giu 30 2010

6.186 i merchant in italia

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La camera di Commercio di Milano ha reso pubblica la rielaborazione dei dati di registro imprese 2009 e primo trimestre 2010 (qui la notizia)

Dai primi dati parziali si può affermare:

– che l’e-commerce gode di buona salute e che le aziende lo vedono sempre più come canale di vendita da utilizzare;
– che l’offerta è comunque ancora molto limitata;
– che l’e-commerce diretto fa ancora (purtroppo) la parte del leone;
– che assisteremo ad una forte crescita dell’offerta nei prossimi 1/2 anni;

Ma quello che più di tutto si può dire è che AICEL rappresenta davvero l’e-commerce Italiano!

Grazie a tutti i merchant che hanno creduto e credono in AICEL e grazie a quanti stanno collaborando alla crescita dell’Associazione Italiana Commercio Elettronico

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mag 02 2010

killer video e propensione all’acquisto

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Simpatico questo tool on-line!

Animoto permette di generare dei filmati partendo da una raccolta foto (da flickr ad esempio) e con sottofondo i brani musicali preferiti.

In versione gratuita si possono fare filmati da 30 sec (circa 15/20 immagini).

Per filmati senza limitazione di durata, si può comprare la licenza annuale per 30 USD. Peccato che rimanga il brand animoto…. (circa 250  USD la versione commerciale non brandizzata)

Dove si può usare? A me vengono subito in mente 2 possibilità:

Un video trasmette più concetti di mille parole scritte, mostra il prodotto ma sopratutto non annoia!

Come è emerso dalla ricerca AICEL/Università di Brescia la variabile ‘piacere dell’esperienza‘ (c.d. atteggiamento edonistico) è una variabile impattante nella propensione d’acquisto del consumatore.

In pochi secondi si può ottenere un filmato da utilizzare nel proprio e-store e da condividere sui social media.

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mar 17 2010

invito Privalia: ti faccio da padrino?

Dopo il grande successo avuto con OVO (ad oggi sono oltre 2.000 gli inviti OVO che ho mandato) è il momento di parlare anche degli altri Outlet Club Privati.

Questo è il momento giusto per introdurre  PRIVALIA

Cos’è Privalia? E’ un Outlet che vende on-line attraverso la formula del Club Privato.  Solo i ‘soci’ possono fare acquisti all’interno del portale dove si possono trovare oltre 500 marche di prodotti in vendita a prezzi ‘outlet’

Privalia è una azienda assolutamente sicura (non ancora iscritta ad AICEL ma provvederemo 😉 ),  tratta marchi principali  e prodotti di qualità oltre ad essere fra le prime aziende in Italia in termini di volumi di vendite nel settore e-commerce. L’iscrizione non costa nulla e non comporta alcun obbligo di acquisto per il socio.

Inoltre, fino al 30 Aprile, ogni nuovo iscritto partecipa all’estrazione per vincere un  Apple iPad.

Vale la pena provarci no?
Ti basta seguire questo link: Invito Privalia (oppure clickare sull’immagine qui sotto)

Invito Privalia

Diventa Socio Privalia adesso e se percaso dovessi vincere in iPad, non dimenticare di farmelo sapere!

Buoni acquisti!

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gen 21 2010

AICEL compie 5 anni

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Sono volati. Mi sembra ieri e invece….

AICEL5 anni fa ho dato vita ad un’idea che avevo in testa. Un luogo dove poter incontrare altre persone che credevano nell’e-commerce e pronte a condividerne le gioie e dolori.

Il 21 Gennaio 2005  ho  dato vita all’agorà dell’e-commerce, 5 anni fa partiva ufficialmente il progetto A.I.C.EL  con l’accensione del forum ecommerce

Una avventura che mi ha permesso di scoprire un mondo nuovo, di incontrare persone con talenti diversi e formidabili, di condividere una passione e di crescere professionalmente ma sopratutto mi ha reso più ricco di amicizie.

