feb 04 2009

Panico fra i venditori eBay: la Gdf indaga sulle vendite

Published by under e-life

Mi chiedevo come mai ci oggi ci fossero stati così tanti accessi al mio vecchio post Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto (ad ora oltre 1000 accessi)

Ho cercato un po’ in rete e da Answer Center di eBay ho scoperto che il panico sta dilagando fra gli inserzionisti eBay.

Gentile marefrem48,
eBay ha ricevuto dalla Guardia di Finanza una richiesta di informazioni relativamente agli utenti residenti in Italia ai quali eBay, negli anni dal 2004 al 2007, ha emesso fatture per importi complessivi annui superiori ad EUR 1.000,00 e che, nel medesimo periodo di riferimento, hanno venduto 5 o più oggetti nel corso di un anno.

Vogliamo informarti che il tuo account rientra in questi parametri e che i dati consegnati sono:

  • Nome e Cognome
  • Ragione Sociale (per gli account business)
  • ID utente
  • Indirizzo
  • Recapito telefonico
  • Indirizzo email
  • Codice Fiscale
  • Estratto degli importi fatturati da eBay superiori ad EUR 1.000,00 annui, per ogni anno dal 2004 al 2007 e numero di oggetti venduti per anno, se maggiore o uguale a 5.

La condivisione dei dati personali con le forze di polizia o altri funzionari di pubblica autorità è prevista dalle Regole sulla privacy di eBay.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.gdf.it, oppure rivolgiti al tuo commercialista

E ovvio che se questa comunicazione fosse vera, le conseguenze sarebbero devastanti. Molti ‘venditori non professionali’ dovranno rivedere le loro  eemmhh .. strategie di vendita!

Con i valori indicati (5 oggetti e più di 1.000 Euro di commissioni pagate ad eBay) la GdF è alla ricerca degli evasori totali che, approfittando della possibilità data da ebay, hanno svolto in tutto e per tutto una attività commerciale senza  però aver adempiuto alle formalità richieste per l’esercizio (apertura partita iva, tenuta contabilità, inps, versamenti iva, pagamento tasse…)

Nel Giugno 2007, parlando di eBay mi facevo questa domanda:

Eppure ad ebay basterebbe davvero poco. Anzi.. non dovrebbero nemmeno collaborare con nessuno, potrebbero fare tutto da soli.
Basterebbe bandire dalla piattaforma tutti quei venditori ‘non professionali’ che hanno accumulato un tale numero di feedback impossibili da giustificare a meno di non avere una attività commerciale o una cantina da fare invidia a Buckingham Palace (eddai.. non esistono cantine cosi capienti ma sopratutto nelle cantine ci mettiamo il ciarpame e non le cose nuove sigillate)

Adesso non mi rimane che aspettare gli sviluppi e capire se quanto scritto sia vero!

Intanto leggo:
http://forums.ebay.it/thread.jspa?threadID=600117073
http://answercenter.ebay.it/thread.jspa?threadID=900118424

5 responses so far

gen 08 2009

annunci adwords nei negozi on-line

Published by under e-commerce

Nei negozi on-line che visito e dai quali compro, mi capita spesso di trovare oltre ai prodotti la pubblicità di adwords.  
La stessa eBay pubblica in ogni pagina, anche in quelle dei negozili, gli annunci adwords…. ma hanno senso?!?

Secondo me no e sono almeno due motivi che mi portano a pensarlo:  sono una distrazione alla navigazione e sopratutto sono una porta di uscita verso altre mete non controllabili.

Nel primo caso il termine va inteso in senso ampio. Non solo come vera propria distrazione visiva, ma anche come distrazione cognitiva. Un annuncio attira l’attenzione, deve essere letto e necessariamente porta ad un aumento del carico cognitivo.
Più carico cognitivo richiediamo al consumatore, più alto sarà il suo livello di stress. Una esperienza ‘stressante’ non è mai piacevole per nessuno e può portare all’interruzione del processo di acquisto.

L’altro aspetto è forse più importante. Pensate agli autogrill. Tutto è studiato per farti entrare e non farti mai uscire se non guardando tutto il negozio.  Pensate ad un negozio classico. Entrate e trovate un mondo, l’uscita è sempre ‘integrata’ fra la merce esposta.
L’uscita c’è, tutti sappiamo dov’è e come raggiungerla. Ma non esiste alcun cartello, alcun richiamo alcuna indicazione che ci dica “ESCI” o “USCITA”.

I links, di qualsiasi tipo siano e a maggior ragione quelli di adwords che sono contestualizzati, equivalgono a mettere un cartellone lampeggiante con scritto USCITA. Peggio, è come se si scrivesse: “VATTENE DA QUI, TANTO NON TROVERAI QUELLO CHE CERCHI”.

