Ago 03 2008

perla di saggezza (ma che strano.. c’è di mezzo eBay)

Published by Andrea under e-commerce

Luca, ragazzo 18enne, mi chiede consigli su un sito cinese che (s)vende l’iPhone 3G a 268EUR.
Parlando scopro che lui svolge una attività di rivendita su eBay (compra l’iPhone e lo rivende a circa 400Eur).  Mi dice anche che non ha un vero business ma lo fa per arrotondare…..
Gli faccio notare che ha trovato la persona meno adatta a cui dire questa cosa così come gli faccio presente che quello che sta facendo si chiama semplicemente ‘evasione fiscale’.
Mi dice che ha parlato con un tipo molto ferrato in materia commerciale e giuridica (?!?), che si è informato, che tutti su eBay lo fanno etc etc.. che non fa nulla di male.
Gli ribadisco che, a dispetto dei pensieri illuminati dei ‘tizi’ e delle idee personali, esistono delle regole e queste regole devono essere rispettate.
La sua risposta è una perla di saggezza

si ma se tt la pensassero come te, ebay sarebbe kiuso da un pezzo

C’è da meditarci sopra!

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Lug 31 2008

Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto

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Ecco una notizia che da Merchant leggo con piacere:

(ANSA) - SIENA 31 LUG - La GdF ha scoperto e denunciato nel Senese un uomo che ha evaso al Fisco 130mila euro rivendendo su e-Bay capi firmati comprati negli outlet. L’uomo e’ stato scoperto grazie a un’inchiesta partita proprio dall’osservazione del sito di aste on- line. I militari si sono accorti che un venditore, domiciliato a Castelnuovo Berardenga (Siena), in 5 anni aveva concluso quasi seimila transazioni. Da un successivo controllo e’ emerso che l’uomo esercitava una vera e proprio attivita’ imprenditoriale.

E ancora più piacere mi fa apprendere che la Guardia di Finanza si è mossa grazie alla segnalazione di eBay.
C’è solo da augurarsi che eBay prosegue su questa strada e attui dei meccanismi automatici di ‘osservazione’ per tutti quei privati che hanno un numero di transazioni elevate. Anche svuotando la cantina, è oggettivamente difficile pensare che un ‘privato’ possa effettuare più di 10/20 vendite al mese!

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Lug 25 2008

3.422 le imprese attive nell’e-commerce ma il Paese non cambia

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La Camera di Commercio di Milano ha reso pubblica una elaborazione effettuata sui dati del registro imprese al quarto trimestre 2007.
In Italia siamo ’solamente’  in 3.422 aziende a vendere on-line (commercio al dettaglio - escluso quindi il B2B).  Ancora pochi ma comunque in fortissima crescita: 36,6% in più rispetto al 2006 e il 430% in più rispetto al 2004

La Lombardia è la regina incontrastata con 589 imprese.

Anno 2007 Anno 2006 Var % 06/07
Bergamo 38 36 5,60%
Brescia 44 31 41,90%
Como 24 20 20,00%
Cremona 17 11 54,50%
Lecco 15 7 114,30%
Lodi 9 6 50,00%
Mantova 21 14 50,00%
Milano 314 219 43,40%
Pavia 35 29 20,70%
Sondrio 5 3 66,70%
Varese 67 57 17,50%
Lombardia 589 433 36,00%

La CamCom di Milano ha inoltre elaborato i dati Istat 2007 e redatto anche un profilo dei “venditori” dal quale sembrerebbe emergere chiaramente il fenomeno del ‘nanismo’ delle imprese e-commerce in Italia: il 71,7% sono ditte individuali.

Luigi Ferro scrive che questo dato potrebbe anche essere influenzato dalla presenza eBay e che pertanto, nonostante la crescita registrata,  l’e-commerce non contribuisce al cambiamento del Paese.