Una avventura che ogni giorno mi accompagna, una avventura che continuo a vivere con passione.

Tanti Auguri AICEL!

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ott 07 2009

acqusiti on-line: mi racconti la tua esperienza?

Sto lavorando alla prossima presentazione da portare all “E-commerce: quando l’etica si unisce al business

La presentazione prende lo spunto da un concetto base del mercato on-line (vedi le tesi del famoso cluetrain manifesto): i mercati sono conversazioni.

On-line la clientela parla sia delle esperienze positive sia (e sopratutto) delle esperienze negative. È quindi l’utenza che sancisce il fallimento o il successo di un e-commerce e lo fa in modo molto più diretto, veloce ed efficace di quanto avvenga nel ‘vecchio’ mercato.

On-line è inutile nascondersi dietro slogan se poi non c’è la sostanza. L’utenza scoprirà l’inganno e non perdonerà i mentitori.
Mostrare la sostanza tenendo un comportamento ‘giusto’, trasparente e attento alla conversazione col cliente è l’inizio del lungo percorso che porterà a conquistare la sua fiducia.

Non esiste una strada unica per raggiungere l’obiettivo. Ogni negozio si presenta al pubblico con le sue specificità, con i suoi prodotti, con le sue persone… si presenta con la sua ‘anima’.
Ogni contatto con le ‘anime’ dei consumatori genererà una esperienza unica e non ripetibile.

A me interessano proprio queste esperienze uniche.

Tu hai una esperienza (positiva/negativa) da raccontarmi?

Mandami il tuo racconto come commento oppure compila il form qui sotto (anonimato garantito ovviamente)

User Experiences
  1. (required)
  2. (valid email required)
  3. (required)
 

cforms contact form by delicious:days

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apr 03 2009

Convegno AICEL – iscriviti in anteprima

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Associazione Italiana Commercio ElettronicoLunedì apriremo ufficialmente le iscrizioni al Convegno Nazionale del Commercio Elettronico Italiano dove cercheremo di dare una risposta alle domande quali “ci possiamo fidare di acquistare on-line?“, “ci possiamo fidare di vendere on-line?” e lo faremo parlando non tanto dello status dell’e-commerce,  ma di quali azioni sono necessarie per migliorarne le performance.

L’accesso al convegno è gratuito previa registrazione. I posti sono limitati ma potreste trovare una sorpresa seguendo questo link 😉

Il convegno ha già ricevuto il patrocinio della Camera di Commercio di Brescia, del Comune di Desenzano del Garda e della International Webmasters Association

Ne approfitto anche per ringraziare gli sponsor che ci hanno permesso di organizzare questo convegno:

 

Altre informazioni sul convegno qui: http://www.convegnoaicel.com

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feb 04 2009

Panico fra i venditori eBay: la Gdf indaga sulle vendite

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Mi chiedevo come mai ci oggi ci fossero stati così tanti accessi al mio vecchio post Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto (ad ora oltre 1000 accessi)

Ho cercato un po’ in rete e da Answer Center di eBay ho scoperto che il panico sta dilagando fra gli inserzionisti eBay.

Gentile marefrem48,
eBay ha ricevuto dalla Guardia di Finanza una richiesta di informazioni relativamente agli utenti residenti in Italia ai quali eBay, negli anni dal 2004 al 2007, ha emesso fatture per importi complessivi annui superiori ad EUR 1.000,00 e che, nel medesimo periodo di riferimento, hanno venduto 5 o più oggetti nel corso di un anno.

Vogliamo informarti che il tuo account rientra in questi parametri e che i dati consegnati sono:

  • Nome e Cognome
  • Ragione Sociale (per gli account business)
  • ID utente
  • Indirizzo
  • Recapito telefonico
  • Indirizzo email
  • Codice Fiscale
  • Estratto degli importi fatturati da eBay superiori ad EUR 1.000,00 annui, per ogni anno dal 2004 al 2007 e numero di oggetti venduti per anno, se maggiore o uguale a 5.