Non ci credete? Ecco un esempio fresco fresco di ieri. 
Riceviamo questo ordine: 

Ordine K5U3OG4J del 7 Gennaio 2008
——————————————
Articolo: CRM.042FR Carrello a 4 ruote con piano in lamiera – Ruote gomma piena  (2 fisse + 2 girevoli con freno)
Quantità: 1
Prezzo:   128,00
Totale:   128,00
Iva:   25,60
——————————————
Totale netto: EUR  128,00
Spedizione: EUR  0,00
IVA: EUR  25,60
Totale + spese + IVA: EUR  153,60
Pagamento: Paypal

Nome e cognome: ************ *********
Ragione sociale: ****************
P.IVA / CF: ****************
Indirizzo: ****************
CAP: *****
Localita’: ****************
Telefono: ****************
E-mail: ****************

Provenienza: shop.ebay.it
Data: 7 Gennaio 2008 
********************* 

Questo cliente è andato sul sito di un negozio eBay  per cercare un carrello pianale, ha trovato un annuncio adwords e lo ha seguito. E’  uscito dal negozio  eBay ed è finito su carrelli.it dove ha trovato quello che cercava ed effettuato subito l’acqusito!

A meno che non siate eBay (che genera qualche milione di impression), pensateci bene prima di mettere degli annunci sui vostri e-store: per voler guadagnare qualche misero centesimo rischiate di perdere la vendita ma ancor peggio di regalare i vostri clienti alla concorrenza!

Related Images:

One response so far

nov 30 2008

Trove l’errore

Published by under e-commerce

Considerando la definizione di pure players (aziende nate in rete e che solo in rete operano) trovare l’errore nel periodo seguente:

Esempi di pure player sono marchi cari ai navigatori come Expedia.it, Volagratis.com, eBay, Yoox;

No responses yet

nov 14 2008

eBay: non ti fidare dei nostri venditori

Published by under e-commerce

La responsabile legale di eBay Marilù Capparelli ha affermato

Di solito non ci si fida del venditore che non offre alternative al mezzo di pagamento, che tiene nascosti i suoi dati personali e omette di fornire informazioni sul bene messo in vendita o non garantisce all’acquirente il diritto di recesso

Considerato che eBay non ha alcun interesse a rendere note le generalità del venditore almeno fino a quando non è avvenuta la transazione e che gli inserzionisti non sono obbligati a farlo (questo e molto altro sono informazioni obbligatorie da dare PRIMA della conclusione del contratto –Codice Consumo Art.52-), questa affermazione potrebbe equivalere a dire che è meglio non fidarsi dei venditori eBay e di fare acquisti sui siti di comemrcio elettronico che rispettano la normativa europea.

Più probabile invece che questo sia l’inizio della svolta e che eBay che si veda presto costretta a rivedere il proprio modello di business.
La comunità europea ha infatti iniziato l’iter per l’approvazione delle nuove norme riguardanti l’e-commerce.  La direttiva di prossima emanazione impone che le aste, comprese le aste elettroniche, soddisfino i requisiti in materia di informazione.

Related Images:

No responses yet

ott 30 2008

Truffe on-line: molto rumore per nulla

Published by under e-commerce

Davvero non capisco l’accanimento contro il Commercio Elettronico.
“E’ una cosa che mi manda ai pazzi” esclamerebbe mia moglie! A me fa ribollire il sangue.. altro che diventare pazzo.

I giornali (ma non solo) non mancano l’occasione per infangare il buon nome del Commercio Elettronico: Truffe on-line, la truffa corre su internet, stop alle truffe on-line, e-commerce e truffe, attenti alle truffe on-line, e-commerce truffa, saldi? la truffa è on-line… e l’elenco dei titoli potrebbe andare avanti all’infinito. 

Ma alla fine questi titoli corrispondono alla verità? E’ giustificato questo clamore? 

Direi proprio di no. Anzi.. non sono io a dirlo ma sono i numeri che la stampa conosce benissimo e che usa per lanciare anatemi all’e-commerce. Li conosce così bene al punto di evitare di presentarli in forma elaborata. 

Vediamone alcuni qui allora.
Nel 2007 in Italia ci sono stati 23Milioni di ordini per un valore di circa 5Miliardi di Euro. Nello stesso periodo sono state denunciate 14.369 truffe per un danno complessivo agli utenti di 6Milioni di euro.
(da notare che 6.441 truffe sono relative a manipolazioni di aste on-line).

Certo così sono numeri importanti ma se li mettessimo in relazione fra loro?
Le truffe nelle vendite on-line, in termini di quantità non raggiungono nemmeno lo 0,1%  mentre in termini di valore rappresentano solo lo 0,12%

Ma allora perchè così tanto rumore per nulla?

