set 26 2008

Da Cgil a CgPDL senza passare da Berlusconi: mutamenti dello scenario sindacale italiano

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Da Corriere.it

Alitalia: sì della Cgil, i piloti rimandano
Veltroni: ho trattato io, premier assente

L’articolo ci racconta di esuberi (saranno 3.250 alla fine), di accordi e di recupero produttività. Ci racconta anche di Air France (punta al 10% del capitale di CAI) e della soddisfazione di Epifani per l’importante intesa in tema di precariato e salari in quanto l’azienda userà i precari, dando così speranza a centinaia e centinaia di lavoratori per i quali non c’era nulla -ndA, la disponibilità per Cai, qualora debba ricorrere a lavoratori con contratti a termine, di avvalersi di mille lavoratori precari selezionati tra i 3250 di Alitalia; difficile che CAI debba ricorrere a questi contrati visto che comunque avrà ancora personale in eccesso rispetto alle altre compagnie-

Racconta di tante cose interessanti ma dell’intervento di Veltroni nella trattativa non c’è più traccia. 

Parrebbe quasi che l’intervento di Veltroni sia stato a livello di CGIL.
C’è da chiedersi allora a che serve un sindacato dei lavoratori quando poi è costretto a risponde agli ordini del leader di un partiro politico.

Tanto vale fare un’unica tessera: CgPDL (Confederazione Generale Partito Democratico del Lavoro ) 

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set 25 2008

facciamo che ci crediamo: Alitalia, pace fatta in casa Colaninno

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Alitalia, pace fatta in casa Colaninno

La fumata bianca a palazzo Chigi ricompone anche la ‘distanza’ tra il padre Roberto presidente di Cai e il figlio Matteo, ministro ombra del Pd 

Se crediamo a quanto sopra, non avremo nessuna difficoltà a credere anche a questo

Matteo propendeva, in linea con tutta l’opposizione, per la cessione di Alitalia ad Air France. Anche se ha sempre precisato che il padre aveva fatto bene a reggere la cordata dei finanzieri accorsi al capezzale della compagnia aerea. E lo stesso Colannino jr assicurava: ”Non mi sento in nessun conflitto di interesse” rispetto al ruolo assunto dal padre nella vicenda.

Ma sopratutto ci berremo d’un fiato questa

Per coerenza – rimarcava poi il 37enne parlamentare del Pd- ho scelto di non partecipare ad alcuna riunione né a consigli di amministrazione” di famiglia “in cui sono state prese delle decisioni su Alitalia”

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set 23 2008

Alitalia e gli ammortizzatori sociali

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Nelle chiacchiere di pausa pranzo si è paralto di Alitalia.  Mio padre mi parla di un articolo apparso sul Corriere della Sera di qualche giorno fa.

Nell’articolo il Avvocato Ichino, uomo sicuramente di sinistra (eletto al senato nelle file del PD) e consulente delle principali sigle sindacali, parla con chiarezza del problema Alitalia e lo analizza dal punto di vista degli ammortizzatori sociali.

Mi ha colpito in particolare questa frase:

in nessun Paese serio si erogano trattamenti di disoccupazione o integrazione salariale, neppure per pochi mesi, a chi rifiuta l’offerta di un rapporto di lavoro regolare, confacente alla sua professionalità, come certamente era l’offerta di Cai. Se anche in Italia sapessimo gestire in modo serio questi “ammortizzatori sociali”, a Fiumicino giovedì scorso non ci sarebbe stato alcun applauso

Si può forse dargli torto? 

 

Leggi l’articolo: CRISI ALITALIA, SPECCHIO DELLA CRISI DI UN INTERO SISTEMA

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set 14 2008

AirBee come Alitalia in 3 settimane

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Sembra…pare…forse… si dice che… AirBee potrebbe andare in liquidazione fra 3 settimane.
Ben informati fanno sapere che ENAC ha concesso 3 settimane agli imprenditori bresciani per ripartire con capitali freschi e riprendere l’attività di volo. 
Oltre ai problemi della fase di start-up, parrebbe che anche la diatriba fra Brescia e Verona per il controllo dell’Aeroporto abbia contribuito a portare la società allo stato attuale.
Davvero un vero peccato perchè a parte i problemi di traffico ‘estivo’, sembra che, conti alla mano, ci siano le premesse per completare il piano industriale proposto dai soci.
Che fare? Forse lanciare un appello ai bresciani che contano e chiedere loro di intervenire perchè non vada sprecata questa opportunità?

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set 12 2008

Airbee: l’ape bresciana non vola più!