Con questo intendiamo che se io decido di vendere online su eBay la mia biblioteca, se il negoziante di prodotti particolari vende anche online, possiamo diventare alla lunga un fenomeno sociale più o meno importante ma niente di più. ………

mille siti fatti da singoli individui che magari hanno tutt’altra attività cambiano magari la vita di poche persone, fanno la felicità di eBay, ma non contribuiscono a cambiare un paese come potrebbero fare mille aziende che si lanciano nel commercio elettronico

A mio avviso è comunque un dato che deve essere interpretato, ragionato e contestualizzato nel nostro Paese.
Innanzitutto se quel 71% includesse davvero buona parte dei venditori di eBay sarebbe già un risultato!
Ho la convinzione (personale, non supportata da dati ufficiali ma solo da evidenze oggettive) che il fenomeno eBay influenzi in minima parte quel dato.
Molti venditori professionali su eBay spesso omettono di aggiornare la posizione in Camera di Commercio e utilizzano il marketplace come canale alternativo alla vendita tradizionale. I dati elaborati si riferiscono alle aziende che effettuano ‘Commercio al dettaglio effettuato via internet’.
Molti altri venditori non risultano neanche avere P.IVA…..
Altro aspetto da non sottovalutare è la convenienza ‘economica’ ad aprire ditte individuali rispetto a società. Minori costi di gestione e di avviamento attività. Gestione fiscale semplificata etc etc
Molte imprese ‘tentano’ l’e-commerce aprendo una nuova realtà parallela a quella tradizionale.
L’e-commerce italiano sta riscoprendo la filosofia che negli anni passati aveva reso forte e competitiva l’Italia: piccolo è bello.  Resta da chiedersi se in un mercato davvero globale come quello dell’e-commerce, questo modello di busines che ha già mostrato le sue debolezze, sia quello giusto da utilizzare.

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Lug 10 2008

Intervista

Published by Andrea under e-commerce, e-marketing

E’ uscita l’intervista su Pangora BLog: Agosto: tempo di vacanze ma anche di e-commerce
Mi pare che ci sia tutto e che sia passato molto bene il concetto di fiducia nel commercio elettronico.
Anche parlando della condanna inflitta ad eBay sono riuscito a rimanere su un livello mmhh  diciamo professionale! :D

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Giu 30 2008

eBay condannata: 40 milioni di euro di risarcimento per non aver impedito la vendita di articoli falsi

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EBay e’ stata condannata da un tribunale parigino a versare 38,6 milioni di euro di danni e interessi al leader mondiale del lusso LVMH proprietario dei marchi Louis Vuitton, Christian Dior, Kenzo e Givenchy .

Nel settembre 2006 eBay era stata denunciata dalla Holding, perché a loro dire, non era intervenuta bloccando le aste  di prodotti chiaramente contraffatti. Per il colosso francese, ebay non poteva non sapere e il mancato intervento sarebbe stata una negligenza grave che avrebbe agevolato l’illegalità. LVMH aveva chiesto 47 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Mi è capitato più volte di affrontare questo ‘problema’ eBay. Nel mio piccolo mi sono sempre domandato come eBay potesse dichiararsi non responsabile di quanto venduto attraverso il loro portale.  Mi capitò anche, durante il  convegno IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE, di fare la stessa domanda direttamente all’Avv Pacini (allora Responsabile Ufficio Legale eBay Italia). La risposta fu ovviamente:’Non è compito di eBay…. Per questo esistono le autorità preposte’.

La sentenza di condanna, che ha accolto totalmente la richiesta di risarcimento, sembrerebbe affermare il contrario. Secondo alcuni analisti questa sentenza potrebbe rimettere in discussione l’intero modello di business di eBay. Il colosso statunitense potrebbe infatti essere obbligato ad una maggiore supervisione e ingerenza nelle transazioni commerciali.

Speriamo.. non può che essere un bene per i merchant e soprattutto per i consumatori

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Giu 29 2008

eBay perde colpi

Published by Andrea under e-life

Un londinese mette all’asta casa, auto, moto, barca, vestiti, amici e lavoro in un negozio di tappeti sperando nel nuovo miracolo eBay e invece racimola meno di quanto vale la sua sola casa.