2 responses so far

set 19 2008

per favore non chiamateli ‘Negozi’

Published by under e-commerce

Secondo una loro ricerca, sarebbero 20.000 gli Italiani con un negozio on-line aperto su eBay.

E’ un dato interessantissimo sotto molti aspetti:

– significherebbe che eBay ha circa il 400% di negozi in più rispetto all’intera Italia ( dati ufficiali Camera Commercio Milano negozi on-line nel nel 2007) ;
– significherebbe che in eBay potrebbero esserci circa 17.000 potenziali evasori fiscali;
– significherebbe che il fatturato medio per negozio sarebbe di circa 250.000 Euro;
– significherebbe che tolti i TOP 20 che fatturano circa il 70% del mercato i rimanenti 19.980 store on-line si accontenterebbero di un fatturato  di poco superiore ai 75.000 Euro ( da notare che la stessa eBay è considerata -a torto- fra i 20 Top e-commerce!!);
– significherebbe che….

Insomma.. significherebbe tante, troppe cose, ma in realtà ne significa una e una solamente: NON SONO NEGOZI ON-LINE
Intendiamoci, non è che la notizia sia meno rilevante: sono 20.000 Italiani che hanno deciso di mettere all’asta dei prodotti.. sono un gran bel numero, sono tantissimi, ma ‘tecnicamente’ non sono negozi.
E’ un po’ come dire che sotto casa nostra hanno aperto un’edicola solo perché il bambino del vicino ha esposto i suoi Topolino sulla panchina.  

Ora qualsiasi iniziativa pro-ecommerce, qualsiasi notizia che parli ‘ben’ del nostro lavoro, non può che trovare il mio plauso personale.  Rimango invece più scettico quando queste iniziative riportano dati non corretti pur di dare visibilità ad una ottima campagna di marketing. (tanto di cappello ad eBay)  

Caro consumatore, quando fai un acquisto su eBay e magari lo fai da un venditore non professionale ( e tanti feedback non significa professionale) non dire che hai fatto e-shopping ma sopratutto non dire che lo hai comprato da un negozio on-line…. lo hai comprato da un privato  attraverso eBay.
Farai più bella figura tu (sei geek, alla moda, compri su eBay, fai affari, hai risparmiato etc etc) e faremo più bella figura noi che invece ci limitiamo ‘solo’ ad offrire servizi, garanzie, certezze, etc etc e che spesso non possiamo farti risparmiare. 

Caro giornalista, caro blogger,  a te che dire? Vivi solo se gli altri ti leggono.. non posso certo chiederti di non fare quello che fai.  
Posso solo pregarti, nel prossimo articolo che scriverai sul nostro mondo, di ricordarti anche dei veri merchant, quelli che combattono ogni giorno contro una cattiva informazione e contro i falsi demoni che aleggiano intorno al commercio elettronico. Quelli che la fiducia dei consumatori se la devono conquistare. Quelli che pensano al cliente perchè solo con lui trovano la loro ragione di esistenza.

Related Images:

No responses yet

ago 03 2008

perla di saggezza (ma che strano.. c’è di mezzo eBay)

Published by under e-commerce

Luca, ragazzo 18enne, mi chiede consigli su un sito cinese che (s)vende l’iPhone 3G a 268EUR.
Parlando scopro che lui svolge una attività di rivendita su eBay (compra l’iPhone e lo rivende a circa 400Eur).  Mi dice anche che non ha un vero business ma lo fa per arrotondare…..
Gli faccio notare che ha trovato la persona meno adatta a cui dire questa cosa così come gli faccio presente che quello che sta facendo si chiama semplicemente ‘evasione fiscale’.
Mi dice che ha parlato con un tipo molto ferrato in materia commerciale e giuridica (?!?), che si è informato, che tutti su eBay lo fanno etc etc.. che non fa nulla di male.
Gli ribadisco che, a dispetto dei pensieri illuminati dei ‘tizi’ e delle idee personali, esistono delle regole e queste regole devono essere rispettate.
La sua risposta è una perla di saggezza

si ma se tt la pensassero come te, ebay sarebbe kiuso da un pezzo

C’è da meditarci sopra!

No responses yet

lug 31 2008

Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto

Published by under e-commerce

Ecco una notizia che da Merchant leggo con piacere:

(ANSA) – SIENA 31 LUG – La GdF ha scoperto e denunciato nel Senese un uomo che ha evaso al Fisco 130mila euro rivendendo su e-Bay capi firmati comprati negli outlet. L’uomo e’ stato scoperto grazie a un’inchiesta partita proprio dall’osservazione del sito di aste on- line. I militari si sono accorti che un venditore, domiciliato a Castelnuovo Berardenga (Siena), in 5 anni aveva concluso quasi seimila transazioni. Da un successivo controllo e’ emerso che l’uomo esercitava una vera e proprio attivita’ imprenditoriale.