La condivisione dei dati personali con le forze di polizia o altri funzionari di pubblica autorità è prevista dalle Regole sulla privacy di eBay.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.gdf.it, oppure rivolgiti al tuo commercialista

E ovvio che se questa comunicazione fosse vera, le conseguenze sarebbero devastanti. Molti ‘venditori non professionali’ dovranno rivedere le loro  eemmhh .. strategie di vendita!

Con i valori indicati (5 oggetti e più di 1.000 Euro di commissioni pagate ad eBay) la GdF è alla ricerca degli evasori totali che, approfittando della possibilità data da ebay, hanno svolto in tutto e per tutto una attività commerciale senza  però aver adempiuto alle formalità richieste per l’esercizio (apertura partita iva, tenuta contabilità, inps, versamenti iva, pagamento tasse…)

Nel Giugno 2007, parlando di eBay mi facevo questa domanda:

Eppure ad ebay basterebbe davvero poco. Anzi.. non dovrebbero nemmeno collaborare con nessuno, potrebbero fare tutto da soli.
Basterebbe bandire dalla piattaforma tutti quei venditori ‘non professionali’ che hanno accumulato un tale numero di feedback impossibili da giustificare a meno di non avere una attività commerciale o una cantina da fare invidia a Buckingham Palace (eddai.. non esistono cantine cosi capienti ma sopratutto nelle cantine ci mettiamo il ciarpame e non le cose nuove sigillate)

Adesso non mi rimane che aspettare gli sviluppi e capire se quanto scritto sia vero!

Intanto leggo:
http://forums.ebay.it/thread.jspa?threadID=600117073
http://answercenter.ebay.it/thread.jspa?threadID=900118424

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gen 21 2009

vatti a fidare del parere dei bloggers

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Paul The Wine Guy, blogger che ancora non conoscevo, ha avuto una bella pensata: scoprire i mercenari della rete.
Ha pescato in rete 10 nomi di bloggers tendenzialmente puri&crudi – (8 uomini, 2 donne)  e chiesto loro “Quanto vuoi per scrivere un articolo sul succo di frutta?”

Il risultato è a dir poco ‘interessante’: tutti i blogger (eccetto Gianluca che invece seguo) si sono resi ‘disponibili’ e le tariffe proposte variano “da una tartina al succedaneo del caviale fino ai 1.500 Euro per articolo”.

La blogsfera ovviamente ha reagito: da una parte i puritani, quelli che gridano allo scandalo, dall’altra quanti sono convinti che in fondo non ci sia nulla di male e che anzi farlo alla luce del sole sia la cosa migliore.

Non mi stupisco delle risposte ricevute dall’esperimento di Paul. E’ già stato dimostrato come i blog influenzino il processo d’acquisto e sarebbe assurdo pensare che i bloggers consapevoli del loro ‘valore’ non approfittino delle opportunità offerte dal mercato.
Mi stupisco invece dell’ingenuità di quanti credono(?) ancora che in rete sia tutto spontaneo e naturale (magari poi sono gli stessi che pubblicano le impressioni di un prodotto mandatogli in prova…)

Essere in rete non significa essere in un altro mondo. La rete è solo una parte dello stesso mondo dove vivono e si incontrano le stesse persone, dove si replicano gli stessi comportamenti (a volte ne nascono di nuovi ma sono sempre evoluzioni e adattamenti di altri).
Se nel mondo ‘reale’ esistono i gli articoli redazionali, le markette, i favori e i ‘giornalisti venduti’ perché scandalizzarci se in rete esiste il fenomeno del pay per post.

