feb 04 2009

Panico fra i venditori eBay: la Gdf indaga sulle vendite

Published by Andrea under e-life

Mi chiedevo come mai ci oggi ci fossero stati così tanti accessi al mio vecchio post Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto (ad ora oltre 1000 accessi)

Ho cercato un po’ in rete e da Answer Center di eBay ho scoperto che il panico sta dilagando fra gli inserzionisti eBay.

Gentile marefrem48,
eBay ha ricevuto dalla Guardia di Finanza una richiesta di informazioni relativamente agli utenti residenti in Italia ai quali eBay, negli anni dal 2004 al 2007, ha emesso fatture per importi complessivi annui superiori ad EUR 1.000,00 e che, nel medesimo periodo di riferimento, hanno venduto 5 o più oggetti nel corso di un anno.

Vogliamo informarti che il tuo account rientra in questi parametri e che i dati consegnati sono:

  • Nome e Cognome
  • Ragione Sociale (per gli account business)
  • ID utente
  • Indirizzo
  • Recapito telefonico
  • Indirizzo email
  • Codice Fiscale
  • Estratto degli importi fatturati da eBay superiori ad EUR 1.000,00 annui, per ogni anno dal 2004 al 2007 e numero di oggetti venduti per anno, se maggiore o uguale a 5.

La condivisione dei dati personali con le forze di polizia o altri funzionari di pubblica autorità è prevista dalle Regole sulla privacy di eBay.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.gdf.it, oppure rivolgiti al tuo commercialista

E ovvio che se questa comunicazione fosse vera, le conseguenze sarebbero devastanti. Molti ‘venditori non professionali’ dovranno rivedere le loro  eemmhh .. strategie di vendita!

Con i valori indicati (5 oggetti e più di 1.000 Euro di commissioni pagate ad eBay) la GdF è alla ricerca degli evasori totali che, approfittando della possibilità data da ebay, hanno svolto in tutto e per tutto una attività commerciale senza  però aver adempiuto alle formalità richieste per l’esercizio (apertura partita iva, tenuta contabilità, inps, versamenti iva, pagamento tasse…)

Nel Giugno 2007, parlando di eBay mi facevo questa domanda:

Eppure ad ebay basterebbe davvero poco. Anzi.. non dovrebbero nemmeno collaborare con nessuno, potrebbero fare tutto da soli.
Basterebbe bandire dalla piattaforma tutti quei venditori ‘non professionali’ che hanno accumulato un tale numero di feedback impossibili da giustificare a meno di non avere una attività commerciale o una cantina da fare invidia a Buckingham Palace (eddai.. non esistono cantine cosi capienti ma sopratutto nelle cantine ci mettiamo il ciarpame e non le cose nuove sigillate)

Adesso non mi rimane che aspettare gli sviluppi e capire se quanto scritto sia vero!

Intanto leggo:
http://forums.ebay.it/thread.jspa?threadID=600117073
http://answercenter.ebay.it/thread.jspa?threadID=900118424

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gen 08 2009

annunci adwords nei negozi on-line

Published by Andrea under e-commerce

Nei negozi on-line che visito e dai quali compro, mi capita spesso di trovare oltre ai prodotti la pubblicità di adwords.  
La stessa eBay pubblica in ogni pagina, anche in quelle dei negozili, gli annunci adwords…. ma hanno senso?!?

Secondo me no e sono almeno due motivi che mi portano a pensarlo:  sono una distrazione alla navigazione e sopratutto sono una porta di uscita verso altre mete non controllabili.

Nel primo caso il termine va inteso in senso ampio. Non solo come vera propria distrazione visiva, ma anche come distrazione cognitiva. Un annuncio attira l’attenzione, deve essere letto e necessariamente porta ad un aumento del carico cognitivo.
Più carico cognitivo richiediamo al consumatore, più alto sarà il suo livello di stress. Una esperienza ’stressante’ non è mai piacevole per nessuno e può portare all’interruzione del processo di acquisto.

L’altro aspetto è forse più importante. Pensate agli autogrill. Tutto è studiato per farti entrare e non farti mai uscire se non guardando tutto il negozio.  Pensate ad un negozio classico. Entrate e trovate un mondo, l’uscita è sempre ‘integrata’ fra la merce esposta.
L’uscita c’è, tutti sappiamo dov’è e come raggiungerla. Ma non esiste alcun cartello, alcun richiamo alcuna indicazione che ci dica “ESCI” o “USCITA”.