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 I bresciani rimangono a terra per almeno 3 settimane. Questo è il succo del comunicato stampa che da un paio di giorni è comparso sul sito del vettore bresciano.

Le cause che hanno determinato tale decisione hanno tenuto conto della fase di start-up aziendale in cui versa la compagnia aerea, così come del delicato momento che sta attraversando l’intero settore del trasporto aereo nazionale, considerata anche l’attuale situazione legata al processo di privatizzazione del vettore di bandiera.

 Per vicessitudini varie non sono mai riuscito a viaggiare con Airbee ma mi spiace sapere che con buona probabilità il D’Annunzio perderà anche questa occasione per decollare.

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ago 31 2008

Alitalia: un dovere partecipare agli utili, un diritto accollarvi i debiti

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“Non ci regalano Alitalia un dovere accettare questa sfida”

Questo è il titolo dell’intervista rilasciata da Roberto Colaninno ad Ezio Mauro di Repubblica. Già il titolo lascia presagire molto!!

E qual è invece il ragionamento che l’ha convinta a muoversi?
“Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l’imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere.

Anche io sento il dovere di partecipare a questa sfida… dove devo firmare?

Ma è una partita che si gioca con strane regole costruite su misura per voi, non le pare?
“Senta, spero che a nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando qualcosa, prima di tutto perché nessuno mi ha mai regalato niente, e poi perché il rischio è grosso così…”.

Parliamone… anche io sento mi sento in diritto di non avere nulla in regalo…

Va bene, ma la sua etica da imprenditore non ha niente da dire sul fatto che tutto il rosso di Alitalia – uomini e debiti – si scarichi sullo Stato, come ai bei tempi democristiani dell’Efim?
“Mi scusi, ma lei sa dirmi come possiamo salvare questa azienda se non si fa così? Io, con tutta la buona volontà, non sono mica mago Merlino. Qui l’azienda è cotta, non c’è più, non c’è più niente.

Verità!?! Ma come? Se non c’è più nulla com’è che nasceranno due aziende? (Newco e la ‘Bad Alitalia’) Diciamo che in Bad Alitalia non c’è più niente.
Io mi sento in dovere di partecipare ai profitti della Newco ma di diritto mi accollo parte dei debiti della’Alitalia. Com’è sta storia?

Ma non le viene in mente che a queste condizioni d’eccezione tutti sarebbero capaci di vincere la sfida?
“E che lo facciano allora, che vengano. Non è che qui ci sia una cosca che si divide protezioni e benefici. Diciamola tutta una buona volta: non ho avuto benefici nemmeno a Telecom,

A chi devo mandare la richiesta? Il dovere chiama!!!

Con l’utile garantito della vendita tra qualche anno dell’azienda risanata, utile per voi privati, debiti per lo Stato: non è un privilegio?
“Dello Stato abbiamo già parlato. Quanto ai privati, che vendano secondo convenienza fa parte della logica di mercato. Non sfruttiamo il pubblico, cogliamo un’opportunità di mercato, ma attenzione: il risultato sarà dato da quell’opportunità più le nostre capacità e il nostro impegno.

Credo di essere capace, ho un forte senso del dovere e mi impegno molto…

Un’ultima domanda: cosa le ha detto dell’operazione Alitalia suo figlio Matteo, ministro ombra dell’Industria del Pd, che sta all’opposizione di Berlusconi?
“Lui critica le idee di Berlusconi, e io lo rispetto. Lui rispetta me come imprenditore. Andiamo avanti così, e ci vogliamo bene”.

Destra o Sinistra non fa sdifferenza, l’importante è volersi bene (e fare affari)

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ago 27 2008

Alitalia: mancava solo Fantozzi!

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La ‘bad company’ sarà affidata a Fantozzi?
Sarebbe anche divertente se non fosse tragicamente vero! Sic
(con tutto il rispetto e la stima verso l’ex Ministro Augusto Fantozzi)

Ecco la notizia

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ago 26 2008

ALITALIA

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Io credo: risorgerò,
questo mio aero vedrà il Salvatore !

Esce allo scoperto la cordata ed è interessante constatare l’abilità dei soliti noti di uscire dalla porta per poi rientrare dalla finestra (di destra o di sinistra non fa alcuna differenza).
La notizia:

I potenziali investitori in Alitalia si sono riuniti ieri per la prima volta sotto la regia di Banca Intesa per mettere a punto gli ultimi dettagli dell’operazione. Il ruolo di “pivot” nella cordata dovrebbe spettare a Roberto Colaninno, disposto secondo indiscrezioni a investire con la Immsi circa 200 milioni ricevendo in cambio (con l’ok di tutti i soci ribadito ieri) il ruolo di presidente con deleghe forti dal punto di vista strategico. Carlo Toto girerebbe per circa 300 milioni la sua Air One alla newco e ne reinvestirebbe circa un centinaio, probabilmente con il ruolo di vicepresidente.