Dopo aver scoperto la dura realtà del mondo delle aste on-line e aver pagato la commissione ad eBay, il venditore si è limitato a dire ‘Sono abbastanza contento anche se mi aspettavo di più!’

eBay non è più quella di una volta?!? Oltre a perdere colpi nei risultati sembra aver perso il controllo della comunicazione positiva…

Ecco la notizia

(ANSA) - LONDRA, 29 GIU - Un inglese, emigrato in Australia, ha messo all’asta su Ebay casa, auto, moto, barca, vestiti, amici e lavoro in un negozio di tappeti. Sembrava che Ian Usher dovesse diventare milionario ma molte puntate erano false e ha racimolato 250.000 euro, meno di quanto vale solo la sua villetta di Perth. ‘Sono abbastanza contento -ha detto il 44enne- anche se mi aspettavo di piu”. L’uomo ha venduto la sua vita su Ebay per tagliare con il passato dopo che l’anno scorso e’ stato mollato dalla moglie.

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Apr 04 2008

phishing per phishing

Published by Andrea under e-life

Il PhishingDa qualche tempo conduco la mia battaglia personale contro il Phishing.
Ho fatto una semplice considerazione e deciso come agire.

Questi truffatori inviano messaggi a milioni di utenti spacciandosi per Banche, eBay, Carta di Credito etc etc. e cercano di rubare l’identità digitale (dati accesso, numero carte di credito etc etc)
Sanno bene che per la legge dei grandi numeri e delle probabilità, alcuni ci cascheranno e forniranno loro i dati. Ogni volta che un ‘pesce’ abbocca all’amo, hanno con buona probabilità un dato reale che gli frutterà un po’ di denaro.

Cosa succederebbe se tutti questi milioni di utenti rispondessero alle loro mail indicando dati falsi? Riceverebbero una quantità di dati impressionante e il tempo di verifica degli account sarebbe talmente elevato da rendere inutile il tentativo

Pertanto ad ogni messaggio che mi arriva rispondo fornendo dati fasulli inventati al momento…. ;)
(e se lo facessimo davvero tutti? In fondo rispondere alla mail richiede solo qualche secondo in più rispetto alla cancellazione….)

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Ott 25 2007

falsario a chi?

Published by Andrea under e-commerce

I merchant uniti contro la contraffazione. AICEL lancia un appello agli operatori del commercio elettronico ma sopratutto ai consumatori che abitualmente fanno acqusiti on-line

Basta accusare ingiustamente l’intero settore. Colpiamo solo chi non rispetta le regole!

Non sono un falsario, orgoglioso di essere merchant!

Ecco l’appello lanciato da AICEL

**************

Falsario a chi?Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori - in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

*********

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Set 27 2007

eBay ti paga anche le bollette di casa!

Published by Andrea under e-commerce

eBay… no commentContinua la crescita esponenziale di eBay  e dei servizi offerti.
Dopo aver raggiunto il primato di “primo e-commerce” italiano, dopo aver dimostrato che compri con buon senso solo su eBay, dopo averci raccontato che a Siena usano tutti eBay, e dopo mille altre fantastiche notizie eccoli annunciare il nuovo servizio: eBay Bolletta Free

La notizia proviene da una fonte molto autorevole: adnkronos

una donna, per pagare le bollette di casa, ha rubato per 3.500 volte al supermercato e rivenduto il bottino su eBay, ricavando un totale di circa 85mila euro”

Meno male che questa volta la polizia postale è intervenuta e dopo soli 2 anni ha individuato la taccheggiatrice: “Dopo circa 3.700 vendite su eBay, riscosse tutte con il suo nome, è stata individuata dalla Polizia postale.

3.700 vendite.. un privato! eddai!! ci sono voluti 2 anni ?? ma smettiamola di prenderci in giro!!

Mi sa tanto che questa è un’altra di quelle notizie ad hoc, in fondo:

  1. 2 anni per vedere una cosa evidente mi sembrano eccessivi. (5 minuti al massimo per controllare i feedback)
  2. 85mila euro per le bollette di casa? 42mila euro all’anno???!!??

—-
Blografia

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Set 14 2007

eBay: basta che se ne parli, non importa se sono fesserie!