I links, di qualsiasi tipo siano e a maggior ragione quelli di adwords che sono contestualizzati, equivalgono a mettere un cartellone lampeggiante con scritto USCITA. Peggio, è come se si scrivesse: “VATTENE DA QUI, TANTO NON TROVERAI QUELLO CHE CERCHI”.

Non ci credete? Ecco un esempio fresco fresco di ieri. 
Riceviamo questo ordine: 

Ordine K5U3OG4J del 7 Gennaio 2008
——————————————
Articolo: CRM.042FR Carrello a 4 ruote con piano in lamiera – Ruote gomma piena  (2 fisse + 2 girevoli con freno)
Quantità: 1
Prezzo:   128,00
Totale:   128,00
Iva:   25,60
——————————————
Totale netto: EUR  128,00
Spedizione: EUR  0,00
IVA: EUR  25,60
Totale + spese + IVA: EUR  153,60
Pagamento: Paypal

Nome e cognome: ************ *********
Ragione sociale: ****************
P.IVA / CF: ****************
Indirizzo: ****************
CAP: *****
Localita’: ****************
Telefono: ****************
E-mail: ****************

Provenienza: shop.ebay.it
Data: 7 Gennaio 2008 
********************* 

Questo cliente è andato sul sito di un negozio eBay  per cercare un carrello pianale, ha trovato un annuncio adwords e lo ha seguito. E’  uscito dal negozio  eBay ed è finito su carrelli.it dove ha trovato quello che cercava ed effettuato subito l’acqusito!

A meno che non siate eBay (che genera qualche milione di impression), pensateci bene prima di mettere degli annunci sui vostri e-store: per voler guadagnare qualche misero centesimo rischiate di perdere la vendita ma ancor peggio di regalare i vostri clienti alla concorrenza!

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nov 30 2008

Trove l’errore

Published by Andrea under e-commerce

Considerando la definizione di pure players (aziende nate in rete e che solo in rete operano) trovare l’errore nel periodo seguente:

Esempi di pure player sono marchi cari ai navigatori come Expedia.it, Volagratis.com, eBay, Yoox;

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nov 14 2008

eBay: non ti fidare dei nostri venditori

Published by Andrea under e-commerce

La responsabile legale di eBay Marilù Capparelli ha affermato

Di solito non ci si fida del venditore che non offre alternative al mezzo di pagamento, che tiene nascosti i suoi dati personali e omette di fornire informazioni sul bene messo in vendita o non garantisce all’acquirente il diritto di recesso

Considerato che eBay non ha alcun interesse a rendere note le generalità del venditore almeno fino a quando non è avvenuta la transazione e che gli inserzionisti non sono obbligati a farlo (questo e molto altro sono informazioni obbligatorie da dare PRIMA della conclusione del contratto -Codice Consumo Art.52-), questa affermazione potrebbe equivalere a dire che è meglio non fidarsi dei venditori eBay e di fare acquisti sui siti di comemrcio elettronico che rispettano la normativa europea.

Più probabile invece che questo sia l’inizio della svolta e che eBay che si veda presto costretta a rivedere il proprio modello di business.
La comunità europea ha infatti iniziato l’iter per l’approvazione delle nuove norme riguardanti l’e-commerce.  La direttiva di prossima emanazione impone che le aste, comprese le aste elettroniche, soddisfino i requisiti in materia di informazione.

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ott 30 2008

Truffe on-line: molto rumore per nulla

Published by Andrea under e-commerce

Davvero non capisco l’accanimento contro il Commercio Elettronico.
“E’ una cosa che mi manda ai pazzi” esclamerebbe mia moglie! A me fa ribollire il sangue.. altro che diventare pazzo.

I giornali (ma non solo) non mancano l’occasione per infangare il buon nome del Commercio Elettronico: Truffe on-line, la truffa corre su internet, stop alle truffe on-line, e-commerce e truffe, attenti alle truffe on-line, e-commerce truffa, saldi? la truffa è on-line… e l’elenco dei titoli potrebbe andare avanti all’infinito. 

Ma alla fine questi titoli corrispondono alla verità? E’ giustificato questo clamore? 

Direi proprio di no. Anzi.. non sono io a dirlo ma sono i numeri che la stampa conosce benissimo e che usa per lanciare anatemi all’e-commerce. Li conosce così bene al punto di evitare di presentarli in forma elaborata. 