La poltrona di amministratore delegato andrà invece a Rocco Sabelli che ieri ha illustrato le linee di massima del piano Fenice ai futuri azionisti: il progetto – cui lui stesso ha lavorato nelle ultime due settimane e ancora da finalizzare in alcune parti come la partnership strategica (Lufthansa, interessata pure ad Austrian, è in pole) – prevede una compagnia più snella, con un ritorno parziale a Malpensa, molto outsourcing e una quota vicino al 65% del mercato domestico.

All’incontro di ieri hanno partecipato anche altri gruppi pronti a mettere sul piatto cifre importanti anche se un po’ meno significative (in linea di massima sotto i 50 milioni): le famiglie Fossati e Riva, Sintonia (gruppo Benetton), Aponte, la Fingen dei toscani Fratini (quelli che hanno lanciato i jeans Rifle), il gruppo Ligresti e i fondi Equinox e Clessidra. Alla fine il parterre di soci dovrebbe arrivare a una quindicina di nomi tra cui Pirelli( nda Tronchetti Provera), Marcegaglia e Gavio.

Ma la chicca che passerà inosservata grazie alla bagarre che scatenerannno i numeri (presunti, reali, indicati, smentiti…) degli esuberi è a mio avviso la ‘bad company‘:

Rocco Sabelli, ha illustrato ai soci privati il Piano Fenice” messo a punto a Ca’ de Sass dal board di Banca Intesa. Il piano prevede lo spacchettamento della compagnia in due tronconi: da una parte ci sarà la nuova società sostenuta dalla cordata italiana e integrata con l’AirOne di Toto, dall’altra la vecchia Alitalia, una “bad-company” carica di debiti e di personale da liquidare.

Una azienda spazzatura dove esuberi e debiti saranno scaricati senza troppi convenevoli. In sostanza ‘i soliti noti’ pubblicizzano il debito e privatizzano gli utili (FIAT docet)

Tutta la mia solidarietà a quanti perderanno il lavoro e a quanti non vedranno MAI PAGATI i loro crediti!.

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lug 26 2008

Ryanair? No Grazie!

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Perché volare ancora con Ryanair?

I prezzi non sono più competitivi, il servizio è pessimo, i disservizi costanti, gli aeroporti scomodi.

Il check.in è un’impresa e il tuo bagaglio viene controllato al grammo pur di spillarti qualche(??) euro. Se non sei stato più che attento, pagherai molto caro ogni chilogrammo in più che avrai messo in valigia.
A questo aggiungi pure che la tariffa è soggetta agli umori giornalieri del personale: sulla prenotazione del biglietto (contratto) ti dicono che pagherai 10 Euro per ogni Kg, in questo momento sul sito è scritto che <> mentre stamattina ai miei genitori hanno richiesto 18 Euro per ogni Kg

A bordo sei trattato a pesci in faccia e se non conosci l’inglese non saprai mai cosa fare in caso di pericolo (da notare che per il manuale di un apriscatole è richiesta la doppia lingua….mha!).

E con ieri hanno toccato il fondo: usano il dito di Bossi per dirci che <>.

Non voglio entrare nel merito ideologico (troppo facile schierarsi pro o contro a seconda della propria fede politica) e nemmeno voglio esaminare il tipo di comunicazione scelto (ognuno è libero di scegliere il proprio stile – Ryanair non è certo un esempio di stile).

Questa pubblicità (di pubblicità si tratta e non di comunicazione!) è volgare, gratuita, di basso profilo ma sopratutto offensiva.  E’ un attacco palese all’operato delle nostre istituzioni, ai nostri rappresentanti e quindi a tutti gli italiani. E’ vergognoso!

Ryanair? NO GRAZIE!

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giu 03 2008

ALITALIA: deve fallire?

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Nel fare zapping ho trovato l’ennesima trasmissione che trattava l’argomento Alitalia.
Mi ha colpito il parere di un esimio professore universitario (non ricordo neanche il canale, figuriamoci la trasmissione e/o il nome degli ‘ospiti’): “Alitalia non la si può salvare. L’unico modo è farla fallire e da li ripartire.”

Domandina che avrei voluto fare: a quanti vantano un credito con Alitalia ci va Lei a spiegarlo che non vedranno il becco di un quattrino?

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