Published by Andrea under e-commerce, e-marketing

 Ennesimo discutibile ‘comunicato stampa’ di eBay 
Siena è la città più e-commerce d’Italia secondo l’indagine compiuta sugli 5 milioni di utenti che eBay.it ha appena annunciato di aver raggiunto. La città toscana è risultata essere la città italiana con la maggior penetrazione eBay.  Nella città del Palio, quasi un abitante su quattro (il 22.9%) acquista o vende sul primo sito di aste online italiano.

Ma che razza di notizia è?? Che cosa vuol dire? Che valore ha? Ha valore per eBay ma nessun valore fuori da quelle mura o da quel sito.
E come se dicessi: “secondo l’indagine compiuta su tutti gli acquirenti di carrelli.it è risultato che Roma è la città che sposta più pacchi in Italia! La capitale d’Italia è risultata la città italiana con la maggior penetrazione carrelli.it. Nella città del capitello, quasi un abitante su cinque (20,2%) sposta i pacchi con un carrello manuale di carrelli.it”

Complimenti all’uffico marketing di eBay che ancora una volta ci dimostra l’abilità nel far passare le informazioni ad uso e consumo del primo sito di aste (non è un e-commerce, anzi ci tengono a dire: eBay è un Iternet Service Provider )
 Che dire? Merchant… Svegliatevi!

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Lug 12 2007

il sommerso nell’e-commerce (e c’entra ancora eBay)

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Lurkando sul forum GT leggo:

esportatore abituale
Salve, sto pensando di aprire una partita IVA per regolarizzare un mio negozio e-bay sul quale vendo già da un po’ di tempo con discreto successo. Dal momento che ho intenzione di importare da paesi extra-UE (Usa , Cina etc.), e di rivendere almeno il 90% della merce complessiva a privati residenti in paesi dell’UE, e il rimanente 10% in Italia, il commercialista mi ha detto che posso avvalermi della seguente situazione… [Leggi il resto...]

Un Coming Out in piena regola!
Spesso mi è capitato di avanzare dubbi su molti venditori ‘occasionali’ di eBay -Non è credibile che esistano venditori occasionali con 300 feedback positivi al mese- e spesso mi sono chiesto perché le autorità e la stessa ebay chiudano gli occhi davanti a queste realtà.

Vero che non compete ad eBay fare i controlli e che esistono le autorità preposte, ma considerato che la nostra GdF non può essere onnipresente, perché non spostare l’onere del controllo su chi lo può fare facilemnte?
Il legislatore dovrebbe provvedere ad emettere dei regolamenti ad hoc per spostare l’onere del controllo (e la responsabilità) al fornitore del servizio.

I consumatori sarebbero più tutelati, lo stato sarebbe più tutelato e noi merchant potremmo lavorare con più tranquillità e senza queste gravi turbative del mercato!

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Giu 26 2007

un vero affare…

Published by Andrea under e-commerce, e-life

… solo se il Sig. Rossi compra con buon senso

acquistare e vedere oggetti contraffati è reatoLa Polizia delle Comunicazioni, Polizia di Stato ed eBay ci hanno ‘insegnato’ come fare acqusiti on-line utilizzando il buon senso.

Controllate un po’ questo vero affare.

Come potrebbe il Sig. Rossi non acqusitare subito DiRT, l’ultimo simulatore di Rally della next generation per XBOX, se offerto a ”A SOLI 9,90€!! SI AVETE CAPITO BENE! “.

Il venditore eBay ha il 100% dei FEEDBACK positivi e quindi secondo le regole eBay è altamente affidabile (senso ASCOLTA),  può pagare con PayPal è quindi con uno strumento di pagamento sicuro (senso TOCCA), è un compralo subito ed è sicuro del prezzo…. e poi se lo comprasse da un e-shop serio e affidabile secondo AICEL ma senza alcun feedback su eBay lo pagherebbe quasi 65,00 Euro!!!!

E poi questo venditore è bravo. Gli fornisce tutte le informazioni sul gioco e lo stordisce con l’offerta. Arriva anche a fargli fare una verifica per accertare la compatibilità del gioco con la suya console: ”MI RACCOMANDO RICORDATE CHE DOVETE AVERE UNA XBOX360 MODIFICATA”.