Vediamone alcuni qui allora.
Nel 2007 in Italia ci sono stati 23Milioni di ordini per un valore di circa 5Miliardi di Euro. Nello stesso periodo sono state denunciate 14.369 truffe per un danno complessivo agli utenti di 6Milioni di euro.
(da notare che 6.441 truffe sono relative a manipolazioni di aste on-line).

Certo così sono numeri importanti ma se li mettessimo in relazione fra loro?
Le truffe nelle vendite on-line, in termini di quantità non raggiungono nemmeno lo 0,1%  mentre in termini di valore rappresentano solo lo 0,12%

Ma allora perchè così tanto rumore per nulla?

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set 19 2008

per favore non chiamateli ‘Negozi’

Published by Andrea under e-commerce

Secondo una loro ricerca, sarebbero 20.000 gli Italiani con un negozio on-line aperto su eBay.

E’ un dato interessantissimo sotto molti aspetti:

- significherebbe che eBay ha circa il 400% di negozi in più rispetto all’intera Italia ( dati ufficiali Camera Commercio Milano negozi on-line nel nel 2007) ;
- significherebbe che in eBay potrebbero esserci circa 17.000 potenziali evasori fiscali;
- significherebbe che il fatturato medio per negozio sarebbe di circa 250.000 Euro;
- significherebbe che tolti i TOP 20 che fatturano circa il 70% del mercato i rimanenti 19.980 store on-line si accontenterebbero di un fatturato  di poco superiore ai 75.000 Euro ( da notare che la stessa eBay è considerata -a torto- fra i 20 Top e-commerce!!);
- significherebbe che….

Insomma.. significherebbe tante, troppe cose, ma in realtà ne significa una e una solamente: NON SONO NEGOZI ON-LINE
Intendiamoci, non è che la notizia sia meno rilevante: sono 20.000 Italiani che hanno deciso di mettere all’asta dei prodotti.. sono un gran bel numero, sono tantissimi, ma ‘tecnicamente’ non sono negozi.
E’ un po’ come dire che sotto casa nostra hanno aperto un’edicola solo perché il bambino del vicino ha esposto i suoi Topolino sulla panchina.  

Ora qualsiasi iniziativa pro-ecommerce, qualsiasi notizia che parli ‘ben’ del nostro lavoro, non può che trovare il mio plauso personale.  Rimango invece più scettico quando queste iniziative riportano dati non corretti pur di dare visibilità ad una ottima campagna di marketing. (tanto di cappello ad eBay)  

Caro consumatore, quando fai un acquisto su eBay e magari lo fai da un venditore non professionale ( e tanti feedback non significa professionale) non dire che hai fatto e-shopping ma sopratutto non dire che lo hai comprato da un negozio on-line…. lo hai comprato da un privato  attraverso eBay.
Farai più bella figura tu (sei geek, alla moda, compri su eBay, fai affari, hai risparmiato etc etc) e faremo più bella figura noi che invece ci limitiamo ’solo’ ad offrire servizi, garanzie, certezze, etc etc e che spesso non possiamo farti risparmiare. 

Caro giornalista, caro blogger,  a te che dire? Vivi solo se gli altri ti leggono.. non posso certo chiederti di non fare quello che fai.  
Posso solo pregarti, nel prossimo articolo che scriverai sul nostro mondo, di ricordarti anche dei veri merchant, quelli che combattono ogni giorno contro una cattiva informazione e contro i falsi demoni che aleggiano intorno al commercio elettronico. Quelli che la fiducia dei consumatori se la devono conquistare. Quelli che pensano al cliente perchè solo con lui trovano la loro ragione di esistenza.

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ago 03 2008

perla di saggezza (ma che strano.. c’è di mezzo eBay)

Published by Andrea under e-commerce

Luca, ragazzo 18enne, mi chiede consigli su un sito cinese che (s)vende l’iPhone 3G a 268EUR.
Parlando scopro che lui svolge una attività di rivendita su eBay (compra l’iPhone e lo rivende a circa 400Eur).  Mi dice anche che non ha un vero business ma lo fa per arrotondare…..
Gli faccio notare che ha trovato la persona meno adatta a cui dire questa cosa così come gli faccio presente che quello che sta facendo si chiama semplicemente ‘evasione fiscale’.
Mi dice che ha parlato con un tipo molto ferrato in materia commerciale e giuridica (?!?), che si è informato, che tutti su eBay lo fanno etc etc.. che non fa nulla di male.
Gli ribadisco che, a dispetto dei pensieri illuminati dei ‘tizi’ e delle idee personali, esistono delle regole e queste regole devono essere rispettate.
La sua risposta è una perla di saggezza

si ma se tt la pensassero come te, ebay sarebbe kiuso da un pezzo

C’è da meditarci sopra!