Lo stesso Paul poi spiega benissimo perché il Pay per Post esiste e lo fa fornendo una risposta ad un commento

se domani la TIM decidesse di pagare con 10 Euro di ricarica ogni post inerente ad una nuova tariffa si comprerebbe – di fatto – il 90% della blogosfera al costo di una pagina di un quotidiano nazionale in una giornata feriale, con tutti gli annessi del caso (aumento PR, traffico ecc.), e probabilmente un ritorno d’immagine ben superiore di una spocchiosa 4 di copertina a colori sulla Stampa

 

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gen 14 2009

GdO come l’e-commerce 2.0

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Non finisco mai di meravigliarmi quando trovo similitudini fra la GdO e il Commercio Elettronico. Questa volta sono rimasto ‘senza parole’.

Nell’intervista di Lluìs Martinez-Ribes dell’ESADE Business School di Barcellona pubblicata da Gdo Week sul tem “Come le imprese possono trarre vantaggio dal disegno del punto vendita quale strumento per creare valore”, Matinez dichiara:

Fino a qualche anno fa il consumatore era identificato semplicemente come una buying machine, che si trovava nel negozio unicamente per acquistare prodotti. Oggi il punto vendita funge da punto d’incontro di individui simili, ne facilita l’interazione, lo scambio d’opinioni, permette di instaurare una conversazione. Quindi all’idea della buying machine sembra più opportuno sostituire quella della imagination machine:  il venditore invita il consumatore a recarsi nel suo negozio per aprire la sua immaginazione.

Punto d’incontro, interazione, scambio opinioni, conversazioni…  sembra di parlare di e-commerce 2.0 ! !

————-
Via Retail Forum – Qui trovate le scansioni dell’intervista: PrimaSecondaTerza Parte

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gen 09 2009

l’e-commerce è una questione di fiducia

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L’e-commerce non funziona, l’e-commerce non decolla, il commercio elettronico non piace agli italiani, con gli e-shop non si guadagna, nella vendita on-line mancano i risultati, l’e-commerce è un eldorado latente, l’e-commerce ha il freno a mano…. 

e se la colpa fosse di chi si improvvisa merchant? Questo è l’ ennesimo messaggio apparso su AICEL:

1) io voglio sperimentare un ecommerce in un settore che penso possa portare guadagni ma non ne ho idea…e non voglio rischiare di sborsare 3000 euro per 1 anno senza avere nessuna garanzia di rientro.
Leggevo che è possibile fatturare con codice fiscale fino ad un massimo di 5000 euro per privato.
Posso aprire ecommerce e usare il mio CF per emettere fatture ?

2) andando sul discorso P.IVA deve questa essere per forza P.IVA da commerciante ? o visto che rivendo prodotti di terzi e che vorrei gestire le spedizioni tramite corriere senza di fatto prendere in carico la merce presso la mia sede, farmi una PIVA da consulente ? che mi consentirebbe di sborsare di gran lunga di meno ?

Nel canale tradizionale nessuno si sognerebbe mai di aprire un negozio in centro per prova, nell’e-commerce si!
Bassi costi di ingresso, false convinzioni, alta disponibilità di dropshipper, piattaforme free, marketplace senza controlli etc fanno si che molti si improvvisino. (lasciamo fuori chi lo fa professionalmente in malafede) 

Mancanza di professionalità, improvvisazione e mancato rispetto delle regole nuocciono all’e-commerce, minano le stesse basi dell’e-commerce: LA FIDUCIA NELL’E-COMMERCE

Questo concetto fondamentale è universalmente valido.
Valido per il consumatore che deve fidarsi di noi, avere la sicurezza di essere nel posto giusto, di essere trattato al meglio, di essere rispettato.. il consumatore deve fidarsi di noi!

Valido per il merchant che deve credere nelle proprie idee, scommettere e investire per dare il meglio… deve aver fiducia nel suo lavoro, nella sua idea imprenditoriale.  Se il merchant è il primo a non aver fiducia,  perchè dovrebbe dargliela un consumatore?!?

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