E ancora più piacere mi fa apprendere che la Guardia di Finanza si è mossa grazie alla segnalazione di eBay.
C’è solo da augurarsi che eBay prosegue su questa strada e attui dei meccanismi automatici di ‘osservazione’ per tutti quei privati che hanno un numero di transazioni elevate. Anche svuotando la cantina, è oggettivamente difficile pensare che un ‘privato’ possa effettuare più di 10/20 vendite al mese!

Related Images:

No responses yet

lug 25 2008

3.422 le imprese attive nell’e-commerce ma il Paese non cambia

Published by under e-commerce

La Camera di Commercio di Milano ha reso pubblica una elaborazione effettuata sui dati del registro imprese al quarto trimestre 2007.
In Italia siamo ‘solamente’  in 3.422 aziende a vendere on-line (commercio al dettaglio – escluso quindi il B2B).  Ancora pochi ma comunque in fortissima crescita: 36,6% in più rispetto al 2006 e il 430% in più rispetto al 2004

La Lombardia è la regina incontrastata con 589 imprese.

Anno 2007 Anno 2006 Var % 06/07
Bergamo 38 36 5,60%
Brescia 44 31 41,90%
Como 24 20 20,00%
Cremona 17 11 54,50%
Lecco 15 7 114,30%
Lodi 9 6 50,00%
Mantova 21 14 50,00%
Milano 314 219 43,40%
Pavia 35 29 20,70%
Sondrio 5 3 66,70%
Varese 67 57 17,50%
Lombardia 589 433 36,00%

La CamCom di Milano ha inoltre elaborato i dati Istat 2007 e redatto anche un profilo dei “venditori” dal quale sembrerebbe emergere chiaramente il fenomeno del ‘nanismo’ delle imprese e-commerce in Italia: il 71,7% sono ditte individuali.

Luigi Ferro scrive che questo dato potrebbe anche essere influenzato dalla presenza eBay e che pertanto, nonostante la crescita registrata,  l’e-commerce non contribuisce al cambiamento del Paese.

Con questo intendiamo che se io decido di vendere online su eBay la mia biblioteca, se il negoziante di prodotti particolari vende anche online, possiamo diventare alla lunga un fenomeno sociale più o meno importante ma niente di più. ………

mille siti fatti da singoli individui che magari hanno tutt’altra attività cambiano magari la vita di poche persone, fanno la felicità di eBay, ma non contribuiscono a cambiare un paese come potrebbero fare mille aziende che si lanciano nel commercio elettronico

A mio avviso è comunque un dato che deve essere interpretato, ragionato e contestualizzato nel nostro Paese.
Innanzitutto se quel 71% includesse davvero buona parte dei venditori di eBay sarebbe già un risultato!
Ho la convinzione (personale, non supportata da dati ufficiali ma solo da evidenze oggettive) che il fenomeno eBay influenzi in minima parte quel dato.
Molti venditori professionali su eBay spesso omettono di aggiornare la posizione in Camera di Commercio e utilizzano il marketplace come canale alternativo alla vendita tradizionale. I dati elaborati si riferiscono alle aziende che effettuano ‘Commercio al dettaglio effettuato via internet’.
Molti altri venditori non risultano neanche avere P.IVA…..
Altro aspetto da non sottovalutare è la convenienza ‘economica’ ad aprire ditte individuali rispetto a società. Minori costi di gestione e di avviamento attività. Gestione fiscale semplificata etc etc
Molte imprese ‘tentano’ l’e-commerce aprendo una nuova realtà parallela a quella tradizionale.
L’e-commerce italiano sta riscoprendo la filosofia che negli anni passati aveva reso forte e competitiva l’Italia: piccolo è bello.  Resta da chiedersi se in un mercato davvero globale come quello dell’e-commerce, questo modello di busines che ha già mostrato le sue debolezze, sia quello giusto da utilizzare.

Related Images:

2 responses so far

lug 10 2008

Intervista

E’ uscita l’intervista su Pangora BLog: Agosto: tempo di vacanze ma anche di e-commerce
Mi pare che ci sia tutto e che sia passato molto bene il concetto di fiducia nel commercio elettronico.
Anche parlando della condanna inflitta ad eBay sono riuscito a rimanere su un livello mmhh  diciamo professionale! 😀

Related Images:

No responses yet

Next »

Get Adobe Flash player