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lug 31 2008

Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto

Published by Andrea under e-commerce

Ecco una notizia che da Merchant leggo con piacere:

(ANSA) – SIENA 31 LUG – La GdF ha scoperto e denunciato nel Senese un uomo che ha evaso al Fisco 130mila euro rivendendo su e-Bay capi firmati comprati negli outlet. L’uomo e’ stato scoperto grazie a un’inchiesta partita proprio dall’osservazione del sito di aste on- line. I militari si sono accorti che un venditore, domiciliato a Castelnuovo Berardenga (Siena), in 5 anni aveva concluso quasi seimila transazioni. Da un successivo controllo e’ emerso che l’uomo esercitava una vera e proprio attivita’ imprenditoriale.

E ancora più piacere mi fa apprendere che la Guardia di Finanza si è mossa grazie alla segnalazione di eBay.
C’è solo da augurarsi che eBay prosegue su questa strada e attui dei meccanismi automatici di ‘osservazione’ per tutti quei privati che hanno un numero di transazioni elevate. Anche svuotando la cantina, è oggettivamente difficile pensare che un ‘privato’ possa effettuare più di 10/20 vendite al mese!

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lug 25 2008

3.422 le imprese attive nell’e-commerce ma il Paese non cambia

Published by Andrea under e-commerce

La Camera di Commercio di Milano ha reso pubblica una elaborazione effettuata sui dati del registro imprese al quarto trimestre 2007.
In Italia siamo ’solamente’  in 3.422 aziende a vendere on-line (commercio al dettaglio – escluso quindi il B2B).  Ancora pochi ma comunque in fortissima crescita: 36,6% in più rispetto al 2006 e il 430% in più rispetto al 2004

La Lombardia è la regina incontrastata con 589 imprese.

Anno 2007 Anno 2006 Var % 06/07
Bergamo 38 36 5,60%
Brescia 44 31 41,90%
Como 24 20 20,00%
Cremona 17 11 54,50%
Lecco 15 7 114,30%
Lodi 9 6 50,00%
Mantova 21 14 50,00%
Milano 314 219 43,40%
Pavia 35 29 20,70%
Sondrio 5 3 66,70%
Varese 67 57 17,50%
Lombardia 589 433 36,00%

La CamCom di Milano ha inoltre elaborato i dati Istat 2007 e redatto anche un profilo dei “venditori” dal quale sembrerebbe emergere chiaramente il fenomeno del ‘nanismo’ delle imprese e-commerce in Italia: il 71,7% sono ditte individuali.

Luigi Ferro scrive che questo dato potrebbe anche essere influenzato dalla presenza eBay e che pertanto, nonostante la crescita registrata,  l’e-commerce non contribuisce al cambiamento del Paese.

Con questo intendiamo che se io decido di vendere online su eBay la mia biblioteca, se il negoziante di prodotti particolari vende anche online, possiamo diventare alla lunga un fenomeno sociale più o meno importante ma niente di più. ………

mille siti fatti da singoli individui che magari hanno tutt’altra attività cambiano magari la vita di poche persone, fanno la felicità di eBay, ma non contribuiscono a cambiare un paese come potrebbero fare mille aziende che si lanciano nel commercio elettronico

A mio avviso è comunque un dato che deve essere interpretato, ragionato e contestualizzato nel nostro Paese.
Innanzitutto se quel 71% includesse davvero buona parte dei venditori di eBay sarebbe già un risultato!
Ho la convinzione (personale, non supportata da dati ufficiali ma solo da evidenze oggettive) che il fenomeno eBay influenzi in minima parte quel dato.
Molti venditori professionali su eBay spesso omettono di aggiornare la posizione in Camera di Commercio e utilizzano il marketplace come canale alternativo alla vendita tradizionale. I dati elaborati si riferiscono alle aziende che effettuano ‘Commercio al dettaglio effettuato via internet’.
Molti altri venditori non risultano neanche avere P.IVA…..
Altro aspetto da non sottovalutare è la convenienza ‘economica’ ad aprire ditte individuali rispetto a società. Minori costi di gestione e di avviamento attività. Gestione fiscale semplificata etc etc
Molte imprese ‘tentano’ l’e-commerce aprendo una nuova realtà parallela a quella tradizionale.
L’e-commerce italiano sta riscoprendo la filosofia che negli anni passati aveva reso forte e competitiva l’Italia: piccolo è bello.  Resta da chiedersi se in un mercato davvero globale come quello dell’e-commerce, questo modello di busines che ha già mostrato le sue debolezze, sia quello giusto da utilizzare.
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lug 10 2008