Lo compra su eBay!!  Gli hanno insegnato a comprare con buon senso e poi gli hanno fatto credere anche che eBay è il primo e-commerce d’Italia!!!

Mmmmhhh.. ma che ha scritto il venditore?? ”MI RACCOMANDO RICORDATE CHE DOVETE AVERE UNA XBOX360 MODIFICATA”…..Ma come??!?? eBay permette di fare una raccomandazione del genere? La xBox la si modifica per fargli leggere i dichi non originali… che vuol dire quindi?

eBay & C., oltre ad insegnarci quali ’sensi’ usare per fare gli acquisti on-line e ricordaci che “acquistare e vendere oggetti contraffati è reato“, farebbero bene ad impedire preventivamente inserzioni di questo tipo….. altro che comprare con buon senso!

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Giu 07 2007

eBay: collaborazioni di convenienza!

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Da SPOT&Web
Crediamo che la sicurezza online sia un tema fondamentale e per questo e-Bay.it da sempre collabora attivamente con le forze dell’ordine per la sicurezza del commercio elettronico, contro truffe, frodi e contraffazione – afferma Alessandro Coppo, Direttore  Generale eBay Italia - ma è la prima volta che uniamo le nostre esperienze con un’iniziativa così mirata ed un sito internet dedicato. Ci auguriamo che tale campagna possa sensibilizzare gli utenti Internet alle poche regole da seguire per fare ecommerce in totale sicurezza

Dal Convegno Il commercio elettronico e le aste online: profili giuridici e prassi operative (i video sono on-line)
Non è compito di eBay accertare se gli utenti siano degli evasori fiscali. Per questo esistono le autorità preposte. eBay è un Iternet Service Provider e non è responsabile delle attività dei propri inserzionisti

Ma come?
Per la ’sicurezza secondo eBay’  e l’identificazione delle truffe on-line ‘collaborano attivamente’ mentre per l’identificazione di chi fa ecommerce senza garantire il consumatore, senza dare le garanzie minime imposte dalla legge, evadendo il fisco e danneggiando l’intero comparto ecommerce si nascondono dietro le autorità preposte?!?

Eppure ad ebay basterebbe davvero poco. Anzi.. non dovrebbero nemmeno collaborare con nessuno, potrebbero fare tutto da soli.
Basterebbe bandire dalla piattaforma tutti quei venditori ‘non professionali’ che hanno accumulato un tale numero di feedback impossibili da giustificare a meno di non avere una attività commerciale o una cantina da fare invidia a Buckingham Palace (eddai.. non esistono cantine cosi capienti ma sopratutto nelle cantine ci mettiamo il ciarpame e non le cose nuove sigillate)
Ma perché non lo fanno ? Forse perché ebay, oltre ad essere presente in tutti i consorzi, patrocinare tutte le iniziative, le associazioni (aicel esclusa) vicine all’ecommerce, oltre a dichiararsi ‘primo ecommerce in Italia’  è anche membro del Consorzio Svuotiamo le Cantine d’Italia ?
O forse, più semplicemente, perché a loro poco importa CHI, COME e COSA si vende, l’importante è che a transazione conclusa il venditore versi la  percentuale ad eBay (e se la transazione si è conclusa utilizzando PayPal tanto meglio!)

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Giu 06 2007

compraconbuonsenso.it: buon senso sarebbe stato non pubblicarlo!

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I merchant iniziano a scaldarsi e la ‘colpa’ e l’ennesima campagna pubblicitario fatta da eBay.Il buyon senso che manca ad eBay
In passato avevo già toccato questo argomento ma ero l’unico ad aver lanciato un allarme. Oggi le cose iniziano ad essere diverse anche perché si va oltre ogni ‘buon senso’!

