gen 21 2009

vatti a fidare del parere dei bloggers

Scritto da il 00:25 in e-commerce,e-life Stampa Articolo Stampa Articolo

Paul The Wine Guy, blogger che ancora non conoscevo, ha avuto una bella pensata: scoprire i mercenari della rete.
Ha pescato in rete 10 nomi di bloggers tendenzialmente puri&crudi – (8 uomini, 2 donne)  e chiesto loro “Quanto vuoi per scrivere un articolo sul succo di frutta?”

Il risultato è a dir poco ‘interessante’: tutti i blogger (eccetto Gianluca che invece seguo) si sono resi ‘disponibili’ e le tariffe proposte variano “da una tartina al succedaneo del caviale fino ai 1.500 Euro per articolo”.

La blogsfera ovviamente ha reagito: da una parte i puritani, quelli che gridano allo scandalo, dall’altra quanti sono convinti che in fondo non ci sia nulla di male e che anzi farlo alla luce del sole sia la cosa migliore.

Non mi stupisco delle risposte ricevute dall’esperimento di Paul. E’ già stato dimostrato come i blog influenzino il processo d’acquisto e sarebbe assurdo pensare che i bloggers consapevoli del loro ‘valore’ non approfittino delle opportunità offerte dal mercato.
Mi stupisco invece dell’ingenuità di quanti credono(?) ancora che in rete sia tutto spontaneo e naturale (magari poi sono gli stessi che pubblicano le impressioni di un prodotto mandatogli in prova…)

Essere in rete non significa essere in un altro mondo. La rete è solo una parte dello stesso mondo dove vivono e si incontrano le stesse persone, dove si replicano gli stessi comportamenti (a volte ne nascono di nuovi ma sono sempre evoluzioni e adattamenti di altri).
Se nel mondo ‘reale’ esistono i gli articoli redazionali, le markette, i favori e i ‘giornalisti venduti’ perché scandalizzarci se in rete esiste il fenomeno del pay per post.

Lo stesso Paul poi spiega benissimo perché il Pay per Post esiste e lo fa fornendo una risposta ad un commento

se domani la TIM decidesse di pagare con 10 Euro di ricarica ogni post inerente ad una nuova tariffa si comprerebbe – di fatto – il 90% della blogosfera al costo di una pagina di un quotidiano nazionale in una giornata feriale, con tutti gli annessi del caso (aumento PR, traffico ecc.), e probabilmente un ritorno d’immagine ben superiore di una spocchiosa 4 di copertina a colori sulla Stampa

 

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