lug 31 2008

Vende su eBay ed evade 130mila euro: la Gdf però lo ha scoperto

Published by Andrea under e-commerce

Ecco una notizia che da Merchant leggo con piacere:

(ANSA) – SIENA 31 LUG – La GdF ha scoperto e denunciato nel Senese un uomo che ha evaso al Fisco 130mila euro rivendendo su e-Bay capi firmati comprati negli outlet. L’uomo e’ stato scoperto grazie a un’inchiesta partita proprio dall’osservazione del sito di aste on- line. I militari si sono accorti che un venditore, domiciliato a Castelnuovo Berardenga (Siena), in 5 anni aveva concluso quasi seimila transazioni. Da un successivo controllo e’ emerso che l’uomo esercitava una vera e proprio attivita’ imprenditoriale.

E ancora più piacere mi fa apprendere che la Guardia di Finanza si è mossa grazie alla segnalazione di eBay.
C’è solo da augurarsi che eBay prosegue su questa strada e attui dei meccanismi automatici di ‘osservazione’ per tutti quei privati che hanno un numero di transazioni elevate. Anche svuotando la cantina, è oggettivamente difficile pensare che un ‘privato’ possa effettuare più di 10/20 vendite al mese!

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giu 30 2008

eBay condannata: 40 milioni di euro di risarcimento per non aver impedito la vendita di articoli falsi

Published by Andrea under e-commerce

EBay e’ stata condannata da un tribunale parigino a versare 38,6 milioni di euro di danni e interessi al leader mondiale del lusso LVMH proprietario dei marchi Louis Vuitton, Christian Dior, Kenzo e Givenchy .

Nel settembre 2006 eBay era stata denunciata dalla Holding, perché a loro dire, non era intervenuta bloccando le aste  di prodotti chiaramente contraffatti. Per il colosso francese, ebay non poteva non sapere e il mancato intervento sarebbe stata una negligenza grave che avrebbe agevolato l’illegalità. LVMH aveva chiesto 47 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Mi è capitato più volte di affrontare questo ‘problema’ eBay. Nel mio piccolo mi sono sempre domandato come eBay potesse dichiararsi non responsabile di quanto venduto attraverso il loro portale.  Mi capitò anche, durante il  convegno IL COMMERCIO ELETTRONICO E LE ASTE ON LINE, di fare la stessa domanda direttamente all’Avv Pacini (allora Responsabile Ufficio Legale eBay Italia). La risposta fu ovviamente:’Non è compito di eBay…. Per questo esistono le autorità preposte’.

La sentenza di condanna, che ha accolto totalmente la richiesta di risarcimento, sembrerebbe affermare il contrario. Secondo alcuni analisti questa sentenza potrebbe rimettere in discussione l’intero modello di business di eBay. Il colosso statunitense potrebbe infatti essere obbligato ad una maggiore supervisione e ingerenza nelle transazioni commerciali.

Speriamo.. non può che essere un bene per i merchant e soprattutto per i consumatori

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ott 26 2007

il negoziante sotto casa ti rifila merce contraffata!

Published by Andrea under e-commerce

….ovvero quanto sono ’strani’ i dati di Confcommercio-Istituto Piepoli se comparati con quelli dell’Osservatori del Politecnico di Milano

In Italia la merce falsa ha un giro d’affari di circa 7,2 miliardi di euro. Lo rileva un rapporto Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli
Della torta, una fetta di 3,3 miliardi riguarda oggetti d’abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici, cosi’ suddiviso:
- abbigliamento/moda, 2 miliardi di euro;
- accessori, 1,2 miliardi di euro;
- prodotti multimediali/informatici, 130 milioni di euro

Almeno il 30% della merce venduta via Internet e’ contraffatta. ….. le previsioni suggeriscono che la quota del 30%, secondo una prima analisi dei dati, incrementera’ ancora