La causa è il  lancio da parte di eBay del portale informativo http://www.compraconbuonsenso.it ovvero come comprare su internet in sicurezza (ovviamente secondo eBay) 

Da Merchant, sono un po’ indignato per almeno 3 motivi:
1) se eBay vuole dettare le  SUE regole di sicurezza, lo faccia ma senza gettare discredito sugli altri;
2) la Polizia di Stato non dovrebbe appoggiare una Azienda privata (per quanto possa essere meritoria una azione del genere);
3) eBay sarà pure il primo ‘Internet Services Provider’ ma proprio perché ‘Internet Services Provider’ (quindi non merchant, non banditore d’asta, non agente, non procacciatore di affari etc etc) non può e non deve definirsi ” il primo sito di commercio elettronico in Italia eBay.it”

eBay, che si professa fornitore dell’infrastruttura, non ha titolo per spiegare al consumatore come acquistare con sicurezza on-line. Forse ha titolo per dire che PAYPAL è uno strumento di pagamento sicuro almeno al pari degli altri wallet ma lo può dire giusto in un’ottica di marketing per imporre i suoi sistemi di pagamento illudendo l’utente che siano sicuri….

eBay vende visibilità, ospita privati e merchant e guadagna su ogni singola transazione. Fra i suoi milioni di utenti esistono migliaia (se non milioni) di utenti  ’privati’ con cantine enormi, piene zeppe di materiale da mettere all’asta (non si spiegherebbero altrimenti utenti con oltre 5.000 feedback positivi). Poco importa a eBay che questi utenti ’sicuri’ con centinaia di feedback positivi e che ricevono i pagamenti attraverso il gateway di paypal, siano evasori fiscali, turbino la normale attività del mercato, smercino materiale contraffatto o altro… eBay guadagna comunque sulla transazione.
In occasione del Convegno Il commercio Elettronico e le Aste on-line ho chiesto espressamente ai responsabili eBay quali azioni intendesse compiere eBay per allontanare questi ‘personaggi’ dalla loro piattaforma. La risposta? “Noi siamo un Internet Service Provider, non siamo noi a doverci preoccupare se un utente evade il fisco.. per queste cose esistono le autorità preposte”

Una cosa eBay ‘dimentica’ sempre di ricordare nelle sue comunicazioni: il CODICE DEL CONSUMO
Vuoi comprare on-line? Accertati che il tuo venditore sia una azienda, che sia iscritta alla camera di commercio, che abbia una regolare P.IVA e che pubblichi le informazioni minime richieste dalla legge…
Compri dalla nonnine che ‘ha più clienti di te” o dal tizio losco che ‘è più affidabile di te’ che tutto sono tranne che aziende? Il codice del consumo non ti tutela!!!!

Altro aspetto MOLTO importante: quanto è eticamente corretto da parte di un’istituzione dello stato, patrocinare un’iniziativa di un’azienda privata, che esplicitamente definisce la propria piattaforma e i propri sistemi di pagamento come i più sicuri?!?

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Mag 10 2007

IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE

Published by Andrea under e-commerce

Domani andrò a all’Università degli Studi Milano Bicocca per parlare di e-commerce durante la giornata di formazione e studio ‘Il commercio elettronico e le aste online: profili giuridici e prassi operative‘.

Sarà una giornata interessante  perché il convegno sarà un’occasione di incontro tra gli operatori del settore e i giuristi per analizzare sulla base di esperienze concrete l’effettivo quadro normativo di riferimento in materia.

Il programma della giornata (di seguito riportato) prevede interventi autorevoli e sono sicuro che contribuirà a fare chiarezza nel ‘caos normativo’  oltre a fornire spunti per azioni future dall’associazione

———————————————-

IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE: PROFILI GIURIDICI E PRASSI OPERATIVE

Università degli Studi Milano - Bicocca 11 maggio 2007

PROGRAMMA

Ore 9.00 - 9,30
Introduzione e saluti

(Prof. Giovanni Chiodi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza - Università Milano - Bicocca)

Ore 9.30 - 10.15
Il mercato e-commerce in Italia

(Avv. Fabrizio Bianchi - Responsabile del Progetto Fiducia - Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici
e Dott. Andrea Spedale - Presidente dell’Associazione Italiana del Commercio Elettronico )

Ore 10.15 - 11.00
Case history: la storia di eBay Italia

(Avv. Marco Pancini - Responsabile Ufficio Legale Ebay Italia)