Intervista

Published by Andrea under e-commerce, e-marketing

E’ uscita l’intervista su Pangora BLog: Agosto: tempo di vacanze ma anche di e-commerce
Mi pare che ci sia tutto e che sia passato molto bene il concetto di fiducia nel commercio elettronico.
Anche parlando della condanna inflitta ad eBay sono riuscito a rimanere su un livello mmhh  diciamo professionale! :D

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lug 04 2008

Pangora Blog

Published by Andrea under e-commerce

Ho appena concluso una piacevole telefonata/intervista con Andrea e Riccardo rispettivamente Country manager e Sales Director e business development di Pangora Italia

Abbiamo parlato di
- commercio elettronico e vendite estive: gli e-commerce lavorano 365/7/24 (sempre!) e non dovrebbero andare in vacanza;
- della rigidità dei consumatori ad acquistare sempre la stessa categoria di prodotti e generalmente dagli stessi siti e dei passi da compiere per infondere fiducia nel consumatore e portarlo al primo acquisto: directory aicel, l’unica con oltre 300 negozi che hanno superato i controlli AICEL e del progetto Compra Sicuro;
- abbiamo fatto un bilancio di questi primo semestre e un paragone con l’andamento dell’economia in generale: l’e-commerce continua a crescere a dispetto di una forte frenata dei consumi;
- della recente condanna inflitta ad eBay e su come questa possa influenzare negativamente l’e-commerce (italiano)

Difficile sintetizzare tutto in poco tempo e difficile rimanere concentrati senza un interlocutore fisico davanti.. avrei voluto dire molto di più e approfondire qualche aspetto (in particolare il concetto di ‘fiducia nell’e-commerce’). Magari in futuro esisteranno altre occasioni

Vediamo come Andrea e Riccardo la presenteranno

Chi è Pangora?
Pangora è una delle aziende leader in Europa nell’ambito dei servizi di ricerca e confronto prodotti (comparatore prezzi). Pangora offre soluzioni complete di shopping per operatori online e gestisce molti tra i più importanti siti di shopping in Europa. Pangora offre agli shop e ai commercianti un’ampia rete di distribuzione per i loro prodotti, affinché essi possano incrementare le loro vendite online e acquisire nuovi clienti.

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giu 30 2008

eBay condannata: 40 milioni di euro di risarcimento per non aver impedito la vendita di articoli falsi

Published by Andrea under e-commerce

EBay e’ stata condannata da un tribunale parigino a versare 38,6 milioni di euro di danni e interessi al leader mondiale del lusso LVMH proprietario dei marchi Louis Vuitton, Christian Dior, Kenzo e Givenchy .

Nel settembre 2006 eBay era stata denunciata dalla Holding, perché a loro dire, non era intervenuta bloccando le aste  di prodotti chiaramente contraffatti. Per il colosso francese, ebay non poteva non sapere e il mancato intervento sarebbe stata una negligenza grave che avrebbe agevolato l’illegalità. LVMH aveva chiesto 47 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Mi è capitato più volte di affrontare questo ‘problema’ eBay. Nel mio piccolo mi sono sempre domandato come eBay potesse dichiararsi non responsabile di quanto venduto attraverso il loro portale.  Mi capitò anche, durante il  convegno IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE, di fare la stessa domanda direttamente all’Avv Pacini (allora Responsabile Ufficio Legale eBay Italia). La risposta fu ovviamente:’Non è compito di eBay…. Per questo esistono le autorità preposte’.

La sentenza di condanna, che ha accolto totalmente la richiesta di risarcimento, sembrerebbe affermare il contrario. Secondo alcuni analisti questa sentenza potrebbe rimettere in discussione l’intero modello di business di eBay. Il colosso statunitense potrebbe infatti essere obbligato ad una maggiore supervisione e ingerenza nelle transazioni commerciali.