Il giro di affari dell’e-commerce per il 2007 è stimato in 5,3 miliardi di Euro

5,3 miliardi di euro il valore dell’e-commerce b2c in Italia (valore stimato nel 2007)
- 156 milioni di Euro il valore totale delle vendite di abbigliamento on-line (per 2 terzi fatturata da Yoox.it)
- 644 milioni di Euro il valore totale delle vendite di prodotti multimediali/informatici on-line (dove 5 operatori rappresentano il 40% del valore totale)
- 1.4 miliardi di Euro il valore totale delle vendite c2c (su eBay per la quasi totalità)
- 2.6 miliardi di euro il valore delle vendite di servizi/prodotti turistici

Quindi se la matematica non è un’opinione ma soprattutto se quanto affermato da Confcommercio, Istituto Piepoli e Politecnico di Milano corrispondesse al vero, possiamo affermare senza ombra di dubbio che:
- togliendo dal totale vendite on-line quanto difficilmente può essere contraffatto (assicurazioni, biglietti aerei, pacchetti viaggio, prenotazioni alberghiere, grocery etc) e non considerando tutto quello che non è e-commerce (ovvero eBay con le sue aste) il valore totale delle vendite on-line non arriva a 1 miliardo di euro
- a meno che Yoxx non venda merce contraffatta, il mercato dell’abbigliamento on-line vale 50 milioni di Euro
- a meno che mediaworld, monclick etc non rifilino merce contraffatta, il mercato dei prodotti multimediali/informatici vale poco più di 300 milioni di euro

Con questi dati, anziché titolare “Il 30% della merce venduta on-line è contraffatta” i lanci di agenzia poi ripresi da giornali & c, danneggiando l’e-commerce italiano, gli strateghi in comunicazione avrebbero dovuto fatto meglio a rassegnarsi all’anonimato oppure ricorrere a titoli più ‘reali’. Non sono un esperto di comunicazione ma qualche idea mi è venuta:

il negoziante sotto casa ti rifila merce contraffatta! lo rivela lo studio Confcommercio-Istituto Piepoli”
eBay: le aste contraffatte! secondo lo studio Confcommercio-Piepoli attraverso il sistema di aste on-line si smercia on-line la maggior parte della merce contraffatta”
I vucumprà: un mercato da 7,2 miliardi di Euro. Confcommercio-Istituto Piepoli fotografano la situazione Italiana sulla contraffazione”

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ott 25 2007

falsario a chi?

Published by Andrea under e-commerce

I merchant uniti contro la contraffazione. AICEL lancia un appello agli operatori del commercio elettronico ma sopratutto ai consumatori che abitualmente fanno acqusiti on-line

Basta accusare ingiustamente l’intero settore. Colpiamo solo chi non rispetta le regole!

Non sono un falsario, orgoglioso di essere merchant!

Ecco l’appello lanciato da AICEL

**************

Falsario a chi?Di oggi l’ennesima notizia a discredito del commercio elettronico italiano.
Secondo un’indagine svolta dalla Confcommercio, il 30% delle merci contraffatte vendute nel nostro paese vengono offerte attraverso Internet.

E’ sotto gli occhi di tutti come questo possa avvenire.

Mentre i negozi on-line vengono controllati, ci sono altri canali di vendita completamente senza verifiche.
Canali dove chiunque può vendere riproduzioni, copie e falsi senza incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il tutto senza garanzie, senza tutele a discapito della sicurezza e della salute degli acquirenti.

AICEL richiede l’impegno attivo da parte di tutti -operatori e consumatori – in quanto la contraffazione non solo è un reato, ma anche un calcio nel sedere alla cittadinanza onesta.
Se nella navigazione entrate in contatto con annunci o proposte commerciali di prodotti contraffatti scrivete senza esitazioni a sos@gat.gdf.it

La legalità è la norma, non l’eccezione.

*********

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ott 24 2007

e-commerce: i soliti falsi allarmi!