Ore 11.00 - 11.30: Coffee break

Ore 11.30 - 12.15
Il quadro normativo del commercio elettronico e delle aste on-line

(Prof. Paolo Casella - Università Milano - Bicocca)

Ore 12.15 - 13.00
La tutela del consumatore nel commercio elettronico

(Avv. Marco Pierani - Responsabile Relazioni esterne Altroconsumo)

Ore 13.00 - 14.30: Pausa

Ore 14.30 - 15.15
Privacy e anonimato in Rete

(Avv. Andrea Maggipinto - Direttore Osservatorio CSIG di Milano)

Ore 15.15 - 16.00
Profili fiscali delle aste on line

(Dott. Paolo Stizza - Studio Uckmar e Avv. Mario Ippolito - Studio Carnelutti)

Ore 16.00 - 16.45
Profili penali del commercio eletttronico

(Prof. Claudia Pecorella e Dott. Riccardo De Ponti - Università Milano - Bicocca)

Ore 16.45 - 17.00
Conclusioni e dibattito a cura del Prof. Andrea Rossetti e dell’Avv. Fabrizio Bianchi

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Mar 22 2007

ha più clienti di me?

Published by Andrea under e-commerce, e-life

Ha più clienti di me…Non saprei dire quanti clienti possa avere la simpatica nonnina testimonial della nuova campagna aggressiva di eBay.

Quello che i merchant sanno per certo è che, grazie alla piattaforma e-commerce eBay, molte ‘nonnine’ non pagano le tasse ricorrendo all’escamotage della vendita all’asta effettuata ‘da privato’ anziché da azienda.

Su eBay esistono ‘privati’ che svolgono una regolare attività di compra-vendita (leggi commercio, per la quale è necessario almeno essere titolari di P.IVA) senza sottostare alle regole per la vendita on-line ma soprattutto evadendo totalmente il fisco.  -a meno che non abbiano cantine enormi, trovo difficile che un privato possa avere 5.000 feedback positivi per vendite effettuate-

Come Presidente dell’Associazione E-Commerce non posso che auspicare che il nostro legislatore provveda quanto prima a mettere chiarezza nel comparto creando regole che rispettino e tutelino chi questo lavoro lo fa con serietà e grande passione ma soprattutto che dia strumenti concreti alle autorità preposte alla vigilanza e sorveglianza.

Ai grandi copywriter (davvero bravi ) di eBay suggerisco due slogan:
- LEI GUADAGNA + DI TE
- LEI EVADE + DI TE

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Mar 02 2007

carelli o carrelli ?

Published by Andrea under e-life

Ovviamente conosco molto bene la risposta.
Come non potrei visto che i carrelli manuali li vendo per mestiere e che una delle società che li vende on-line si chiama Carrelli.it S.r.l. ?!?

E allora perché questa domanda?Carrello Trasformabile in vendita su www.carrelli.it
Perché analizzando le statistiche di accesso al sito e quelle di AdWords, con grande sorpresa scopro che ho un buon numero di accessi con questa keywords e che nel 2006 AdWords ha conteggiato più di 1500 impression.

Se cerchiamo “carelli” con Google abbiamo ben 652.000 risultati.
Si va dai siti che vendono lenti a contatto, a quelli di libri, nei libri c’è pure Emilo Carelli giornalista che presenta un suo libro, un ristorante e perfino una notizia relativa ad un omicidio di un certo Carelli.
Ovviamente troviamo anche gli errori di battitura (?) dei concorrenti e quelli della carrelli.it…
Sugli errori di battitura invece si basano gli annunci AdWords nella sidebar di destra. Tutte inserzioni di aziende che i carelli li vendono davvero (c’è anche eBay) e che giocano sul classico errore di battitura.

I miei siti di vendita on-line di carrelli non sono ben posizionati sui principali motori per la parola ‘carelli‘. Per migliorare il posizionamento anche per questa pseudo keyword, seguirò il consiglio del mio guro-smanetton-seo-serp-comparator Alessio e staremo a vedere cosa succede ;)
@Stefano: tu che non smanetti e che con la Inari Tech lo fai di mestire, che ne pensi? 

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