Speriamo.. non può che essere un bene per i merchant e soprattutto per i consumatori

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giu 29 2008

eBay perde colpi

Published by Andrea under e-life

Un londinese mette all’asta casa, auto, moto, barca, vestiti, amici e lavoro in un negozio di tappeti sperando nel nuovo miracolo eBay e invece racimola meno di quanto vale la sua sola casa.

Dopo aver scoperto la dura realtà del mondo delle aste on-line e aver pagato la commissione ad eBay, il venditore si è limitato a dire ‘Sono abbastanza contento anche se mi aspettavo di più!’

eBay non è più quella di una volta?!? Oltre a perdere colpi nei risultati sembra aver perso il controllo della comunicazione positiva…

Ecco la notizia

(ANSA) – LONDRA, 29 GIU – Un inglese, emigrato in Australia, ha messo all’asta su Ebay casa, auto, moto, barca, vestiti, amici e lavoro in un negozio di tappeti. Sembrava che Ian Usher dovesse diventare milionario ma molte puntate erano false e ha racimolato 250.000 euro, meno di quanto vale solo la sua villetta di Perth. ‘Sono abbastanza contento -ha detto il 44enne- anche se mi aspettavo di piu”. L’uomo ha venduto la sua vita su Ebay per tagliare con il passato dopo che l’anno scorso e’ stato mollato dalla moglie.

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mag 20 2008

Webchising: come ti ammazzo l’e-commerce

Published by Andrea under e-commerce, e-marketing

Parte oggi la nuova iniziativa di shop.it: il webchising

Il webchising, nelle intenzioni di shop.it, dovrebbe essere una via di mezzo fra il classico Franchising e il più moderno Drop Shipping. Il webchising permetterebbe di “aprire gratuitamente un negozio online professionale in pochi secondi” e di guadagnare “il 10% su ogni vendita effettuata”. In soldoni shop.it mette a disposizione di chiunque la propria tecnologia e il proprio servizio logistico riconoscendo un margine del 10% sul venduto.
Una piccola evoluzione di quanto già da tempo offerto da grandi gruppi (Esprinet o CDC ad esempio).

Ho provato a creare un account. L’intenzione era quella di avere un portale dedicato alla vendita libri. Fantastico! Non c’è che dire. Ho scelto pure un nome che mi farà fare un mare di vendite!
Ci vogliono davvero pochi secondi per attivare il negozio. Tutto è semplice e studiato a prova di utonto. Personalizzi quasi tutto. Fare e-commerce è davvero un gioco da regazzi….sono un merchant!
Ma siamo sicuri che sia tutto così facile?

Ritengo che l‘iniziativa di shop.it sia l’ennesimo attacco all’e-commerce. Il commercio elettronico non è un gioco: non basta avere un ‘portale’, non basta virtualizzare il magazzino, non basta fare SEO, non basta smanettare col PC…
Il ‘Basta poco, che ce vo‘ è la prima causa di insuccesso delle iniziative imprenditoriali nella vendita on-line.

Nessuno si sognerebbe di operare una appendicite solo perché da bambino ha giocato col l’Allegro Chirurgo . Moltissimi si sentono imprenditori di successo perché con eBay hanno fatto affari……

Certo, questa soluzione è più semplice di altre, con degli indubbi vantaggi (almeno per i propri acquisti) e quasi priva di rischi per il pseudo-merchant.
Di contro tutti gli sforzi che si faranno per ‘fare vendite’, per avere contatti e visibilità e tutti i clienti che si serviranno saranno di shop.it. Il venditore è sempre e comunque shop.it.
Il webchising è sicuramente una iniziativa vantaggiosa.. ma per chi?

A quanti aderiranno all’iniziativa, chiedo solo una cortesia: evitate di pubblicizzare il vostro nuovo status con frasi del tipo “Sono un Merchant: vendo on-line”.

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apr 04 2008

phishing per phishing

Published by Andrea under e-life

Il PhishingDa qualche tempo conduco la mia battaglia personale contro il Phishing.
Ho fatto una semplice considerazione e deciso come agire.

Questi truffatori inviano messaggi a milioni di utenti spacciandosi per Banche, eBay, Carta di Credito etc etc. e cercano di rubare l’identità digitale (dati accesso, numero carte di credito etc etc)
Sanno bene che per la legge dei grandi numeri e delle probabilità, alcuni ci cascheranno e forniranno loro i dati. Ogni volta che un ‘pesce’ abbocca all’amo, hanno con buona probabilità un dato reale che gli frutterà un po’ di denaro.

