Giu 05 2008
Nucleare? SI Grazie!
Nel 1987, sull’onda emotiva del disastro di Černobyl’, abbiamo detto no al nucleare. L’Italia era fiera della sua scelta e mentre fiorivano i comuni denuclearizzati, perdevamo l’occasione competitività senza aver aumentato la nostra sicurezza.
In questi 20 anni, mentre noi dismettavamo Latina, Caorso e Trino Vercellese, gli altri stati sono andati avanti e hanno continuato a costruire centrali (alcune a pochi chilometri dai nostri confini).
La Francia ha 59 centrali attive, la Germania 17, la Spagna 8…
Analizzando la mappa delle centrali nucleari europee, ci rendiamo conto che l’Italia è circondata e che, dal punto di vista della sicurezza dei cittadini, ha poco senso impedire la costruzione di una centrale sul nostro territorio.
E allora perché ostinarci ad avere i Comuni Denuclearizzati? Perché continuare a difendere posizioni oggettivamente senza senso? Perché far finta che le attuali fonti di energia non siano almeno pericolose quanto il nucleare? Solo perchè ci uccide più lentamente, l’inquinamento del petrolio non è meno grave! Perché nessuno si preoccupa dello smaltimento dei residui del petrolio?
L’Italia senza nucleare è sicura? Forse abbiamo trovato il modo di fermare le radiazioni ai nostri confini?
Nucleare? Si, Grazie!
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Personalmente ero anche io favorevole al nucleare. Le centrali nucleari sono sicure se date in mano a gente competente e dubito che in Italia questa manchi. Quello che mi ha convinto dell’inutilità di investimenti in questa direzione era condensato in una fonte che avevo trovato su internet (peccato che non la trovi più) che calcolava i costi di costruzione, avviamento e manutenzione che implicava una centrale. Soprattuto per quanto riguarda il consumo di acqua e il fatto che l’uranio è anch’esso una materia finita. Inoltre le risorse rinnovabili in Italia non mancano. Di vento, sole e mare ce n’è in abbondanza, ma non viene sfruttato a sufficienza. Per non parlare delle scorie delle centrali e della mafia (un po’ esagerati dai media forse).
Non è certo la sicurezza che mi preoccupa. Sono invece favorevole alla ricerca nel settore (e alla ricerca in genere). Le centrali hanno certo il pregio di darci indipendenza e di essere di stimolo per invenstimenti nella ricerca, ma credo che gli stessi obiettivi possano essere raggiunti con le fonti rinnovabili, senza la maggior parte (se non tutte) le conseguenze negative del nucleare.
Sono anni che ci penso.. e non ho 40 anni, ne ho 19, ero giovanissimo e già capivo quanto potesse essere utile ripristinare tutto ciò che, con la legge del novembre ‘87, fu eliminato..
L’energia nucleare è frutto di anni di ricerche scientifiche.. perché buttare per aria tutto..
Le emissioni di CO2 sono in continuo aumento e gli ambientalisti cosa pensano di fare.. di continuare a produrre energia col carbone o, peggio ancora (in quanto caro e in “fin di vita”), col petrolio..?.!
Certo esistono le rinnovabili.. ma io non ho parlato di eliminare le rinnovabili, anzi, si dovrebbe investire molto anche su quelle sicuramente.. ma non si può negare ed escludere di investire anche sulla risorsa nucleare.
Ogni qualvolta se ne parla (per criticare questa iniziativa) si fa riferimento sempre alla solita e famosa frase: “E, se dovesse scoppiare..?!?”
Beh allora viene da replicare prontamente:”E se scoppiassero tutte quelle belle centralinucce nucleari dalle quali siamo circondati 24h su 24 (Francia, Germania, etc..) e dalle quali dipendiamo per un grande ammontare di fornitura elettrica..?!?
Certo il rischio c’è.. non si può negare, seppur minimo, dato che le nuove tecnologie delle Centrali Atomiche di Ultima Generazione dovrebbero garantire livelli di sicurezza alti..
Tanto vale provarci.. speriamo che il governo porti avanti questa linea programmatica al meglio e, per come è successo con la TAV (altra infrastruttura da fare immediatamente), speriamo non ci siano i soliti def****nti che bloccano tutto mandando in fumo il progresso e lo sviluppo di questo già, per molti aspetti, arretrato paese..
A mio modesto parere va ripensato semmai non il modo di produrre, ma di consumare e di distribuire energia.
Il secondo punto è fondamentale. La resistenza elettrica in un filo conduttore è direttamente proporzionale alla lunghezza dei cavi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_elettrica
Se ne deduce che più è lontana la centrale di produzione, maggiore sarà la resistenza, maggiore sarà l’energia trasformata in calore e quindi energia prodotta persa senza poterla recuperare.
Pensate ai Km di vaci stesi ed avrete subito la sensazione di sprecio di energia prodotta.
Va quindi ripensato il sistema di ditribuzione. Se ogni piccolo centro avvesse la sua centrale fotovoltaica od eolica credo che si riolverebbe tutto meglio ed impatto ambientale zero.
L’utopia sarebbe che ognuno dovrebbe prodursi più della metà di energia che consuma.
Buona serata
Condivido in pieno: anche io sono favorevole al nucleare. Credimi, ho ricevuto diversi commenti al vetriolo quando lo affermavo.
Ma io continuo ad affermare le mie idee