Published by Andrea under e-commerce, e-marketing

La recentissima RICERCA CONFCOMMERCIO-ISTITUTO PIEPOLI  ha evidenziato come la contraffazione sia un mercato che vale 7 Miliardi di Euro.  Si legge infatti che “In Italia la merce falsa ha un giro d’affari di circa 7,2 miliardi di euro. Acquisti per oltre 108 milioni nel settore dell’abbigliamento, prodotti multimediali e informatici”

La contraffazione è un fenomeno noto da anni che ha smesso di colpire e di fare notizia.  Ed ecco allora che gli strateghi della comunicazione  hanno ben pensato di buttare l’amo al quale moltissimi pesci hanno subito abboccato facendo rimbalzare la notizia: “Almeno il 30% della merce venduta via Internet è contraffatta. <omissis> In merito alla merce contraffatta venduta via Internet, le previsioni suggeriscono che la quota del 30%, secondo una prima analisi dei dati, incrementerà ancora.

Questa è l’ennesimo attacco al ‘mio’ mondo: l’e-commerce fa paura e bisogna boicottarlo sempre e comunque! Seminare terrore fra quanti vorrebbero avvicinarsi agli acquisti online e demolire le certezze di chi già pratica questa  rischiosissima attività.

Sono sicuro: prima o poi qualche genio arriverà a parlare di ’dose ad uso personale’ oltre la quale fare acquisti on-line sarà un reato!

Leggi: CONTRAFFAZIONE: UN “MERCATO” DA 7 MILIARDI DI EURO

Modifica del 29/10/2007
La Segreteria Generale FENAPRO comunica che il link è stato cambiato e che http://www.confcommercio.it/home/contraffazione.doc_cvt.htm non è più attivo.

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giu 07 2007

eBay: collaborazioni di convenienza!

Published by Andrea under e-commerce

Da SPOT&Web
Crediamo che la sicurezza online sia un tema fondamentale e per questo e-Bay.it da sempre collabora attivamente con le forze dell’ordine per la sicurezza del commercio elettronico, contro truffe, frodi e contraffazione – afferma Alessandro Coppo, Direttore  Generale eBay Italia – ma è la prima volta che uniamo le nostre esperienze con un’iniziativa così mirata ed un sito internet dedicato. Ci auguriamo che tale campagna possa sensibilizzare gli utenti Internet alle poche regole da seguire per fare ecommerce in totale sicurezza

Dal Convegno Il commercio elettronico e le aste online: profili giuridici e prassi operative (i video sono on-line)
Non è compito di eBay accertare se gli utenti siano degli evasori fiscali. Per questo esistono le autorità preposte. eBay è un Iternet Service Provider e non è responsabile delle attività dei propri inserzionisti

Ma come?
Per la ’sicurezza secondo eBay’  e l’identificazione delle truffe on-line ‘collaborano attivamente’ mentre per l’identificazione di chi fa ecommerce senza garantire il consumatore, senza dare le garanzie minime imposte dalla legge, evadendo il fisco e danneggiando l’intero comparto ecommerce si nascondono dietro le autorità preposte?!?

Eppure ad ebay basterebbe davvero poco. Anzi.. non dovrebbero nemmeno collaborare con nessuno, potrebbero fare tutto da soli.
Basterebbe bandire dalla piattaforma tutti quei venditori ‘non professionali’ che hanno accumulato un tale numero di feedback impossibili da giustificare a meno di non avere una attività commerciale o una cantina da fare invidia a Buckingham Palace (eddai.. non esistono cantine cosi capienti ma sopratutto nelle cantine ci mettiamo il ciarpame e non le cose nuove sigillate)
Ma perché non lo fanno ? Forse perché ebay, oltre ad essere presente in tutti i consorzi, patrocinare tutte le iniziative, le associazioni (aicel esclusa) vicine all’ecommerce, oltre a dichiararsi ‘primo ecommerce in Italia’  è anche membro del Consorzio Svuotiamo le Cantine d’Italia ?
O forse, più semplicemente, perché a loro poco importa CHI, COME e COSA si vende, l’importante è che a transazione conclusa il venditore versi la  percentuale ad eBay (e se la transazione si è conclusa utilizzando PayPal tanto meglio!)

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