Cosa succederebbe se tutti questi milioni di utenti rispondessero alle loro mail indicando dati falsi? Riceverebbero una quantità di dati impressionante e il tempo di verifica degli account sarebbe talmente elevato da rendere inutile il tentativo

Pertanto ad ogni messaggio che mi arriva rispondo fornendo dati fasulli inventati al momento…. ;)

(e se lo facessimo davvero tutti? In fondo rispondere alla mail richiede solo qualche secondo in più rispetto alla cancellazione….)

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ott 26 2007

il negoziante sotto casa ti rifila merce contraffata!

Published by Andrea under e-commerce

….ovvero quanto sono ’strani’ i dati di Confcommercio-Istituto Piepoli se comparati con quelli dell’Osservatori del Politecnico di Milano

In Italia la merce falsa ha un giro d’affari di circa 7,2 miliardi di euro. Lo rileva un rapporto Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli
Della torta, una fetta di 3,3 miliardi riguarda oggetti d’abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici, cosi’ suddiviso:
- abbigliamento/moda, 2 miliardi di euro;
- accessori, 1,2 miliardi di euro;
- prodotti multimediali/informatici, 130 milioni di euro

Almeno il 30% della merce venduta via Internet e’ contraffatta. ….. le previsioni suggeriscono che la quota del 30%, secondo una prima analisi dei dati, incrementera’ ancora

Il giro di affari dell’e-commerce per il 2007 è stimato in 5,3 miliardi di Euro

5,3 miliardi di euro il valore dell’e-commerce b2c in Italia (valore stimato nel 2007)
- 156 milioni di Euro il valore totale delle vendite di abbigliamento on-line (per 2 terzi fatturata da Yoox.it)
- 644 milioni di Euro il valore totale delle vendite di prodotti multimediali/informatici on-line (dove 5 operatori rappresentano il 40% del valore totale)
- 1.4 miliardi di Euro il valore totale delle vendite c2c (su eBay per la quasi totalità)
- 2.6 miliardi di euro il valore delle vendite di servizi/prodotti turistici

Quindi se la matematica non è un’opinione ma soprattutto se quanto affermato da Confcommercio, Istituto Piepoli e Politecnico di Milano corrispondesse al vero, possiamo affermare senza ombra di dubbio che:
- togliendo dal totale vendite on-line quanto difficilmente può essere contraffatto (assicurazioni, biglietti aerei, pacchetti viaggio, prenotazioni alberghiere, grocery etc) e non considerando tutto quello che non è e-commerce (ovvero eBay con le sue aste) il valore totale delle vendite on-line non arriva a 1 miliardo di euro
- a meno che Yoxx non venda merce contraffatta, il mercato dell’abbigliamento on-line vale 50 milioni di Euro
- a meno che mediaworld, monclick etc non rifilino merce contraffatta, il mercato dei prodotti multimediali/informatici vale poco più di 300 milioni di euro

Con questi dati, anziché titolare “Il 30% della merce venduta on-line è contraffatta” i lanci di agenzia poi ripresi da giornali & c, danneggiando l’e-commerce italiano, gli strateghi in comunicazione avrebbero dovuto fatto meglio a rassegnarsi all’anonimato oppure ricorrere a titoli più ‘reali’. Non sono un esperto di comunicazione ma qualche idea mi è venuta:

il negoziante sotto casa ti rifila merce contraffatta! lo rivela lo studio Confcommercio-Istituto Piepoli”
eBay: le aste contraffatte! secondo lo studio Confcommercio-Piepoli attraverso il sistema di aste on-line si smercia on-line la maggior parte della merce contraffatta”
I vucumprà: un mercato da 7,2 miliardi di Euro. Confcommercio-Istituto Piepoli fotografano la situazione Italiana sulla contraffazione”

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ott 25 2007

falsario a chi?

Published by Andrea under e-commerce

I merchant uniti contro la contraffazione. AICEL lancia un appello agli operatori del commercio elettronico ma sopratutto ai consumatori che abitualmente fanno acqusiti on-line

Basta accusare ingiustamente l’intero settore. Colpiamo solo chi non rispetta le regole!

Non sono un falsario, orgoglioso di essere merchant!

