruirsi su internet un mondo autonomo ma collegato a quello reale: le attività sociali sono usate per acquisire nuove connessioni e conoscenze, esattamente come nel mondo reale, mischiando i contatti presi nell’uno e nell’altro.

Sullo stesso argomento Daniel ed io avevamo già scambiato qualche mail.
In maniera frettolosa gli dissi che su FaceBook tando ad essere più ‘sciolto’ e ad accettare (o richiedere) amicizie anche con persone che non conosco direttamente. (Per conoscenza intendo sia IRL che on-line). 
Comportamento diverso invece su LinkedIn dove i miei contatti sono più ‘mirati’ e più orientati all’aspetto lavorativo che sociale. 

La mia non è una scelta ponderata ma più dettata dalla ‘fama’ acquistata dal singolo strumento e dai membri. In realtà, se dovessi analizzare i due social network dal punto di vista lavorativo, ho trovato più possibilità di instaurare relazioni proficue di lavoro su FaceBook che su LinkedIn…

Su LinkedIn capita spesso di trovare quello che se la tira (e nel web sono davvero tanti) che, convinto di essere in una posizione migliore della tua, perde l’occasione interessante di stabilire nuove relazioni rispondendo laconicamente con

Ciao Andrea, 

ricordami quando siamo entrati in contatto grazie.

Sono quindi decisamente Progressista sui Social Network. Di più, sono Andrea! 

A me piace essere come sono.
Rispondo, nel limite del possibile, a tutti e cerco di non fermarmi mai al primo giudizio.  A volte da un ‘Ciao, mi aggiungi?’ si scopre un mondo interessante dal quale abbiamo solo da imparare.

Per dirla utilizzando un tormentone della rete: io non indosso il badge viola 😉

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set 27 2008

Fiducia nell’e-commerce

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Ho trovato una interessante teoria che mette in relazione e-commerce e fiducia percepita dal consumatore nel caso di realtà multicanale.
  • la fiducia del consumatore verso l’acquisto in internet è correlata positivamente alla dimensione percepita del punto vendita fisico;
  • la fiducia del consumatore verso l’acquisto in internet è correlata positivamente alla reputazione del punto vendita fisico
Non conosco l’autore (Dr. Maximilian Teltzrow) ma mi bastano queste due ipotesi per iniziare a documentarmi sul suo lavoro e capire se ha fatto anche delle valutazioni sulla fiducia percepita nel caso in cui il merchant sia un pure player.
Mi ci metto subito e comincio da qui: A Quantitative Analysis of E-Commerce:

Channel Conflicts, Data Mining, and Consumer Privacy

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