Ecco l’appello lanciato da AICEL

**************

Falsario a chi?Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

*********

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set 27 2007

eBay ti paga anche le bollette di casa!

Published by Andrea under e-commerce

eBay… no commentContinua la crescita esponenziale di eBay  e dei servizi offerti.
Dopo aver raggiunto il primato di “primo e-commerce” italiano, dopo aver dimostrato che compri con buon senso solo su eBay, dopo averci raccontato che a Siena usano tutti eBay, e dopo mille altre fantastiche notizie eccoli annunciare il nuovo servizio: eBay Bolletta Free

La notizia proviene da una fonte molto autorevole: adnkronos

una donna, per pagare le bollette di casa, ha rubato per 3.500 volte al supermercato e rivenduto il bottino su eBay, ricavando un totale di circa 85mila euro”

Meno male che questa volta la polizia postale è intervenuta e dopo soli 2 anni ha individuato la taccheggiatrice: “Dopo circa 3.700 vendite su eBay, riscosse tutte con il suo nome, è stata individuata dalla Polizia postale.

3.700 vendite.. un privato! eddai!! ci sono voluti 2 anni ?? ma smettiamola di prenderci in giro!!

Mi sa tanto che questa è un’altra di quelle notizie ad hoc, in fondo:

  1. 2 anni per vedere una cosa evidente mi sembrano eccessivi. (5 minuti al massimo per controllare i feedback)
  2. 85mila euro per le bollette di casa? 42mila euro all’anno???!!??

—-
Blografia

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set 14 2007

eBay: basta che se ne parli, non importa se sono fesserie!

Published by Andrea under e-commerce, e-marketing

 Ennesimo discutibile ‘comunicato stampa’ di eBay 
Siena è la città più e-commerce d’Italia secondo l’indagine compiuta sugli 5 milioni di utenti che eBay.it ha appena annunciato di aver raggiunto. La città toscana è risultata essere la città italiana con la maggior penetrazione eBay.  Nella città del Palio, quasi un abitante su quattro (il 22.9%) acquista o vende sul primo sito di aste online italiano.

Ma che razza di notizia è?? Che cosa vuol dire? Che valore ha? Ha valore per eBay ma nessun valore fuori da quelle mura o da quel sito.
E come se dicessi: “secondo l’indagine compiuta su tutti gli acquirenti di carrelli.it è risultato che Roma è la città che sposta più pacchi in Italia! La capitale d’Italia è risultata la città italiana con la maggior penetrazione carrelli.it. Nella città del capitello, quasi un abitante su cinque (20,2%) sposta i pacchi con un carrello manuale di carrelli.it”

Complimenti all’uffico marketing di eBay che ancora una volta ci dimostra l’abilità nel far passare le informazioni ad uso e consumo del primo sito di aste (non è un e-commerce, anzi ci tengono a dire: eBay è un Iternet Service Provider )
 Che dire? Merchant… Svegliatevi!

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lug 12 2007

il sommerso nell’e-commerce (e c’entra ancora eBay)

Published by Andrea under e-commerce

Lurkando sul forum GT leggo:

esportatore abituale
Salve, sto pensando di aprire una partita IVA per regolarizzare un mio negozio e-bay sul quale vendo già da un po’ di tempo con discreto successo. Dal momento che ho intenzione di importare da paesi extra-UE (Usa , Cina etc.), e di rivendere almeno il 90% della merce complessiva a privati residenti in paesi dell’UE, e il rimanente 10% in Italia, il commercialista mi ha detto che posso avvalermi della seguente situazione… [Leggi il resto...]

Un Coming Out in piena regola!
Spesso mi è capitato di avanzare dubbi su molti venditori ‘occasionali’ di eBay -Non è credibile che esistano venditori occasionali con 300 feedback positivi al mese- e spesso mi sono chiesto perché le autorità e la stessa ebay chiudano gli occhi davanti a queste realtà.

Vero che non compete ad eBay fare i controlli e che esistono le autorità preposte, ma considerato che la nostra GdF non può essere onnipresente, perché non spostare l’onere del controllo su chi lo può fare facilemnte?
Il legislatore dovrebbe provvedere ad emettere dei regolamenti ad hoc per spostare l’onere del controllo (e la responsabilità) al fornitore del servizio.

I consumatori sarebbero più tutelati, lo stato sarebbe più tutelato e noi merchant potremmo lavorare con più tranquillità e senza queste gravi turbative del mercato!

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